Periodo di riferimento: 24 agosto – 31 agosto 2026
Data: 31 agosto 2026
EXECUTIVE SUMMARY
- Contesto operativo nel Libano meridionale: nella settimana in esame, le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno mantenuto un ritmo sostenuto di attività cinetiche nel sud del Paese, con attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, sganci di ordigni da droni, demolizioni controllate, incendi di abitazioni, movimenti di unità terrestri e attività di ricognizione che hanno interessato, in particolare, le alture di Ali Al-Taher, Nabatiyeh Al-Fawqa, Kfarremane, Zawtar Al-Charkiyeh, Mayfadoun (distretto di Nabatiyeh), Al-Mansouri, Majdal Zoun (distretto di Tiro), Haddatha, Braachit, Sarbin e Beit Yahoun (distretto di Bint Jbeil), nonché Al-Qantara, Houla, Mays Al-Jabal e Al-Khiyam (distretto di Marjayoun).
- Ali Al-Taher come nodo operativo e negoziale: nella notte tra il 26 e il 27 agosto, Hezbollah ha impiegato due droni allestiti con esplosivi contro unità israeliane operative sulle alture di Ali Al-Taher, all’interno della zona di sicurezza mantenuta dalle IDF. Il lancio, che non avrebbe provocato morti o feriti tra il personale israeliano, ha confermato la centralità del crinale, dove, secondo valutazioni israeliane, sarebbero presenti infrastrutture sotterranee e personale armato riconducibili al Partito di Dio.
- Negoziato e meccanismo di verifica: Washington sarebbe orientata a rinviare l’ottava tornata negoziale, inizialmente prevista all’inizio di settembre a Roma, per favorire progressi concreti nell’attuazione dell’Accordo Quadro. Gli sforzi statunitensi si concentrerebbero sulla definizione del meccanismo di verifica del dispiegamento delle Forze Armate Libanesi (LAF) nella prima area pilota, finalizzato ad accertare l’assenza di armi ed elementi di Hezbollah. Il secondo nodo resta il settore di Ali Al-Taher, sul quale continuano a convergere pressione militare israeliana e interlocuzioni politiche.
- LAF, UNIFIL e sostegno internazionale: il Comandante delle LAF, Generale Rodolphe Haykal, ha svolto dal 24 al 26 agosto una visita ufficiale in Italia, su invito del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, per discutere cooperazione militare, sostegno alle capacità dell’Esercito libanese e futuro del dispositivo di sicurezza nel Libano meridionale. Allo stesso tempo, la Forza ad Interim delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha ribadito la centralità della Risoluzione 1701 quale quadro di riferimento per la stabilità nel sud.
- Postura libanese su sovranità e monopolio statale delle armi: il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha ribadito che il negoziato resta, allo stato attuale, l’unico strumento percorribile per ottenere il ritiro israeliano, il dispiegamento delle LAF fino alla Blue Line, il rilascio dei detenuti, il rientro degli sfollati e l’avvio della ricostruzione.
- Hezbollah, Iran e Stati Uniti: il Segretario Generale di Hezbollah Naim Qassem ha escluso qualsiasi coinvolgimento di attori esterni nella definizione del futuro dell’arsenale del movimento, sostenendo che il dossier debba essere affrontato esclusivamente nel quadro politico interno libanese. Gli Stati Uniti hanno invece ribadito la centralità del Governo libanese quale unico interlocutore legittimo, escludendo il riconoscimento del Partito di Dio come controparte politica autonoma. Il Ministero degli Affari Esteri libanese, rispondendo alla disponibilità iraniana a sviluppare relazioni positive con Beirut, ha affermato che i rapporti bilaterali dovranno passare esclusivamente attraverso le Istituzioni.
