Periodo di riferimento: 29 settembre – 5 ottobre 2026
Data: 5 ottobre 2026
EXECUTIVE SUMMARY
- Contesto di sicurezza. Nella settimana in esame, è stato osservato un significativo livello di pressione militare israeliana nel Libano meridionale, con attacchi dell’Aviazione, bombardamenti d’artiglieria, demolizioni, fuoco di armi automatiche e movimenti terrestri nei distretti di Nabatiyeh, Tiro, Marjayoun, Bint Jbeil e Hasbaya. Le attività hanno interessato anche dispositivi delle Forze Armate Libanesi (LAF): il 30 settembre un drone israeliano ha colpito personale impegnato nell’ispezione di unità abitative a Nabatiyeh Al-Fawqa, provocando il ferimento grave di un militare e di altri tre individui; il 5 ottobre, colpi d’artiglieria hanno raggiunto un veicolo delle LAF lungo la rotabile Kfar Rumman–Al-Maydana, senza causare feriti.
- Rimodulazione del dispositivo israeliano. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno proseguito le operazioni di distruzione delle infrastrutture attribuite a Hezbollah nella fascia di sicurezza. Ad Al-Mansouri, unità della 55^ Brigata Paracadutisti della Riserva, supportate dal Genio da combattimento Yahalom, avrebbero distrutto in totale oltre 600 infrastrutture, otto tunnel e decine di lanciarazzi. Parallelamente, la Brigata Golani ha concluso sette mesi di dispiegamento nel Libano meridionale, dopo operazioni nell’area del Castello di Beaufort e del fiume Litani durante le quali sarebbero state distrutte oltre 900 infrastrutture riconducibili al movimento sciita. Il quadro indica una progressiva rimodulazione del dispositivo israeliano.
- Rafforzamento delle LAF. Il sostegno internazionale all’Esercito libanese è proseguito attraverso forniture, interlocuzioni istituzionali e attività addestrative. Il 29 settembre, gli Stati Uniti hanno consegnato alle LAF 47 veicoli Humvee e cinque autocarri, dopo la precedente fornitura del 20 settembre di 70 container di munizionamento. Il 6 ottobre ha preso il via l’esercitazione multinazionale PEGASUS CEDAR 2026, della durata di tre settimane, con la partecipazione di reparti libanesi, britannici e contingenti di Stati Uniti, Italia, Francia, Cipro, Qatar e Giordania.
- Dossier negoziale e presenza internazionale. L’Amministrazione statunitense starebbe lavorando alla convocazione di un’ottava tornata negoziale tra Libano e Israele, con una più marcata componente militare, presso la base di Tampa, in Florida, nella seconda metà di ottobre; il 20 ottobre costituirebbe una possibile data. Parallelamente, le LAF hanno intensificato le interlocuzioni con Germania, Regno Unito, Unione Europea e rappresentanti statunitensi sul rafforzamento delle capacità dell’Esercito e sulla configurazione della presenza internazionale nella fase successiva all’attuale mandato di UNIFIL.
- Stabilità interna e ripresa. Le LAF e gli apparati di sicurezza hanno condotto numerose operazioni contro traffici di armi e stupefacenti, sequestri di persona, rapine, ingresso irregolare e contrabbando transfrontaliero. Il 1° ottobre, l’Esercito ha sequestrato circa 245 chilogrammi di TNT, quattro ordigni esplosivi improvvisati, otto detonatori e materiale per l’innesco durante un tentativo di contrabbando dalla Siria. Nel sud, il Governo ha parallelamente avviato nuovi interventi per la riattivazione delle strutture statali e la ricostruzione, con 23 gare già avviate e ulteriori 12 previste nel mese di ottobre.
- Postura delle parti. Lo Stato libanese continua a sostenere il rafforzamento delle proprie istituzioni nel sud e il ruolo centrale delle LAF. Israele mantiene un dispositivo operativo nella fascia di sicurezza e prosegue le attività contro infrastrutture attribuite a Hezbollah. Il “Partito di Dio” ha respinto le accuse di mantenere strutture operative in Siria e ha ribadito pubblicamente il rifiuto di una consegna volontaria delle armi. Gli Stati Uniti mantengono un ruolo centrale sia nel sostegno militare alle LAF sia nel tentativo di strutturare la prossima fase delle interlocuzioni israelo-libanesi.
