Qui trovi le domande che ci fanno più spesso: cos’è COSMO, come lavoriamo con l’OSINT, perché parliamo di SWANA e in cosa un think tank differisce da una redazione. Risposte brevi, chiare, utili, per orientarti
subito e capire dove approfondire.

Partiamo da una mappa delle fonti (istituzionali, accademiche, media locali, community, immagini, database) pesata per affidabilità e interesse informativo. Applichiamo:

  • Segnalazione dell’incertezza: distinguiamo tra fatti confermati, probabili e ipotesi in valutazione.
  • Triangolazione tra fonti indipendenti e lingue diverse.
  • Analisi di provenienza (chi pubblica, quando, perché) e controllo di eventuali manipolazioni.
  • Contesto temporale e geografico: ciò che era vero ieri può non esserlo oggi o altrove.

L’OSINT eccelle dove esistono tracce pubbliche; è più debole dove prevalgono dati opachi o facilmente falsificabili. Per questo integriamo con:

  • Analisi di scenario: quando i dati sono scarsi, esplicitiamo assunzioni e range di esito.
  • Se non possiamo validare in modo etico e solido, lo diciamo e rinunciamo alle conclusioni forti.
  • Verifiche tecniche (forensic visivo, geolocalizzazione, metadata dove disponibili).
  • Esperti di dominio e fonti locali per colmare i “vuoti semantici”.

Abbiamo un percorso in 5 fasi:

  1. Scoping: obiettivi, domande chiave, vincoli, destinatari.
  2. Ipotesi & indicatori: cosa vogliamo dimostrare/monitorare e come lo misuriamo.
  3. Raccolta & verifica: OSINT multilingue, controlli incrociati, tracciabilità.
  4. Analisi & sintesi: giudizi argomentati, alternative, rischi, early warnings.
  5. Consegna & follow-up: report/brief, sessione di Q&A, eventuale piano di aggiornamento periodico.

Operiamo con principi di necessità, proporzionalità e legalità. In pratica:

  • Registro delle decisioni: perché usiamo un dato, come lo proteggiamo, quando lo distruggiamo.
  • Minimizzazione dei dati e pseudonimizzazione quando possibile.
  • Canali sicuri per trasferimento e archiviazione; controllo degli accessi.
  • Policy interne su fonti a rischio (deep/dark web) e materiali che potrebbero esporre persone vulnerabili.

Istituzioni/PA: early warning, analisi di rischio, supporto a decisioni e comunicazione pubblica.

Imprese: country risk, due diligence reputazionale, supply chain intelligence.

Media/ONG/Accademia: verifica contenuti, contesto, mappe e timeline affidabili.
Risultati tipici: riduzione dell’incertezza, prevenzione di errori costosi, decisioni documentate e comunicazioni più credibili.

Definiamo metriche ex-ante (domande a cui rispondere, indicatori, scadenze) e KPI/KRI: accuratezza delle previsioni, utilità percepita dai decisori, tempo di risposta, adozione delle raccomandazioni. Ogni report include:

  • Checklist di verifica per la replicabilità. La trasparenza sui limiti è parte del valore: aiuta a usare l’analisi nel modo giusto.
  • Livello di confidenza (alto/medio/basso) e principali rischi di errore.
  • Assunzioni dichiarate e alternative plausibili.