Periodo di riferimento: 21 settembre – 28 settembre 2026
Data: 28 settembre 2026
EXECUTIVE SUMMARY
Contesto di sicurezza. Nella settimana in esame, è stato osservato un ridimensionamento numerico del dispositivo delle Forze di Difesa israeliane (IDF) nel Libano meridionale, passato da otto a sei Brigate, parallelamente alla prosecuzione di attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, demolizioni e movimenti terrestri. La sostituzione di reparti della riserva con unità regolari indica una rimodulazione della presenza militare, non un disimpegno dal territorio libanese.
Sviluppi operativi. Le attività israeliane hanno interessato soprattutto i distretti di Nabatiyeh, Marjayoun, Bint Jbeil, Tiro e Hasbaya, con ulteriori attacchi nel settore montuoso di Iqlim Al-Tuffah. Le esplosioni nell’area di Khiyam hanno provocato danni alla distribuzione elettrica, alle unità abitative e a una struttura scolastica. Nella notte del 27 settembre, elementi armati riconducibili a Hezbollah hanno impiegato un drone esplosivo contro militari israeliani, senza provocare feriti.
Dimensione diplomatica. Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha concentrato le interlocuzioni a New York sul ritiro israeliano, sul rafforzamento delle Forze Armate Libanesi (LAF) e sulla continuità della presenza internazionale dopo la conclusione dell’attuale mandato della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL). Il confronto sull’accordo tripartito ha incluso la richiesta libanese di un calendario definito e di un meccanismo di verifica.
Stabilità interna e quadro umanitario. Le LAF e le Forze di Sicurezza hanno proseguito le operazioni contro traffico di armi, rapine e violenza armata, unitamente alla bonifica di ordigni inesplosi. Le iniziative commemorative di Hezbollah hanno richiesto misure specifiche per la viabilità nella periferia meridionale di Beirut. Le criticità relative a sfollati, servizi essenziali e preparazione alla stagione invernale restano rilevanti.
Postura delle parti. Il Governo libanese ha ribadito la necessità di garantire il controllo esclusivo degli armamenti e il rifiuto del coinvolgimento del Paese nei confronti regionali, richiamando tali principi anche nel colloquio con rappresentanti iraniani. Israele prosegue le attività cinetiche nonostante la riduzione del numero di Brigate, mentre Hezbollah ha affiancato alle commemorazioni dei propri dirigenti un nuovo impiego offensivo di un drone.
Implicazioni principali. La prosecuzione delle operazioni sul terreno mantiene distinta l’interlocuzione diplomatica dalla stabilizzazione effettiva. Le principali criticità riguardano le condizioni del ritiro israeliano, la verifica degli impegni, la futura presenza internazionale e la possibilità di rientro della popolazione. Lo sciopero nazionale del trasporto terrestre annunciato per il 30 settembre potrebbe aggiungere difficoltà alla mobilità e alla distribuzione delle merci e dei carburanti.
1. Inquadramento generale.
Il quadro politico e securitario del periodo 21–28 settembre 2026 si è articolato intorno alla prosecuzione delle operazioni israeliane nel sud, alla rimodulazione del relativo dispositivo terrestre e all’ampliamento delle consultazioni diplomatiche libanesi. La riduzione delle Brigate nella cosiddetta fascia di sicurezza non ha coinciso con la cessazione degli attacchi o con un ritirodelle Forze israeliane. Le attività militari hanno continuato a interessare centri abitati, infrastrutture energetiche, aree agricole e collegamenti stradali.
Il Governo libanese ha mantenuto tra le principali priorità il completo ritiro israeliano, la cessazione delle operazioni militari, l’estensione dell’autorità statale e il controllo esclusivo degli armamenti. Le consultazioni internazionali hanno inoltre riguardato l’assistenza agli sfollati, la ripresa economica, la ricostruzione e il mantenimento di una presenza internazionale nel sud.
Le conseguenze del conflitto hanno interessato anche la tutela della proprietà immobiliare. Il Consiglio dei Ministri ha approvato e trasmesso al Parlamento una proposta di legge volta a limitare temporaneamente la vendita di terreni, edifici, unità immobiliari e quote di proprietà nelle località meridionali sottoposte a occupazione israeliana. Il provvedimento, qualora approvato dal Parlamento, subordinerebbe il perfezionamento o la registrazione catastale di procure di vendita, promesse di vendita e contratti notarili stipulati dall’8 ottobre 2023 all’autorizzazione di una commissione specializzata, istituita dal Ministro della Giustizia e presieduta da un magistrato.