1. Inquadramento generale
Nel periodo compreso tra il 29 settembre e il 5 ottobre 2026, il quadro di sicurezza nel Libano meridionale ha visto la prosecuzione delle attività militari israeliane contestualmente a una graduale rimodulazione del dispositivo terrestre delle IDF. Attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, attività di demolizione e movimenti di unità corazzate hanno continuato a interessare le principali direttrici dei distretti di Nabatiyeh, Tiro, Marjayoun e Bint Jbeil, mentre ulteriori attività hanno interessato il distretto di Hasbaya.
Le operazioni israeliane hanno mantenuto quale obiettivo prioritario la distruzione delle infrastrutture di Hezbollah all’interno della fascia di sicurezza e nelle aree prossime al fiume Litani. Le attività concluse nelle ultime settimane ad Al-Mansouri, nell’area del Castello di Beaufort e lungo alcuni settori del Litani si sono accompagnate al rientro in Israele di parte delle unità precedentemente impiegate, tra cui la 1ª Brigata di Fanteria Golani. Tale sviluppo non ha tuttavia determinato una cessazione delle attività militari sul terreno.
Il 30 settembre, un drone israeliano ha colpito un dispositivo dell’Esercito impegnato nell’ispezione di unità abitative a Nabatiyeh Al-Fawqa, provocando, il ferimento grave di un militare e di altri tre individui. Il 5 ottobre, alcuni colpi d’artiglieria hanno raggiunto un veicolo delle LAF lungo la rotabile Kfar Rumman–Al-Maydana, senza provocare feriti.
In tale contesto, il Governo ha proseguito l’azione finalizzata alla riattivazione delle Istituzioni e alla ricostruzione nel sud. La visita del Primo Ministro Nawaf Salam nel Governatorato di Nabatiyeh il 2 ottobre ha assunto particolare rilievo in tale prospettiva, evidenziando il tentativo dell’Esecutivo di associare il rafforzamento della presenza statale alla ripresa dei servizi essenziali e alla mobilitazione di risorse internazionali.
Parallelamente, Washington starebbe lavorando a una nuova fase delle interlocuzioni israelo-libanesi, con una possibile ottava tornata negoziale a prevalente componente militare.
2. Sviluppi militari e di sicurezza
Le attività israeliane hanno interessato con continuità il distretto di Nabatiyeh. Le IDF hanno effettuato attacchi e bombardamenti contro Kfar Tebnit, Nabatiyeh Al-Fawqa, Zawtar Al-Charkiyeh, Mayfadoun, Kfar Rumman, Arnoun, Ali Al-Taher e le alture di Al-Dabsha. Mezzi militari sono stati osservati nei pressi di Arnoun, mentre il 2 ottobre unità dotate di veicoli corazzati e mezzi del Genio sono avanzate verso l’alveo del fiume Litani in corrispondenza di Zawtar Al-Gharbiyeh, effettuando attività di perlustrazione. Il 4 ottobre, bombardamenti nei pressi di Mayfadoun hanno interessato anche il settore adiacente alla scuola pubblica di Harat Al-Baydar.
Nel distretto di Tiro, Al-Mansouri ha continuato a rappresentare uno dei principali settori operativi. L’abitato è stato ripetutamente interessato da bombardamenti, attacchi dell’Aviazione e demolizioni, mentre un carro armato Merkava posizionato ad Al-Bayada ha esploso diversi colpi verso la località.
Unità della 55ª Brigata Paracadutisti della Riserva “Hod Ha-Hanit”, subordinata alla 98ª Divisione Paracadutisti e supportata dal Genio da combattimento Yahalom, avrebbero distrutto nelle settimane precedenti oltre 600 infrastrutture riconducibili a Hezbollah, incluse otto gallerie, individuando inoltre decine di lanciarazzi che il movimento avrebbe lasciato nell’area prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco. Le operazioni israeliane hanno inoltre interessato Majdal Zoun, Wadi Zibqin e Mazraat Byout El Saiyad, con artiglieria, razzi illuminanti, granate fumogene, mitragliatrici e demolizioni.