1. Inquadramento generale.
Nel periodo 24-31 agosto 2026, il Libano meridionale ha visto la prosecuzione delle attività cinetiche delle Forze di Difesa israeliane (IDF), le quali hanno interessato i distretti di Nabatiyeh, Tiro, Bint Jbeil, Marjayoun e Hasbaya. Attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, demolizioni controllate, incendi di abitazioni, movimenti di truppe e mezzi corazzati e sorvoli di droni hanno mantenuto elevata la pressione sulle aree di confine e sui settori ritenuti da Tel Aviv rilevanti per la presenza o la mobilità di Hezbollah.
Le alture di Ali Al-Taher (distretto di Nabatiyeh) si sono confermate il principale punto di attrito. Le IDF hanno colpito il crinale e le aree contigue di Al-Dabbashe, Nabatiyeh Al-Fawqa, Kfarremane, Mayfadoun e Zawtar Al-Charkiyeh, mantenendo pressione su un settore che Tel Aviv considera rilevante per la possibile presenza di infrastrutture sotterranee, accessi, passaggi e personale armato del Partito di Dio. L’attacco con droni condotto da Hezbollah nella notte tra il 26 e il 27 agosto ha rafforzato il peso operativo e negoziale del crinale.
Sul piano diplomatico, gli Stati Uniti sarebbero intenzionati a rinviare l’ottava tornata negoziale, inizialmente prevista all’inizio di settembre a Roma, per evitare un nuovo appuntamento privo di risultati concreti. Il lavoro di mediazione appare concentrato sul meccanismo di verifica del dispiegamento delle LAF nella prima area pilota. Il dossier di Ali Al-Taher resta quindi strettamente collegato all’attuazione dell’Accordo Quadro e alla possibilità di estendere progressivamente il dispositivo territoriale previsto dall’intesa.
La settimana ha inoltre confermato la centralità delle Forze Armate Libanesi nella strategia statale. La visita del Generale Rodolphe Haykal in Italia, le interlocuzioni con il Generale Luciano Portolano, con il Ministero degli Affari Esteri italiano e con il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani hanno rafforzato il canale con Roma sul futuro dispositivo di sicurezza nel sud. In parallelo, l’invito francese alla riunione preparatoria della Conferenza internazionale a sostegno delle LAF e delle Forze di Sicurezza Interna, prevista a Parigi il 17 settembre, conferma l’attenzione europea al rafforzamento delle strutture statali libanesi.
Il confronto interno resta dominato dal rapporto tra negoziato, ruolo delle LAF e futuro dell’arsenale di Hezbollah. Aoun ha riaffermato il principio del monopolio statale delle armi, richiamando l’eredità politica dell’Imam Musa Al-Sadr e la necessità che la protezione del sud sia garantita dallo Stato, dalle LAF e dagli apparati di sicurezza. Di contro, Qassem ha respinto qualsiasi definizione esterna del futuro dell’arsenale del movimento, criticando le interlocuzioni dirette tra Libano e Israele e sostenendo che esse produrrebbero vantaggi unilaterali per Tel Aviv.
2. Sviluppi militari e di sicurezza.
Nel distretto di Nabatiyeh, le IDF hanno concentrato le operazioni sulle alture di Ali Al-Taher e nelle località di Nabatiyeh Al-Fawqa, Al-Dabbashe, Kfarremane, Mayfadoun, Zawtar Al-Charkiyeh, Kfar Tebnit, Habbouch, Arnoun Al-Shaqif e Yahmar Al-Shaqif. Le attività hanno incluso attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, sganci di ordigni da droni, esplosioni riconducibili a demolizioni e movimenti di pattuglie. Il 31 agosto, esplosioni connesse a bombardamenti d’artiglieria e ad attività di demolizione hanno interessato Arnoun Al-Shaqif, in particolare il quartiere adiacente al margine settentrionale del Castello di Beaufort (Qal’at Al-Shaqif), posizione dominante sulla valle del Litani e sugli assi tra Nabatiyeh e il settore orientale del Libano meridionale.

Fumo si alza da Zawtar Al-Charkiyeh a seguito di attività di demolizione controllata condotte dalle IDF, 31 agosto 2026
Nel distretto di Tiro, le attività si sono concentrate su Al-Mansouri, Majdal Zoun, Zibqin, Tayr Harfa, Dhayra, Chihine e Beit Al-Sayyad. Al-Mansouri è stata ripetutamente interessata da attacchi d’artiglieria, di mortaio e aerei. Nella medesima località, reparti israeliani hanno incendiato abitazioni e effettuato demolizioni di strutture residenziali.