La proposta esclude le operazioni concluse prima di tale data e alcune categorie di immobili in costruzione o commercializzati da sviluppatori e imprese edili. Il Ministro delle Finanze libanese Yassine Jaber, promotore dell’iniziativa, ha individuato tra gli obiettivi la tutela dell’assetto proprietario e demografico del sud, la prevenzione delle vendite a prezzi ridotti determinate dalle condizioni di guerra e occupazione e il contrasto a eventuali acquisizioni indirette da parte di soggetti israeliani attraverso società immobiliari. Il testo resta sottoposto all’esame parlamentare e non costituisce una restrizione già entrata in vigore.
2. Sviluppi militari e di sicurezza.
Le IDF hanno ridotto da otto a sei le Brigate da combattimento dispiegate nella fascia di sicurezza, congedando contestualmente una parte significativa del personale della riserva. La Brigata Commando, precedentemente impiegata sulla dorsale di Ali Al-Taher, la Brigata Golani, operativa nell’area del Castello di Beaufort, la 55ª Brigata paracadutisti della riserva e la 4ª Brigata corazzata della riserva “Kiryati” hanno lasciato il settore. La 188ª Brigata corazzata e la Brigata di addestramento Bislach sono subentrate con settori di responsabilità più ampi. Il completamento delle operazioni sulla dorsale di Ali Al-Taher e il successivo ripiegamento verso il Castello di Beaufort hanno ridotto l’esigenza di mantenere parte delle Forze precedentemente concentrate sul crinale. Il nuovo assetto appare orientato a contenere l’impiego prolungato dei riservisti. L’ipotesi di una futura contrazione della fascia di sicurezza dagli attuali 8–10 chilometri a una profondità di circa 3–4 chilometri dalla Linea Blu resta distinta da un arretramento già attuato.
Nel distretto di Nabatiyeh, l’Aviazione israeliana ha colpito Nabatiyeh Al-Fawqa, incluso il quartiere Deir, l’area compresa tra la località e Kfar Tebnit, il settore verso Mayfadoun e un edificio alla periferia di quest’ultimo abitato. Gli attacchi di artiglieria hanno interessato Kfar Tebnit, Nabatiyeh Al-Fawqa, Zawtar Al-Charkiyeh, Mayfadoun, Dawhat Kfar Rumman e Kfarremane. Le truppe israeliane hanno appiccato incendi ad alcune unità abitative a Zawtar Al-Charkiyeh; nella stessa località, le IDF hanno successivamente impiegato razzi illuminanti e mitragliatrici. Un bombardamento del 24 settembre ha inoltre colpito un impianto di pannelli solari nei terreni di Mayfadoun, provocando un incendio.
Nel distretto di Marjayoun, gli attacchi aerei hanno interessato Al-Qantara, la periferia di Houla verso Wadi Al-Saluqi, la stessa valle, Bani Hayyan, Qabrikha e l’area compresa tra Ibl Al-Saqi e Khiyam. L’artiglieria ha colpito Khiyam, compresa l’area di Al-Jalahiyah, Houla, Bani Hayyan, Tallousseh, Wadi Al-Hujair, Wadi Al-Saluqi in direzione di Bani Hayyan, Mazraat Al-Shoumariya e Qoussair. Le attività di demolizione hanno interessato Wadi Al-Saluqi e Khiyam, dove il 22 settembre erano stati osservati due carri armati Merkava in movimento. Le esplosioni del 23 settembre hanno danneggiato le linee elettriche, interrompendo completamente l’alimentazione a Nabaa Al-Hamam e causando interruzioni nelle aree di Hasbaya, Shebaa e Al-Arqoub.