Nel distretto di Marjayoun, le attività hanno interessato Wadi Al-Hujair, Wadi Al-Salouqi, Houla, Khiyam, Mays Al-Jabal, Bani Hayyan, Deir Seryan, Tallouseh e l’area dell’impianto di depurazione nella piana di Marjayoun. Mezzi corazzati israeliani hanno effettuato movimenti all’interno di Khiyam, mentre ulteriori mezzi sono stati osservati nei pressi di Ain Arab. L’Aviazione ha colpito Bani Hayyan, la periferia di Deir Seryan e Wadi Al-Hujair. A Houla, le Forze israeliane hanno inoltre appiccato incendi e condotto attività di demolizione.
Nel distretto di Bint Jbeil, bombardamenti e attività terrestri hanno interessato Serbine, Braachit, Haddatha, Ayta Al-Jabal, Beit Yahoun, Hariss, Aytaroun, Beit Lif e Shaqra. L’Aviazione ha condotto attacchi contro Haddatha, mentre unità israeliane hanno aperto il fuoco verso la medesima località e la periferia di Braachit. Pattugliamenti terrestri sono stati osservati anche nel settore di Wadi Al-Salouqi. Nel distretto di Hasbaya, l’artiglieria e il fuoco di mitragliatrici hanno interessato Wadi Khansa, Kfarshouba e Hbariyeh.
Nel corso delle attività del 29 settembre, le IDF hanno inoltre aperto il fuoco contro due soggetti entrati nella fascia di sicurezza e successivamente avvicinatisi alle unità israeliane, neutralizzandoli. Nella medesima giornata, le Forze israeliane hanno lanciato un missile intercettore contro un obiettivo aereo sospetto individuato sopra un’area nella quale erano operative unità terrestri.
La 1ª Brigata di Fanteria Golani ha concluso nel corso della settimana sette mesi di dispiegamento nel Libano meridionale e ha fatto rientro in territorio israeliano. La Brigata avrebbe operato prevalentemente presso il Castello di Beaufort e avrebbe completato un’operazione nell’area del fiume Litani, distruggendo oltre 900 infrastrutture attribuite a Hezbollah. Le unità avrebbero inoltre individuato depositi contenenti razzi RPG, ordigni esplosivi, droni e fucili d’assalto Kalashnikov. Il rientro della Brigata conferma la rimodulazione del dispositivo già osservata nelle settimane precedenti.

Armamenti di Hezbollah sequestrati dalla Brigata Golani nel corso delle attività operative nel Libano meridionale.
Sul piano della sicurezza del personale israeliano, un militare è rimasto gravemente ferito e un Ufficiale avrebbe riportato ferite di media entità a seguito dell’esplosione accidentale di una granata durante un’attività operativa condotta il 2 settembre. Nell’area di Rab Thalathine, nel distretto di Marjayoun, otto militari della 7ª Divisione Corazzata sono inoltre rimasti leggermente feriti in una collisione tra due veicoli militari; sei sono stati successivamente trasferiti in ospedale.
Le Forze Armate Libanesi hanno parallelamente mantenuto un’elevata attività di controllo del territorio e contrasto ai traffici illeciti. Il 1° ottobre, una pattuglia ha sventato un tentativo di contrabbando dalla Siria attraverso i settori di frontiera settentrionale e orientale, sequestrando circa 245 chilogrammi di TNT ad alto potenziale esplosivo, quattro ordigni esplosivi improvvisati, otto detonatori e cavi elettrici per l’innesco. I soggetti coinvolti si sarebbero ritirati verso il territorio siriano.

Sequestro di materiale esplosivo da parte delle LAF in ingresso sul territorio libanese
Nel Governatorato di Baalbek-Hermel, le LAF hanno condotto operazioni a Buday, Sharawneh, Al-Kaniseh, Iaat e Nab’ Al-Mourj, sequestrando armi, munizioni, sostanze stupefacenti, materie prime e macchinari destinati alla produzione di droga. Numerosi soggetti ricercati sono stati arrestati. Ulteriori operazioni hanno riguardato Raouché e Mina Al-Hosn, a Beirut, e Bchamoun, nel distretto di Aley.
Le Autorità hanno inoltre intensificato i controlli sull’immigrazione irregolare. Le LAF hanno arrestato 20 cittadini siriani ad Al-Qaa e Chtaura per permanenza irregolare e, successivamente, 106 cittadini siriani nelle aree di confine di Hermel e Akkar per ingresso irregolare nel Paese.