Nel distretto di Bint Jbeil, le attività israeliane hanno interessato Sarbin, Braachit, Haddatha, Hariss, Beit Lif, Aynata, Yater, Aita Al-Jabal, Beit Yahoun, Bint Jbeil, Al-Ghandouriyah e il settore compreso tra Kounine e Al-Tiri.
Nel distretto di Marjayoun, le IDF hanno operato in particolare a Taybeh, Al-Khiyam, Houla, Al-Qantara, Bani Hayyan, Markaba, Mays Al-Jabal, Rab Thalathine, Deir Mimas, Deir Siryane, Al-Qusayr, Wadi Al-Hujair e Wadi Al-Saluqi.
Nel distretto di Hasbaya, due carri armati Merkava e due veicoli militari ruotati delle IDF sono avanzati dalla posizione di Al-Samaqa, a sud di Kfarchouba, verso Shanouh, con raffiche di mitragliatrice pesante. Reparti terrestri israeliani hanno inoltre esploso colpi di avvertimento in direzione di Shebaa.
L’episodio più rilevante della settimana resta l’attacco condotto da Hezbollah nella notte tra il 26 e il 27 agosto contro unità israeliane operative sulle alture di Ali Al-Taher. L’impiego di due droni allestiti con esplosivi, pur senza effetti letali segnalati, conferma che il Partito di Dio conserva la capacità di condurre azioni mirate contro il dispositivo israeliano nella zona di sicurezza. Le IDF hanno risposto con attacchi aerei e bombardamenti d’artiglieria contro Nabatiyeh Al-Fawqa, Kfarremane e Arabsalim(distretto di Nabatiyeh), Al-Khiyam (distretto di Marjayoun) e Al-Mansouri (distretto di Tiro).
Il volume delle attività israeliane è confermato dagli elementi acquisiti in ambito UNIFIL. Nel periodo 21-27 agosto, nel Libano meridionale è stata rilevata una media di 147 proiettili al giorno, per un totale di 1.030 proiettili. Il dato conferma il mantenimento di un livello elevato di pressione militare israeliana e la difficoltà di stabilizzare la fase attuativa dell’Accordo Quadro.
3. Dimensione negoziale e regionale.
Washington sarebbe intenzionata a rinviare l’ottava tornata dei colloqui tra Libano e Israele, inizialmente prevista all’inizio di settembre a Roma, per concentrare gli sforzi sulla definizione del meccanismo di verifica del dispiegamento delle LAF nella prima area pilota. Tale meccanismo dovrebbe accertare l’assenza di armi ed elementi di Hezbollah nelle aree oggetto del subentro libanese. Il secondo nodo resta Ali Al-Taher.
Il Presidente Joseph Aoun, intervenendo dinanzi a una delegazione del Consiglio Generale Maronita, ha ribadito che il negoziato rappresenta, allo stato attuale, l’unico strumento percorribile per conseguire gli obiettivi di Beirut: ritiro israeliano dal territorio libanese, dispiegamento delle LAF fino al confine, rilascio dei detenuti, rientro della popolazione sfollata e avvio della ricostruzione. Aoun ha riconosciuto la presenza di ostacoli e tempi potenzialmente prolungati, ma ha sostenuto che la prosecuzione del percorso negoziale risponde alla necessità di evitare una nuova fase di conflitto aperto.
Il Generale Rodolphe Haykal ha svolto dal 24 al 26 agosto una visita ufficiale in Italia, su invito del Generale Luciano Portolano. I colloqui hanno riguardato l’evoluzione della situazione in Libano, il rafforzamento della cooperazione bilaterale nel settore della Difesa, il sostegno alle capacità delle LAF, il futuro del dispositivo di sicurezza nel Libano meridionale, il ruolo di UNIFIL, della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) e del Comitato Tecnico Militare per il Libano (MTC4L). Portolano ha indicato la stabilità del Libano quale priorità strategica per l’Italia e ha ribadito la centralità delle LAF nel mantenimento della sicurezza del Paese.
