Periodo di riferimento: 1 settembre – 7 settembre 2026
Data: 7 settembre 2026
EXECUTIVE SUMMARY
- Pressione militare israeliana. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno mantenuto un’elevata pressione militare nel Libano meridionale, con una progressiva intensificazione delle attività tra il 4 e il 7 settembre, concentrate soprattutto nei distretti di Nabatiyeh, Marjayoun, Tiro e Bint Jbeil. Il settore delle alture di Ali al-Taher continua a rappresentare uno dei principali assi operativi israeliani, in relazione alle attività contro un articolato sistema sotterraneo di Hezbollah.
- Attività di Hezbollah. Hezbollah ha impiegato in più occasioni droni allestiti con esplosivi contro unità israeliane operative nel Libano meridionale, in particolare nell’area di Ali al-Taher. Le azioni hanno determinato successive ondate di attacchi israeliani contro personale, edifici e infrastrutture attribuite al movimento sciita, accentuando la dinamica di azione-reazione.
- Dossier detenuti. Il dossier relativo ai detenuti e alle persone scomparse ha registrato il primo risultato concreto delle interlocuzioni israelo-libanesi svolte a Roma nel mese di agosto, con la liberazione da parte israeliana di cinque persone.
- Sostegno alle LAF. Le Autorità libanesi hanno proseguito l’azione diplomatica finalizzata al rafforzamento delle Forze Armate Libanesi (LAF) e alla definizione di una futura architettura di sicurezza nel sud del Paese. Il dossier ha riguardato con particolare attenzione alla Conferenza internazionale di sostegno alle LAF e al futuro della presenza internazionale successiva a UNIFIL.
- Polarizzazione politica. L’escalation militare ha accentuato le divergenze politiche interne sull’accordo-quadro con Israele. Hezbollah ha progressivamente messo in discussione la prosecuzione del percorso negoziale, mentre altri settori politici, in particolare le Forze Libanesi, hanno collegato la stabilizzazione del sud al rafforzamento delle prerogative statali e al monopolio delle armi da parte dello Stato.
1. Inquadramento generale.
Nel periodo compreso tra il 1° e il 7 settembre 2026, il quadro di sicurezza nel Libano meridionale è stato caratterizzato da una persistente attività delle Forze di Difesa israeliane e da una significativa intensificazione degli attacchi nella seconda parte della settimana. Le operazioni hanno interessato principalmente i distretti di Nabatiyeh, Marjayoun, Tiro e Bint Jbeil, con attività aeree, bombardamenti d’artiglieria, impiego di droni, operazioni di demolizione e movimenti di unità terrestri.
Il settore delle alture di Ali al-Taher, nel distretto di Nabatiyeh, ha continuato a rappresentare uno dei principali fulcri delle attività israeliane. Unità della 36^ Divisione israeliana avrebbero acquisito nelle settimane precedenti il controllo operativo del crinale, sia in superficie sia nel sottosuolo, completando le operazioni lungo due tracciati di gallerie attribuiti a Hezbollah. Le Forze israeliane avrebbero ucciso alcuni elementi del movimento e indotto altri ad abbandonare il settore.
Nel medesimo periodo, Hezbollah ha impiegato droni allestiti con esplosivi contro unità israeliane presenti nel Libano meridionale. Nella notte tra il 1° e il 2 settembre il movimento ha lanciato due vettori contro dispositivi israeliani sulle alture di Ali al-Taher. Almeno uno dei droni sarebbe stato abbattuto senza conseguenze per il personale israeliano. Ulteriori lanci di dronihanno preceduto le ondate di attacchi israeliani del 5, 6 e 7 settembre, alimentando una dinamica di azione-reazione che ha progressivamente ampliato l’intensità delle operazioni nel distretto di Nabatiyeh.
Parallelamente, le Autorità libanesi hanno intensificato l’azione diplomatica e istituzionale volta a rafforzare le capacità delle LAF, sostenere la prosecuzione del percorso negoziale e definire una futura presenza internazionale nel Libano meridionale.