Nel distretto di Bint Jbeil, l’artiglieria israeliana ha colpito le località di Beit Lif, Braachit, Aita Al-Jabal, Beit Yahoun, Shaqra, Kounine, Yater, Aitaroun, Haddatha e il settore compreso tra Haddatha e Hariss, inclusa l’area di Al-Arish. Le detonazioni e le demolizioni hanno coinvolto Braachit e il settore prossimo a Bint Jbeil, mentre ulteriori attività cinetiche hanno interessato Serbine. Le unità israeliane hanno impiegato mitragliatrici verso Haddatha, Beit Yahoun, Aita Al-Jabal, Serbine, Al-Tiri e Braachit e hanno effettuato lanci di razzi, anche illuminanti, nell’area tra Al-Tiri e Haddatha.
Nel distretto di Tiro, Al-Mansouri è stata oggetto di attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, demolizioni e detonazioni controllate, anche nel quarto quartiere cittadino. Le attività hanno incluso movimenti di mezzi, fuoco di mitragliatrici e ripetuti colpi esplosi da carri armati Merkava. L’artiglieria ha inoltre colpito Zibqin, Wadi Zibqin e Majdal Zoun, mentre raffiche di mitragliatrice hanno raggiunto Mazraat Byout Al-Saiyad. Gli assetti aerei da ricognizione hanno sorvolato Tiro e le località limitrofe.
Nel distretto di Hasbaya, l’artiglieria israeliana ha colpito le alture di Halta e la periferia di Al-Habbariyeh, nell’area di Al-Arqoub, accompagnando le attività con fuoco di mitragliatrici e movimenti di mezzi. Il 25 settembre, un’unità israeliana è avanzata ad Al-Saddana, alla periferia di Kfarshouba, circondando un’azienda agricola appartenente alla famiglia Ghazi Nabaa, al cui interno si trovavano alcuni pastori. I militari hanno aperto il fuoco nelle adiacenze della struttura, mentre colpi d’artiglieria hanno raggiunto l’area circostante. Ulteriori raffiche hanno interessato l’abitato di Kfarshouba. Il 27 settembre, un dispositivo composto da almeno quattro veicoli è avanzato nel settore tra Halta e Kfarshouba, con fuoco di mitragliatrici e impiego di razzi illuminanti.
L’Aviazione israeliana ha inoltre effettuato sorvoli su Baalbek e Beirut e, il 26 settembre, attacchi nel settore montuoso di Iqlim Al-Tuffah, tra il distretto di Nabatiyeh, nel Governatorato omonimo, e quello di Jezzine, nel Governatorato del Sud Libano. Gli attacchi hanno interessato Sajd e Jabal Al-Rafiaa.

Conseguenze dell’attacco israeliano contro un deposito di armamenti riconducibile a Hezbollah situato nella località di Sejoud, nella regione di Iqlim Al-Tuffah
Nella notte del 27 settembre, elementi armati riconducibili a Hezbollah hanno lanciato un drone esplosivo contro militari israeliani nel Libano meridionale, senza provocare feriti. Le IDF hanno presentato i successivi attacchi come una risposta all’azione e hanno indicato tra gli obiettivi infrastrutture del movimento sciita, incluse postazioni impiegate per il lancio di droni e missili controcarro.
Le LAF hanno affiancato alle attività di sicurezza interventi sulla mobilità e sui residuati bellici. L’Esercito avrebbe avviato il 25 settembre le operazioni per riaprire il collegamento tra Touline, nel distretto di Marjayoun, e Borj Qalaouiye, nel distretto di Bint Jbeil, precedentemente interdetto per ragioni connesse al conflitto. Un’unità specializzata ha inoltre disinnescato due ordigni aerei inesplosi riconducibili a precedenti attacchi israeliani a Majdal Selm, nel distretto di Marjayoun, e Al-Ghandouriya, nel distretto di Bint Jbeil. Il personale ha trasferito gli ordigni in un’area sicura per completare la bonifica.

Reparti delle LAF disinnescano ordigni inesplosi israeliani nel Libano meridionale
Nel distretto di Zahle, le LAF hanno arrestato tre individui a Kab Elias nell’ambito delle indagini sullo scontro a fuoco del 21 settembre, sequestrando armi e munizioni, inclusi fucili d’assalto AKM. Gli interrogatori sono stati avviati sotto supervisione giudiziaria. Nel distretto di Baalbek, l’Esercito ha arrestato ad Al-Safri un cittadino libanese ricercato per traffico di armi e, durante successive perquisizioni, un cittadino siriano identificato come A.F., ritenuto coinvolto nel trasferimento degli armamenti verso un altro luogo. Le operazioni hanno consentito il sequestro di armi, munizionamento ed equipaggiamento. A Temnin Al-Tahta, le LAF hanno arrestato il cittadino libanese M.T. e il cittadino siriano A.R. dopo una lite per motivi personali; lo scambio di colpi d’arma da fuoco con i militari intervenuti non ha provocato feriti.
