Periodo di riferimento: 28 luglio – 3 agosto 2026
Data: 3 agosto 2026
EXECUTIVE SUMMARY
- Contesto generale: nel periodo in esame, nonostante gli sviluppi diplomatici successivi all’Accordo quadro del 26 giugno e l’avvio delle prime aree pilota, le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno condotto nuove attività cinetiche nel Libano meridionale. Le operazioni hanno incluso bombardamenti d’artiglieria, attacchi con droni, demolizioni controllate, pattugliamenti, incendi di unità abitative, attività del Genio e sorvoli di ricognizione, interessando soprattutto i distretti di Nabatiyeh, Tiro, Bint Jbeil, Marjayoun e Hasbaya.
- Sviluppi operativi: le IDF hanno proseguito la bonifica e la demolizione di infrastrutture riconducibili a Hezbollah, con particolare rilievo per il complesso sotterraneo del Castello di Beaufort, le strutture individuate a Haddatha e i settori di Majdal Zoun, Mansouri, Ali Al-Taher e Kfar Tebnit. Le unità della 401^ Brigata di Combattimento nel Libano meridionale hanno inoltre concluso una missione di otto mesi, durante la quale sarebbero state distrutte oltre 1.200 infrastrutture riconducibili al Partito di Dio.
- Aree pilota e rientro della popolazione: l’attuazione del meccanismo delle aree pilota è entrata in una fase operativa preliminare, con particolare evidenza a Zawtar Al-Gharbiyah, dove le Forze Armate libanesi (LAF), il Consiglio del Sud e la Protezione Civile libanese hanno avviato attività di ricognizione dei danni, bonifica, ricerca di dispersi, sgombero della viabilità e supporto al rientro graduale della popolazione. Il Governo ha inoltre avviato il coordinamento interministeriale per la ricostruzione delle prime aree interessate.
- Tensioni e incidenti: nella notte tra il 28 e il 29 luglio, un bulldozer D9 del Genio militare israeliano è stato colpito da un drone esplosivo riconducibile a Hezbollah nell’area del crinale di Ali Al-Taher, senza vittime. Il 1° agosto, un Ufficiale delle IDF è stato ferito durante attività nel Libano meridionale, verosimilmente in uno scontro ravvicinato con elementi di Hezbollah. Il 2 agosto, un attacco israeliano contro un veicolo a Kafra ha provocato il ferimento di almeno cinque militari delle LAF.
- Postura istituzionale libanese: il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun e il Primo Ministro libanese Nawaf Salam hanno ribadito la necessità del monopolio statale degli armamenti, del pieno dispiegamento delle LAF sul territorio nazionale e dell’estensione dell’Autorità dello Stato lungo l’intero confine meridionale. Il Comandante delle LAF, Generale Rodolphe Haykal, ha intensificato le visite presso reparti dislocati nel nord, nella Bekaa, a Beirut e nel sud, verificando la prontezza operativa e il dispositivo di sicurezza.
- Dimensione diplomatica: il Presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, ha svolto consultazioni con il Presidente Joseph Aoun e un colloquio telefonico con il Presidente francese Emmanuel Macron, incentrati sulla situazione nel sud del Libano, sulle demolizioni israeliane e sulle implicazioni per stabilità e ricostruzione. L’Ambasciatore degli Stati Uniti in Libano, Michael Issa, ha confermato il sostegno di Washington alle LAF e ha discusso con il Generale Haykal il meccanismo di attuazione dell’Accordo quadro e lo stato delle interlocuzioni avviate nei negoziati di Roma.
1. Inquadramento generale.
Nel periodo in esame, il teatro libanese ha attraversato una fase di elevata sensibilità operativa e politica. L’Accordo quadro del 26 giugno resta il principale riferimento per la riduzione delle ostilità, il ritiro progressivo delle IDF, il subentro delle LAF e la ricostruzione delle aree colpite. Tuttavia, la prosecuzione delle attività cinetiche israeliane nel Libano meridionale e la permanenza di infrastrutture riconducibili a Hezbollah continuano a limitare la piena attuazione del meccanismo.
La formazione delle prime aree pilota sembrerebbe in una fase preliminare di attuazione, in particolare a Zawtar Al-Gharbiyah, nel distretto di Nabatiyeh, dove il dispiegamento delle LAF è stato accompagnato da attività tecniche del Consiglio del Sud, interventi della Protezione Civile libanese e prime operazioni di ricognizione dei danni. Le attività riguardano il censimento delle unità abitative completamente o parzialmente distrutte, la verifica delle infrastrutture civili danneggiate, la rimozione delle macerie e la messa in sicurezza del territorio. Tali attività costituiscono un primo test operativo della capacità dello Stato libanese di accompagnare il rientro della popolazione e ripristinare funzioni civili minime nelle aree maggiormente esposte.