A Wadi Khaled, la Sicurezza dello Stato ha arrestato due cittadini libanesi accusati di distribuire sostanze stupefacenti, in particolare tra minori, sequestrando una quantità consistente di Captagon e hashish. Nella zona di Zahle, le Forze di Sicurezza hanno liberato un cittadino siriano sequestrato a fini estorsivi, arrestando uno dei due soggetti coinvolti. A Saadnayel, le LAF hanno liberato un cittadino palestinese sequestrato in seguito a una controversia personale e arrestato tre cittadini libanesi, sequestrando armi e munizioni.
Nella periferia meridionale di Beirut, l’Esercito ha arrestato ad Al-Laylaki un cittadino libanese indicato quale responsabile di una cellula dedita a rapine, sequestri, furti ed estorsioni e accusato anche di aggressioni e uso delle armi contro militari e personale delle Forze di Sicurezza Interna. Nel nord, dispositivi dell’Intelligence militare hanno arrestato sette cittadini libanesi e due palestinesi nel campo di Nahr Al-Bared e nelle aree di Tabbaneh, Qubbeh e del Mercato della Verdura di Tripoli per attività connesse a uso e traffico di stupefacenti.
Nel distretto di Tiro, un’unità specializzata delle LAF ha individuato e smantellato a Wadi Zibqin un dispositivo di sorveglianza attribuito alle Forze israeliane, dotato di un sistema di alimentazione a energia solare.
3. Dimensione negoziale e regionale
L’Amministrazione statunitense starebbe lavorando alla convocazione di un’ottava tornata di colloqui tra Libano e Israele, con una componente militare più marcata rispetto agli incontri precedenti. La riunione dovrebbe svolgersi presso la base di Tampa, in Florida, nella seconda metà di ottobre; il 20 ottobre 2026 sarebbe stata indicata quale possibile data, circa una settimana prima delle elezioni israeliane. Washington starebbe proseguendo le interlocuzioni con Israele per la definizione del calendario definitivo.
La delegazione libanese dovrebbe comprendere gli Ambasciatori Simon Karam e Nada Hamadeh Moawad quali negoziatori politici, mentre il Generale di Brigata Georges Rizkallah dovrebbe guidare la componente militare. La scelta di Tampa, in alternativa a Roma, sarebbe riconducibile alla natura prevalentemente militare prevista per la nuova tornata. Tali elementi restano tuttavia in fase preparatoria e non configurano ancora una convocazione formalizzata.
Il Primo Ministro Nawaf Salam è rientrato a Beirut nella serata del 30 settembre, al termine della missione diplomatica negli Stati Uniti. Il Capo del Governo ha riferito al Presidente della Repubblica Joseph Aoun e al Presidente del Parlamento Nabih Berri gli esiti delle interlocuzioni svolte a New York e Washington. Il 2 ottobre, Aoun ha nuovamente ricevuto Salam a Palazzo di Baabda per approfondire i risultati della missione statunitense, la situazione nel sud e le priorità emerse durante la visita del Primo Ministro a Nabatiyeh.
Il rafforzamento delle LAF continua a rappresentare uno dei principali elementi di collegamento tra dimensione diplomatica e attuazione degli impegni di sicurezza. Il 29 settembre, l’Esercito libanese ha ricevuto presso il Porto di Beirut 47 Humvee e cinque autocarri nell’ambito dei programmi statunitensi di assistenza militare. La consegna ha seguito quella del 20 settembre, quando erano giunti 70 container contenenti diverse tipologie di munizionamento. Le forniture sostengono l’incremento delle capacità operative dell’Esercito anche in relazione ai compiti attribuiti alle LAF nell’ambito dell’Accordo Trilaterale.
Il Comandante delle Forze Armate Libanesi, Generale Rodolphe Haykal, ha parallelamente intensificato le interlocuzioni con partner occidentali. Il 30 settembre, Haykal ha ricevuto l’Ambasciatore tedesco Thomas Zahneisen, accompagnato dall’Addetto Militare Tenente Colonnello Kai Zimmermann, discutendo del sostegno all’Esercito, della cooperazione bilaterale e della futura configurazione della presenza internazionale nel sud. Il Comandante ha successivamente incontrato il Vice Capo di Stato Maggiore della Difesa britannico, Tenente Generale Charlie Collins, con il quale ha affrontato il rafforzamento delle capacità operative, il controllo delle frontiere e la fase successiva all’attuale mandato di UNIFIL.