Nel corso della permanenza a Roma, Haykal ha incontrato il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Riccardo Guariglia, il Direttore Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza, Ambasciatore Cecilia Piccioni, e ha avuto un colloquio telefonico con il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. In Vaticano, il Comandante delle LAF ha incontrato il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin. Il 29 agosto, Haykal ha inoltre ricevuto l’Incaricato d’Affari francese in Libano, Bruno da Silva, che gli ha consegnato l’invito ufficiale alla riunione preparatoria della Conferenza internazionale a sostegno delle LAF e delle Forze di Sicurezza Interna, prevista a Parigi il 17 settembre.

Incontro tra il Comandante delle Forze Armate Libanesi, Generale Rodolphe Haykal, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa italiano, Generale Luciano Portolano, nel quadro della visita ufficiale svolta in Italia dal 24 al 26 agosto 2026 ©Esercito libanese
Il Presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha delineato la posizione di Beirut nell’eventualità di un mancato rinnovo del mandato di UNIFIL. A fronte dell’opposizione statunitense alla prosecuzione della Missione, Berri ha indicato come soluzione alternativa il dispiegamento di una nuova forza internazionale sotto egida ONU, sostenuta da consenso europeo e statunitense, così da preservare una cornice giuridica internazionale a supporto delle LAF. Secondo Berri, tale presenza resterebbe necessaria fino al completo ritiro delle Forze di Difesa israeliane e alla conseguente estensione dell’Autorità dello Stato libanese nel sud.
UNIFIL ha ribadito che la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite resta il principale quadro di riferimento per la stabilità nel Libano meridionale, richiamando il rispetto della Blue Line, la cessazione delle ostilità, il ritiro delle Forze israeliane dal territorio libanese e la progressiva estensione dell’Autorità di Beirut sull’intero territorio nazionale.
Sul piano regionale, Francia e Arabia Saudita hanno ribadito l’impegno a favorire una soluzione definitiva del conflitto in Libano. Nel corso di un incontro all’Eliseo tra il Presidente francese Emmanuel Macron e il Principe Ereditario saudita Mohammed bin Salman, le parti hanno individuato quali elementi centrali la piena attuazione della Risoluzione 1701, il completamento del disarmo dei gruppi armati e il ritiro delle Forze di Difesa israeliane dall’intero territorio libanese. Macron e bin Salman hanno inoltre confermato il sostegno alle LAF e alle Forze di Sicurezza.
Il Ministero degli Affari Esteri libanese ha risposto alla disponibilità espressa dal Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a sviluppare relazioni positive con Beirut, ribadendo che i rapporti bilaterali dovranno essere condotti esclusivamente attraverso le rispettive Istituzioni. Il Dicastero ha richiamato il principio di reciprocità, escludendo canali autonomi con partiti o fazioni interne. Precedentemente alle dichiarazioni di Araghchi, il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah aveva incontrato a Teheran lo stesso Ministro iraniano, in un passaggio che conferma il mantenimento del coordinamento politico tra il Partito di Dio e la Repubblica Islamica.

Incontro tra Hassan Fadlallah, a sinistra, e Abbas Araghchi, a destra, Teheran, 23 agosto 2026 ©Press TV
4. Postura delle parti.
- Stato libanese: il Presidente Joseph Aoun ha confermato la linea negoziale di Beirut, indicando nel dialogo l’unico strumento oggi praticabile per ottenere ritiro israeliano, dispiegamento delle LAF fino al confine, rilascio dei detenuti, rientro degli sfollati e ricostruzione. In occasione del 48° anniversario della scomparsa dell’Imam Musa Al-Sadr, Aoun ha ribadito il principio del monopolio statale delle armi e dell’estensione dell’Autorità delle LAF sull’intero territorio nazionale, collocando il tema all’interno di una tradizione politica sciita favorevole alla responsabilità dello Stato nella protezione del sud.