Le Forze di Sicurezza hanno arrestato a Sabra, nel settore di Ghobeiry nella periferia meridionale di Beirut, un cittadino libanese identificato come A.F., ritenuto responsabile della morte di Mohammad Hamza il 12 settembre, presso lo stadio Città dello Sport Camille Chamoun. Ad Al-Ouzai, nel distretto di Baabda, le Forze di Sicurezza hanno arrestato un cittadino palestinese con precedenti penali dopo che aveva aperto il fuoco contro una pattuglia, ferendo due agenti.
Hezbollah ha annunciato iniziative commemorative per il secondo anniversario della morte dell’ex Segretario Generale Sayyed Hassan Nasrallah, ucciso in un attacco aereo israeliano il 27 settembre 2024, e del successore designato Sayyed Hashem Safieddine, ucciso il 3 ottobre 2024 prima di assumere l’incarico. Il programma prevedeva una cerimonia il 25 settembre, dalle 17:00LT alle 19:00LT (16:00IT–18:00IT), presso il Centro culturale Maarouf Saad di Sidone; l’iniziativa “Laylat Al-Urūj”, ossia “Notte dell’Ascensione”, il 26 settembre alle 20:00LT (19:00IT) lungo Al-Amiliya Street, a Haret Hreik, nel luogo dell’uccisione di Nasrallah; e la cerimonia principale il 27 settembre alle 16:30LT (15:30IT) presso il mausoleo di Nasrallah, nella periferia meridionale della Capitale, in prossimità della strada per l’aeroporto. Le commemorazioni comprendevano gli altri membri del movimento uccisi insieme ai due dirigenti. La Direzione Generale delle Forze di Sicurezza Interna (ISF) ha disposto, dalle 13:00LT (12:00IT) del 27 settembre fino al termine della cerimonia, la chiusura degli accessi al mausoleo dalla vecchia strada per l’aeroporto e dall’autostrada Ziad Al-Rahbani, con deviazioni su arterie alternative.
Le federazioni e i sindacati del trasporto terrestre hanno infine annunciato uno sciopero generale per mercoledì 30 settembre, in risposta al deterioramento delle condizioni economiche e all’aumento dei prezzi dei carburanti. La mobilitazione coinvolgerà autotrasporto merci, autocisterne, autobus, minibus e taxi, con possibili ripercussioni sulla circolazione in diverse aree del Paese.
3. Dimensione negoziale e regionale.
Il 22 settembre, il Primo Ministro Nawaf Salam ha partecipato a New York all’apertura del dibattito generale dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri libanese Youssef Rajji e dal Rappresentante permanente del Libano presso le Nazioni Unite, Ambasciatore Ahmad Arafa. Salam ha inoltre preso parte a un vertice presieduto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con la partecipazione dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo.
Il Primo Ministro ha discusso con il Presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez dell’escalation regionale, della Striscia di Gaza e del futuro della presenza internazionale nel sud del Libano, sostenendo la necessità di evitare un vuoto nelle attività di monitoraggio e supporto alle LAF. Il colloquio con il Vice Presidente del Consiglio di Leadership Presidenziale yemenita Abdullah Al-Alimi ha riguardato l’estensione dell’autorità statale e delle Forze regolari sull’intero territorio dei rispettivi Paesi e il contenimento delle tensioni regionali. Il confronto con il Segretario Generale della Lega Araba Nabil Fahmy ha incluso il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale libanesi, il ritiro israeliano, il controllo statale degli armamenti e la mobilitazione delle risorse arabe per ripresa e ricostruzione.