2. Sviluppi militari e di sicurezza.
Le attività israeliane si sono concentrate prevalentemente nel distretto di Nabatiyeh, dove attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, droni e attività terrestri hanno interessato Nabatiyeh al-Fawqa, Kfarremane, Arab Salim, Zawtar al-Sharqiyah, Mayfadoun, Dawhat Kfar Rumman e le alture di Ali al-Taher. A Nabatiyeh al-Fawqa gli attacchi hanno interessato anche infrastrutture riconducibili all’ospedale Ghandour, mentre a Kfarremane il 7 settembre un drone ha colpito un veicolo con personale sanitario dell’Associazione degli Scout al-Risala e successive incursioni hanno interessato edifici residenziali, causando almeno 11 morti e diversi feriti, tra cui due neonati. Ulteriori attacchi nella città di Nabatiyeh hanno provocato il ferimento del giornalista Ali Shbib, di un fotografo e di quattro persone a bordo di un veicolo. Ad Arab Salim sono stati colpiti edifici e un locale annesso al cimitero, con danni alle tombe e alle unità abitative circostanti. A Deir al-Zahrani, le IDF hanno invece ordinato l’evacuazione di un edificio successivamente distrutto dall’Aviazione.

Conseguenze degli attacchi israeliani nel settore di Kfarremane, distretto di Nabatiyeh, 7 settembre 2026
Nel distretto di Marjayoun, le attività hanno interessato soprattutto Qantara, Houla, Bani Hayyan, Khiyam, Kfarkila e Mays al-Jabal, con attacchi aerei, bombardamenti, demolizioni e movimenti di unità terrestri. Le Forze israeliane sono inoltre avanzate dalla periferia occidentale di Mays al-Jabal verso l’area del castello di Doubieh. Nel distretto di Bint Jbeil, artiglieria, droni e armi automatiche hanno interessato principalmente Beit Lif, Haddatha, Braachit, Serbine, Beit Yahoun, Aita al-Jabal, Aitaroun e Kounine, con ulteriori attività di rastrellamento nell’area di Haddatha.
Nel distretto di Tiro, Al-Mansouri ha rappresentato il principale centro delle operazioni, con ripetuti attacchi dell’Aviazione, bombardamenti d’artiglieria, attività di demolizione e perlustrazioni terrestri. Il 5 settembre, un attacco contro Al-Ramadiya ha provocato un morto e 15 feriti, mentre ulteriori incursioni hanno interessato Wadi Zibqin. Nel distretto di Hasbaya, unità israeliane sono entrate ad Halta, dove avrebbero perquisito diverse unità abitative e fermato tre individui. Nella Bekaa Occidentale, gli attacchi contro Ain al-Tineh e Jabour hanno provocato otto feriti.
3. Dimensione negoziale e regionale.
Il dossier relativo ai detenuti e alle persone scomparse ha registrato il principale sviluppo negoziale della settimana. Israele ha completato la liberazione di una prima tranche di cinque persone nel quadro delle interlocuzioni con Beirut. Dopo il rilascio del cittadino libanese Malek Ghazi, fermato nell’ottobre 2025 nell’area di Rashaya, le Autorità israeliane hanno consegnato al Comitato Internazionale della Croce Rossa i cittadini libanesi Hussein Abdallah Ayache e Ali Hassan Chour e i cittadini siriani Assaad Mahmoud Haské e Sam Ibrahim el-Samadi.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha trasferito i quattro soggetti attraverso Ras Naqoura e li ha successivamente affidati alle LAF nell’area di Mansouri. Le Forze Armate libanesi hanno quindi trasferito i detenuti presso la caserma Benoit Barakat di Tiro.
Il rilascio rappresenta la prima attuazione concreta delle intese sviluppate durante le interlocuzioni israelo-libanesi svolte a Roma nel mese di agosto, nel corso delle quali le parti avevano proceduto a un primo scambio di liste relative ai detenuti e alle persone scomparse. Il dossier è stato inoltre collegato alla collaborazione libanese nelle ricerche dei resti di esponenti della comunità ebraica libanese rapiti e uccisi durante la guerra civile negli anni Ottanta.

Presidio militare libanese durante le operazioni di rilascio di quattro prigionieri detenuti da Israele, trasferiti mediante un convoglio del Comitato Internazionale della Croce Rossa
Il sostegno internazionale alle LAF ha rappresentato un secondo asse centrale dell’attività diplomatica. Il Comandante delle Forze Armate Libanesi Generale Rodolphe Haykal ha svolto il 30 e 31 agosto una visita nel Regno di Giordania, nel corso della quale il Re di Giordania Abdullah II, alla presenza del Principe ereditario Hussein bin Abdullah II e del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate giordane Generale Yousef Ahmad al-Huneiti, ha ribadito il sostegno del Regno alla sicurezza e alla sovranità libanesi.
Il Ministro della Difesa libanese Generale Michel Menassa ha affrontato il medesimo dossier durante una visita a Belgrado per le celebrazioni del 65° anniversario della fondazione del Movimento dei Paesi Non Allineati.
Il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha affrontato il futuro della presenza internazionale nel sud durante l’incontro con il Ministro olandese del Commercio Estero e della Cooperazione allo Sviluppo Sjoerd Sjoerdsma.

