Intervista con Alessandro Mantovani (Fatto Quotidiano) in merito alla situazione della Global Sumud Flotilla (GSF).

Dicosmo

24 Settembre 2025

La Global Sumud Flotilla (GSF), impegnata in una missione umanitaria per portare aiuti a Gaza, è stata recentemente coinvolta in un incidente al largo di Creta. Durante la notte, a circa 40 miglia nautiche a sud dell’isola, sono state udite esplosioni in concomitanza con il sorvolo di droni che, secondo le testimonianze, hanno lanciato granate stordenti e sostanze chimiche. Sei imbarcazioni, tra cui la Zefiro e la Yulara, sono state colpite. Sulla Zefiro si sono registrati danni all’equipaggiamento tecnico, mentre sulla Yulara è stata riversata una sostanza chimica non identificata. Inoltre, è stata segnalata un’interferenza nei segnali radio che ha obbligato la flottiglia a utilizzare dispositivi satellitari per mantenere le comunicazioni. Secondo la GSF, questi episodi rappresentano operazioni psicologiche mirate a intimidire gli attivisti a bordo.

Alessandro Mantovani, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, si trova attualmente a bordo dell’imbarcazione “Otaria”, una barca a vela di 12 metri, con l’obiettivo di documentare l’andamento della missione per il suo giornale. In un’intervista esclusiva per Cosmo, Mantovani ha fornito un aggiornamento sulla situazione a bordo della flottiglia. Sebbene la situazione resti in continua evoluzione, Mantovani ha dichiarato che, al momento, la situazione è stabile ma rimane ad alto rischio. Nella sua intervista, ha risposto a domande riguardo agli attacchi con i droni e le difficoltà logistiche legate alla missione.

Droni e situazione a bordo

Mantovani ha riferito che, nei giorni precedenti, a largo della costa tunisina, erano stati avvistati droni di varie dimensioni, inclusi droni più piccoli del tipo “DJI” e altri più grandi, a alta quota, il cui scopo sembrava essere quello di monitorare i movimenti della flottiglia. Tuttavia, l’incidente della scorsa notte ha segnato un’intensificazione degli sforzi, verosimilmente finalizzati a impedire alle imbarcazioni di avvicinarsi troppo a Gaza. Mantovani ha aggiunto che, pur non essendoci prove concrete, è ipotizzabile che gli attacchi potrebbero essere stati guidati da imbarcazioni più piccole vicine alla flottiglia, con l’obiettivo di esercitare maggiore pressione sugli attivisti. Nonostante le difficoltà, Mantovani ha sottolineato che l’incidente avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi, mettendo a rischio la sicurezza dei membri a bordo.

La logistica e il piano di sbarco degli aiuti

In merito alla consegna degli aiuti umanitari, Mantovani ha confermato che i coordinatori della GSF dispongono di un piano logistico, anche se i dettagli vengono mantenuti riservati per evitare interferenze esterne. Nonostante il silenzio su dove esattamente avverrà lo sbarco, Mantovani ha dichiarato che il piano rimane definito, ma potrebbe subire modifiche in base alla risposta di Israele. La flottiglia è consapevole delle difficoltà a cui andrà incontro, poiché Israele ha ripetutamente ostacolato l’accesso a Gaza attraverso aiuti internazionali.

Conclusioni

Gli eventi recenti a bordo della Global Sumud Flotilla evidenziano l’intensificarsi della pressione psicologica e fisica sugli attivisti impegnati nella missione umanitaria per Gaza. L’uso di droni e altre forme di disturbo, come l’interferenza nei segnali radio, riflettono una strategia volta a impedire il successo dell’operazione, ostacolando la consegna degli aiuti e minando la sicurezza dei partecipanti. Nonostante i rischi e le difficoltà, la flottiglia sembra essere determinata a proseguire la sua missione, mantenendo un piano logistico riservato e preparandosi a possibili contromisure in risposta agli ostacoli imposti dalle autorità israeliane.

Articolo di Mattia Rossini