- Forze Armate Libanesi: il Generale Rodolphe Haykal ha mantenuto una postura orientata al rafforzamento del sostegno esterno alle LAF, con particolare attenzione alla cooperazione con Italia e Francia, al futuro dispositivo di sicurezza nel sud e al ruolo dell’Esercito nell’attuazione dell’Accordo Quadro.
- Israele: le Autorità israeliane hanno mantenuto un elevato livello di attività militare nel Libano meridionale, concentrando la pressione su Ali Al-Taher, Al-Mansouri e Majdal Zoun, Haddatha, Braachit e Sarbin, nonché Al-Qantara, Houla, Mays Al-Jabal e Al-Khiyam. La portavoce in lingua araba delle IDF, Tenente Colonnello Ella Waweya, ha ribadito da Bint Jbeil che Hezbollah, e non lo Stato libanese, costituisce l’obiettivo delle operazioni israeliane.
- Hezbollah e Repubblica Islamica: Hezbollah ha continuato a sostenere di rispettare il cessate il fuoco e ad attribuire a Israele la responsabilità delle attività militari nel sud del Paese. L’incontro a Teheran tra Hassan Fadlallah e Abbas Araghchi segnala il mantenimento di un coordinamento politico tra il movimento e la Repubblica Islamica.
- Stati Uniti: Washington ha ribadito la centralità del Governo libanese quale unico interlocutore legittimo per le questioni relative al futuro del Paese, escludendo il riconoscimento di Hezbollah quale controparte politica autonoma. Secondo il Dipartimento di Stato, un eventuale coinvolgimento del movimento nel processo potrebbe avvenire esclusivamente attraverso le Istituzioni libanesi e solo a fronte di una concreta disponibilità alla consegna delle armi.
5. Implicazioni operative e strategiche.
- Ali Al-Taher come nodo militare e negoziale: la continuità degli attacchi israeliani sul crinale, l’impiego di droni esplosivi da parte di Hezbollah e le valutazioni di Tel Aviv sulla presenza di infrastrutture sotterranee confermano che Ali Al-Taherresta uno dei principali punti di attrito. La definizione dello status dell’area potrebbe condizionare la prossima fase dei colloqui.
- Rischio di nuovi incidenti nella zona di sicurezza: l’attacco di Hezbollah nella notte tra il 26 e il 27 agosto, pur senza vittime, dimostra che la zona di sicurezza mantenuta dalle IDF resta esposta ad azioni mirate del Partito di Dio. La risposta israeliana su più distretti conferma il rischio che singoli episodi tattici producano un aumento immediato della pressione militare.
- Rinvio della tornata negoziale e verifica delle aree pilota: la possibile decisione statunitense di rinviare l’ottava tornata mira a evitare un nuovo appuntamento privo di risultati concreti. Il nodo operativo resta il meccanismo di verifica del dispiegamento delle LAF nella prima area pilota, oltre che dell’assenza di armi ed elementi di Hezbollah.
- Futuro di UNIFIL e nuova cornice internazionale: le posizioni di Berri, le interlocuzioni di Haykal in Italia, l’invito francese alla riunione del 17 settembre e il richiamo di UNIFIL alla Risoluzione 1701 confermano che Beirut punta a evitare un vuoto giuridico e operativo nel sud. In caso di mancato rinnovo dell’attuale mandato, la soluzione più coerente con la posizione libanese resta una forza internazionale sotto egida ONU, in coordinamento con le LAF.
- Monopolio statale delle armi e confronto con Hezbollah: il richiamo di Aoun all’eredità dell’Imam Musa Al-Sadr consente alla Presidenza di sostenere il principio del monopolio statale delle armi utilizzando un riferimento politico interno alla comunità sciita. Il messaggio di Qassem conferma tuttavia che Hezbollah non intende accettare una definizione del proprio arsenale imposta dall’esterno o collegata direttamente alle interlocuzioni con Israele.