Il rapporto con la Siria ha attraversato una fase di consultazioni politiche ed economiche parallele. Una delegazione governativa siriana è giunta a Beirut il 22 settembre per il Forum d’affari libanese-siriano, previsto il giorno successivo presso il Phoenicia Hotel. La rappresentanza comprendeva il Ministro dell’Economia e dell’Industria Mohammad Nidal Al-Shaar, il Ministro dell’Agricoltura Basel Hafez Al-Suwaidan, il Ministro del Turismo Mazen Al-Salhani, il Ministro dell’Istruzione Mohammad Abdulrahman Turko, il Ministro dei Trasporti Yarub Badr e il Ministro della Sanità Mosaab Al-Ali. La missione includeva inoltre il Presidente dell’Autorità siriana per l’Aviazione civile Omar Al-Hosri, il Presidente dell’Autorità per gli Investimenti Ahmad Rawad Ramadan, l’Amministratore delegato della Syrian Petroleum Company Youssef Qablawi e l’Amministratore delegato della Syrian Aviation Holding Anwar Akkad, insieme ad altri funzionari e rappresentanti istituzionali. Il Vice Primo Ministro libanese Tarek Mitri ha ricevuto la delegazione presso il Phoenicia Hotel, alla presenza di Ministri e funzionari libanesi. Il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha successivamente incontrato la rappresentanza a Palazzo di Baabda il 23 settembre.
Il 23 settembre, Salam ha incontrato a New York il Presidente siriano Ahmad Al-Shara’a, affrontando la revisione degli accordi di cooperazione in vista della prima riunione della Commissione Superiore libanese-siriana. Al-Shara’a ha riconosciuto la complessità del precedente rapporto bilaterale e ha individuato nell’integrazione economica e nel miglioramento delle relazioni politiche gli strumenti per consolidare il nuovo quadro. I dossier dei cittadini siriani detenuti in Libano, della delimitazione del confine terrestre e dei rifugiati siriani restano aperti.
Il confronto tra Beirut e Teheran ha assunto rilievo nel colloquio tra Salam e il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian, alla presenza di Rajji e del Ministro degli Affari Esteri iraniano Abbas Araghchi. Salam ha richiesto rapporti strettamente interstatali, fondati su sovranità, indipendenza e non ingerenza, ribadendo che il Libano non intende diventare un terreno di confronto regionale. Il Primo Ministro ha richiamato il completo ritiro israeliano, la cessazione delle operazioni e il monopolio statale delle armi e ha invitato la Repubblica Islamica a designare un nuovo Ambasciatore in Libano. Nel colloquio con il Primo Ministro pakistano Muhammad Shehbaz Sharif, Salam ha espresso apprezzamento per le iniziative di Islamabad volte alla riduzione delle tensioni e ha ribadito che ogni interlocuzione relativa al Libano deve avvenire attraverso le istituzioni statali.

Incontro tra Salam e il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian, a margine dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
Il colloquio con il Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti Abdullah bin Zayed Al Nahyan ha riguardato l’ampliamento degli investimenti e degli scambi commerciali.
La futura presenza internazionale nel sud ha costituito un tema trasversale delle consultazioni. Salam ha sostenuto il mantenimento, dopo la conclusione dell’attuale mandato di UNIFIL, di una missione internazionale sotto mandato del Consiglio di Sicurezza, con compiti di osservazione, produzione di rapporti e collegamento. La posizione libanese è finalizzata a evitare discontinuità operative e a preservare il monitoraggio e il sostegno alle LAF.
4. Postura delle parti.
Stato libanese. Il Governo ha mantenuto una linea centrata sul completo ritiro israeliano, sulla cessazione delle operazioni e sull’estensione dell’autorità statale, con il controllo esclusivo degli armamenti. Le consultazioni di Salam hanno associato tali obiettivi alla richiesta di verifiche sull’attuazione delle intese, alla continuità della presenza internazionale e al sostegno ai rientri e alla ricostruzione. Il confronto con Teheran ha ribadito la natura interstatale delle relazioni e il rifiuto di utilizzare il Libano come terreno di confronto regionale.
Forze Armate Libanesi. Le LAF hanno concentrato l’azione sul contrasto alla criminalità armata e sulla riduzione dei rischi residui del conflitto. Le verifiche condotte da Haykal presso le Forze Speciali, le operazioni giudiziarie, la bonifica degli ordigni e le attività preparatorie per riaprire il collegamento Touline–Borj Qalaouiye delineano compiti complementari di sicurezza e ripristino delle condizioni di accessibilità.