Il 1° ottobre, Haykal ha inoltre ricevuto i membri del Congresso statunitense Darin LaHood e Josh Gottheimer, discutendo delle difficoltà operative affrontate dall’Esercito e degli sviluppi regionali. Il Segretario Generale dell’American Lebanese Council, Elias Youssef Maroun, ha nello stesso contesto ribadito il sostegno della diaspora libanese alle LAF.
Il 2 ottobre, l’Ambasciatore dell’Unione Europea in Libano Sandra De Waele ha incontrato Haykal a Yarzeh e confermato la prosecuzione del sostegno europeo al rafforzamento delle capacità dell’Esercito, con particolare attenzione alla fase successiva all’attuale missione UNIFIL.
Sul piano della cooperazione militare, il 6 ottobre è iniziata PEGASUS CEDAR 2026, esercitazione congiunta tra le LAF e l’Esercito britannico nell’ambito del ciclo bilaterale avviato nel 2023. L’attività avrà una durata di tre settimane e coinvolgerà personale del Royal Regiment of Scotland, del Reggimento Aviotrasportato dell’Esercito Libanese e reparti provenienti da Stati Uniti, Italia e Francia, con la partecipazione anche di unità di Cipro, Qatar e Giordania. Il programma comprenderà ricognizione, incursione e combattimento urbano, operazioni di eliassalto e sessioni di tiro con mortai.
Sul piano regionale, la questione siriana ha assunto rilievo dopo l’operazione del 29 settembre delle Forze di Sicurezza Interna siriane nel bacino dello Yarmouk, nel Governatorato di Daraa. Le Autorità di Damasco hanno arrestato tre soggetti indicati come appartenenti a una cellula collegata a Hezbollah, intercettati a bordo di un autocarro Kia 4000 che trasportava razzi Grad. Il “Partito di Dio” ha respinto qualsiasi coinvolgimento, negando la presenza di proprie strutture operative in Siria e qualsiasi attività militare o securitaria nel Paese.
Hezbollah ha invitato Damasco ad approfondire l’origine delle accuse e ha sostenuto che tale attribuzione potrebbe essere utilizzata per compromettere i rapporti tra Libano e Siria, indicando Israele quale attore interessato a favorire un deterioramento delle relazioni bilaterali.
4. Postura delle parti
- Stato libanese. Il Governo mantiene una linea orientata al rafforzamento della presenza istituzionale nel sud, alla ricostruzione e al consolidamento dell’Autorità statale nelle aree maggiormente colpite. La Presidenza della Repubblica e il Governo continuano parallelamente a seguire il dossier negoziale e la futura presenza internazionale nel Libano meridionale.
- Forze Armate Libanesi. Le LAF mantengono una postura di progressivo rafforzamento operativo, sostenuta dalle forniture statunitensi, dalla cooperazione europea e britannica e dall’attività addestrativa multinazionale. L’Esercito ha continuato a operare nel sud nonostante gli episodi di fuoco israeliano che hanno interessato propri dispositivi e ha parallelamente ampliato le attività di contrasto ai traffici transfrontalieri, alla criminalità e alla produzione di stupefacenti.
- Israele. Le IDF mantengono una postura operativa orientata alla distruzione sistematica delle infrastrutture attribuite a Hezbollah e al mantenimento della libertà d’azione nella fascia di sicurezza. Le operazioni ad Al-Mansouri, nel settore del Castello di Beaufort e lungo il Litani indicano l’intenzione di degradare tunnel, depositi, lanciarazzi e altre infrastrutture prima di eventuali ulteriori rimodulazioni del dispositivo. Il rientro della Brigata Golani e la conclusione di alcune operazioni territoriali non configurano un ritiro generale, mentre la prosecuzione di bombardamenti, pattugliamenti e movimenti corazzati conferma il mantenimento di una presenza attiva.