Incontro tra il Comandante delle Forze Armate Libanesi, Generale Rodolphe Haykal, e il Re di Giordania Abdullah II, alla presenza del Principe ereditario Hussein bin Abdullah II e del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate giordane Generale Yousef Ahmad al-Huneiti, nel quadro della visita svolta in Giordania dal 30 al 31 agosto 2026 ©Esercito libanese
4. Postura delle parti.
- Stato libanese: le principali Istituzioni libanesi mantengono una linea orientata alla prosecuzione del percorso negoziale e al progressivo consolidamento dell’autorità statale nel sud del Paese, pur in presenza dell’intensificazione delle attività israeliane.
- Forze Armate Libanesi: le LAF mantengono una postura improntata al rafforzamento della presenza statale e all’attuazione dei compiti assegnati nel Libano meridionale. Il Comando ha respinto le valutazioni relative a una presunta inefficacia dell’Esercito, ribadendo che le attività vengono condotte sulla base delle direttive ricevute e nell’ambito della tutela della sovranità, della sicurezza e della stabilità nazionale.
- Israele: Israele mantiene una postura prevalentemente coercitiva, finalizzata a ridurre le capacità operative di Hezbollahe a neutralizzarne le infrastrutture nel Libano meridionale. Le IDF hanno concentrato le attività soprattutto nel distretto di Nabatiyeh e nel settore di Ali al-Taher, dove proseguono le operazioni contro il sistema sotterraneo attribuito al movimento sciita, associando parte dell’intensificazione degli attacchi ai precedenti lanci di droni esplosivi di Hezbollah.
- Hezbollah e Repubblica Islamica: Hezbollah mantiene una postura di pressione militare limitata ma continuativa, accompagnata da un crescente irrigidimento sul piano politico. Il movimento ha impiegato droni esplosivi contro unità israeliane operative nel sud del Libano e ha progressivamente contestato la validità dell’accordo-quadro, richiamando la prosecuzione delle attività israeliane e l’assenza di risultati sul ritiro delle IDF e sul ripristino della piena sovranità libanese.
- Stati Uniti: Washington mantiene una postura orientata al sostegno del canale negoziale e alla gestione della de-escalation tra Beirut e Israele. Il contributo statunitense è emerso in particolare nel dossier dei detenuti, culminato nella liberazione dei primi cinque soggetti, risultato per il quale il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha espresso un ringraziamento diretto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e all’Amministrazione statunitense. Parallelamente, Beirut continua a considerare Washington un interlocutore centrale per contenere l’intensificazione delle attività israeliane e favorire la prosecuzione del percorso politico-diplomatico.
5. Implicazioni operative e strategiche.
Persistenza dell’escalation nel settore di Nabatiyeh: la concentrazione delle attività israeliane su Nabatiyeh, Kfarremane, Arab Salim e Ali al-Taher conferma la centralità del distretto nell’attuale dispositivo operativo delle IDF. La progressiva neutralizzazione delle infrastrutture sotterranee attribuite a Hezbollah potrebbe determinare una successiva rimodulazione della presenza israeliana sul crinale.
Rischio di consolidamento della dinamica di azione-reazione. L’impiego di droni esplosivi da parte di Hezbollah contro unità israeliane ha preceduto più ondate di attacchi delle IDF. La prosecuzione di tale dinamica mantiene elevato il rischio di ulteriori escalation locali e di un ampliamento degli effetti sulle aree urbane e sui servizi civili.
Primo risultato concreto del canale negoziale. La liberazione di cinque detenuti costituisce il primo esito operativo delle interlocuzioni israelo-libanesi avviate sul dossier a Roma. Il precedente potrebbe favorire ulteriori progressi sulle persone ancora detenute o disperse e preservare uno spazio di interlocuzione anche in presenza di una contemporanea escalation militare.
Centralità crescente delle LAF nell’architettura di sicurezza. La Conferenza internazionale prevista a Parigi conferma l’obiettivo di rafforzare progressivamente le capacità operative delle Forze Armate Libanesi. Il sostegno esterno appare strettamente collegato sia all’attuazione dei compiti nelle aree già interessate dal ridispiegamento sia alla definizione della futura presenza internazionale nel sud.
Crescente polarizzazione politica interna. L’intensificazione delle attività israeliane rafforza le posizioni di Hezbollahfavorevoli a una revisione dell’accordo-quadro, mentre le Forze Libanesi e altri settori politici sostengono il rafforzamento delle prerogative dello Stato e il monopolio delle armi.