Israele. Israele ha ridotto la consistenza numerica del dispositivo senza interrompere attacchi, demolizioni e movimenti terrestri. La sostituzione di reparti della riserva con unità regolari e l’ampliamento dei settori assegnati a queste ultime suggeriscono una razionalizzazione della presenza militare. Il ripiegamento da Ali Al-Taher verso il Castello di Beaufort costituisce uno sviluppo operativo distinto dall’ipotesi di una più ampia contrazione della fascia di sicurezza.
Hezbollah e Repubblica Islamica. Hezbollah ha mantenuto visibilità pubblica attraverso le commemorazioni dei propri dirigenti e ha impiegato un drone esplosivo contro militari israeliani nella notte del 27 settembre. Sul versante iraniano, il colloquio tra Pezeshkian e Salam ha posto al centro sovranità, non ingerenza e rapporti interstatali.
Stati Uniti. Il coinvolgimento statunitense emerge dal vertice regionale presieduto da Trump e dal colloquio di Salam con la Senatrice Shaheen, nel quadro delle consultazioni sulle priorità libanesi. Washington figura, pertanto, tra gli interlocutori coinvolti nel confronto politico-diplomatico.
5. Implicazioni operative e strategiche.
- Rimodulazione senza disimpegno. La riduzione da otto a sei Brigate non equivale al superamento della presenza israeliana nel sud. Il maggiore ricorso a unità regolari potrebbe rendere il dispositivo più sostenibile nel medio periodo, mentre l’ampliamento dei settori di responsabilità non implica automaticamente una riduzione delle attività cinetiche. L’eventuale arretramento a 3–4 chilometri dalla Linea Blu resta un’ipotesi da distinguere dai movimenti già osservati.
- Attuazione delle intese. Il confronto sull’accordo tripartito conserva rilievo politico, ma la sua valutazione operativa richiede elementi verificabili su calendario, obblighi e modalità di controllo. La prosecuzione del meccanismo trilaterale non dimostra, di per sé, l’esecuzione degli impegni. La credibilità del processo dipenderà dalla corrispondenza tra avanzamento diplomatico, cessazione delle attività militari e sviluppi effettivi del ritiro.
- Continuità della presenza internazionale. La richiesta libanese di una missione sotto mandato del Consiglio di Sicurezza mira a preservare osservazione, collegamento e sostegno alle LAF. La fase successiva all’attuale mandato di UNIFIL resta priva, negli elementi disponibili, di un dispositivo approvato. L’assenza di una soluzione definita mantiene aperto il rischio di discontinuità nelle funzioni oggi assicurate dalla Missione.
- Rientri e servizi essenziali. I danni alla rete elettrica, alle unità abitative e alla scuola di Marjayoun, insieme agli incendi, agli ordigni inesplosi e alle limitazioni di accesso alle aree agricole, continuano a ostacolare il ripristino delle condizioni di sicurezza. Le attività sulla rotabile Touline–Borj Qalaouiye costituiscono un intervento preparatorio, non una conferma della piena accessibilità dell’area. Il sostegno umanitario annunciato dovrà accompagnare le esigenze immediate e quelle legate alla stagione invernale.
- Pressioni economiche e sociali. Lo sciopero del trasporto terrestre del 30 settembre potrebbe incidere sulla mobilità, sulla movimentazione delle merci e sulla distribuzione dei carburanti. Il disegno di legge sulle compravendite nelle località occupate affronta invece i rischi economici e proprietari associati al protrarsi del conflitto; la sua efficacia resta subordinata all’approvazione parlamentare e alle successive modalità applicative.
- Dimensione regionale. Le consultazioni con Siria, Iran, Paesi arabi e partner internazionali mostrano l’intenzione libanese di ricondurre i dossier di sicurezza e cooperazione entro canali istituzionali. Il percorso con Damasco conserva tuttavia questioni irrisolte su detenuti, confine e rifugiati, mentre il confronto con Teheran non documenta ancora impegni specifici sulle richieste di Beirut. La prosecuzione delle attività militari mantiene il processo diplomatico esposto a incidenti e divergenze interpretative.