- Hezbollah e Repubblica Islamica. Hezbollah ha mantenuto nel periodo una postura prevalentemente politico-identitaria. Il movimento ha negato qualsiasi presenza operativa in Siria e ha respinto le accuse relative alla cellula arrestata nel bacino dello Yarmouk. Sul piano interno, il membro del Consiglio Centrale Sheikh Hussein Ghobris ha escluso una consegna volontaria delle armi e ribadito la prosecuzione della linea della “resistenza”. Le commemorazioni per Hassan Nasrallah e Hashem Safieddine hanno coinvolto strutture politiche, religiose e sociali del movimento in diverse aree del Paese. La partecipazione del Consigliere culturale iraniano in Libano Mohammad Reza Mortazavi a un simposio organizzato a Taraya dall’Associazione dei Centri Culturali Imam Khomeini conferma la continuità dei canali politico-culturali con la Repubblica Islamica.
- Stati Uniti. Washington mantiene un ruolo centrale su due direttrici complementari: rafforzamento delle LAF e gestione del canale negoziale israelo-libanese. La consegna di 47 Humvee, cinque autocarri e, in precedenza, 70 container di munizionamento conferma la continuità dell’assistenza militare statunitense. Parallelamente, l’Amministrazione starebbe lavorando alla convocazione della prossima tornata di colloqui a Tampa, con una componente militare più marcata. La credibilità di tale percorso dipenderà dalla definizione di un calendario condiviso, dalla natura degli eventuali meccanismi di verifica e dal collegamento tra interlocuzione diplomatica e sviluppi effettivi sul terreno.
5. Implicazioni operative e strategiche
⇒ Persistenza della pressione militare israeliana. La conclusione di specifiche operazioni e il rientro di alcune unità non coincidono con una cessazione delle attività israeliane. La presenza di mezzi corazzati, unità del Genio e assetti aerei nei principali distretti meridionali conferma il mantenimento di capacità operative significative nella fascia di sicurezza.
⇒ Neutralizzazione delle infrastrutture di Hezbollah. I dati israeliani relativi a oltre 600 infrastrutture e otto tunnel distrutti ad Al-Mansouri e a oltre 900 infrastrutture neutralizzate dalla Brigata Golani indicano una campagna estesa contro il dispositivo territoriale del movimento sciita.
⇒ Maggiore esposizione delle LAF. Gli episodi del 30 settembre e del 5 ottobre evidenziano il rischio crescente per le unità libanesi chiamate a operare in aree ancora interessate dalle attività israeliane. L’incremento delle capacità dell’Esercito rappresenta pertanto una condizione necessaria ma non sufficiente per l’estensione dell’autorità statale, in assenza di una contestuale riduzione delle interferenze militari sul terreno.
⇒ Nuova fase negoziale ancora preparatoria. La possibile riunione di Tampa potrebbe rafforzare la componente militare del confronto israelo-libanese e consentire un esame più tecnico delle condizioni di sicurezza. La convocazione resta tuttavia in fase di definizione. Il processo resta vulnerabile a incidenti sul terreno e a divergenze sulle condizioni del ritiro israeliano, sul ruolo delle LAF e sui meccanismi di verifica.
⇒ Rafforzamento internazionale dell’Esercito. Le forniture statunitensi, gli incontri con Germania, Regno Unito e Unione Europea e l’esercitazione PEGASUS CEDAR 2026 indicano una convergenza dei partner sul rafforzamento delle LAF quale pilastro della futura architettura di sicurezza. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se tale sostegno sarà accompagnato da un trasferimento effettivo di responsabilità territoriali e da una definizione della presenza internazionale successiva all’attuale mandato di UNIFIL.
⇒ Persistenza delle criticità di sicurezza interna. Il sequestro di 245 chilogrammi di TNT, il traffico di armi e stupefacenti, i sequestri di persona e l’ingresso irregolare di cittadini siriani evidenziano una pressione securitaria che si estende oltre il fronte meridionale. Tale dinamica richiede alle LAF e agli altri apparati un impiego simultaneo sul confine, nei principali centri urbani e nelle aree maggiormente interessate dalla criminalità organizzata.
⇒ Hezbollah mantiene la propria posizione sulle armi. Le dichiarazioni pubbliche emerse durante le commemorazioni di Nasrallah e Safieddine indicano l’assenza, allo stato, di segnali di disponibilità del movimento a una consegna volontaria dell’arsenale. Tale posizione resta uno dei principali elementi di frizione rispetto all’obiettivo dello Stato libanese di consolidare il monopolio delle armi e potrebbe incidere sull’attuazione dei futuri meccanismi negoziali e di sicurezza.