Sul terreno, Israele ha continuato a privilegiare una postura fondata su controllo avanzato, attività di bonifica, demolizione di infrastrutture sotterranee e pressione militare sulle aree ritenute ancora utilizzabili da Hezbollah. In tale quadro assumono particolare rilievo il complesso del Castello di Beaufort, il crinale di Ali Al-Taher, Majdal Zoun, Haddatha, Mansouri e Kfar Tebnit. La prosecuzione delle attività israeliane, unitamente alla presenza di strutture sotterranee riconducibili al Partito di Dio, mantiene elevato il rischio di incidenti locali, rallentamenti operativi e nuove frizioni tra le parti.
Parallelamente, le Istituzioni libanesi hanno cercato di rafforzare la propria postura. Il Presidente della Repubblica Joseph Aoun e il Primo Ministro Nawaf Salam hanno richiamato la centralità delle LAF, il monopolio statale degli armamenti e la necessità di estendere l’Autorità dello Stato sull’intero territorio nazionale. Il Comandante delle Forze Armate libanesi Generale Rodolphe Haykal ha svolto visite ispettive presso reparti dislocati nel nord, nella Bekaa, a Beirut e nel sud, verificando la prontezza operativa e le condizioni delle infrastrutture militari.
2. Sviluppi militari e di sicurezza.
Nel distretto di Nabatiyeh, le IDF hanno concentrato parte rilevante delle attività su Nabatiyeh Al-Fawqa, Kfar Tebnit, Zawtar Al-Sharqiyah, Zawtar Al-Gharbiyah, Kfarremane, Arnoun, il crinale di Ali Al-Taher e l’area del Castello di Beaufort. Le attività hanno incluso bombardamenti d’artiglieria, demolizioni controllate, impiego di droni e monitoraggio di infrastrutture sotterranee. Il crinale di Ali Al-Taher resta uno dei settori più sensibili, in quanto zona collinare compresa tra Kfar Tebnit, Nabatiyeh Al-Fawqa e Kfarremane, a sud-est del capoluogo distrettuale e sulla sponda occidentale del fiume Litani. All’interno della rete sotterranea presente sotto le alture sarebbero ancora presenti elementi di Hezbollah. Nella notte tra il 28 e il 29 luglio, un bulldozer D9 del Genio militare israeliano è stato colpito da un drone esplosivo riconducibile a Hezbollah nell’area del crinale, senza provocare vittime. L’episodio rappresenta il primo attacco di tale tipologia dalla sottoscrizione dell’Accordo quadro del 26 giugno.
Nell’area del Castello di Beaufort, o Qal’at Al-Shaqif, le IDF hanno completato la demolizione di diverse diramazioni del sistema di tunnel del “Partito di Dio”, dopo aver consolidato il controllo del complesso e condotto operazioni di bonifica e messa in sicurezza. L’intervento fa seguito alla demolizione di una prima sezione del complesso, effettuata il 13 luglio, e avrebbe consentito la distruzione della maggior parte della rete di gallerie presente nell’area. Elementi informativi acquisiti in area indicano l’impiego di circa 700 tonnellate di esplosivo. Le Autorità israeliane hanno precisato che la demolizione era stata pianificata prima del cessate il fuoco, ma rinviata dopo l’entrata in vigore dell’intesa.
Nel distretto di Tiro, le attività israeliane hanno interessato Majdal Zoun, Mansouri, Al-Mansouri, Bayt Al-Sayyad, Mazraat Byout El-Saiyad e la stessa città di Tiro. Le IDF hanno condotto demolizioni controllate, pattugliamenti terrestri, sorvoli di droni, bombardamenti d’artiglieria e fuoco navale al largo della costa di Al-Mansouri. Majdal Zoun resta una località centrale per le attività israeliane di bonifica e distruzione di infrastrutture riconducibili a Hezbollah. A Mansouri e Bayt Al-Sayyad, reparti israeliani hanno effettuato pattugliamenti e aperto il fuoco con armi leggere, mentre assetti navali hanno sparato al largo della costa.
Nel distretto di Bint Jbeil, le attività hanno interessato Aitaroun, Bint Jbeil, Haddatha, Hadatha, Braachit, Beit Yahoun, Kounine, Yater e Kafra. Le IDF hanno effettuato demolizioni, bombardamenti, pattugliamenti, movimenti di mezzi corazzati e sganci di ordigni sonori.
Equipaggiamento militare di Hezbollah rinvenuto dalle IDF nel sud del Libano, 28 luglio 2026
Il 29 luglio, due carri armati Merkava si sono mossi da Ayta Al-Jabal verso Haddatha. Nella stessa località, dispositivi israeliani hanno individuato e demolito un tunnel lungo 55 metri, articolato in tre ambienti e situato sotto una fabbrica di materiali da costruzione. Sulla base degli elementi informativi acquisiti in ambito Difesa israeliana, l’infrastruttura sarebbe stata impiegata da Hezbollah come centro di comando e si trovava a circa 300 metri da un edificio della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL). Il 2 agosto, un drone israeliano ha colpito un veicolo in transito all’interno di Kafra. La vettura sarebbe stata scortata da un veicolo militare delle LAF e l’attacco ha provocato il ferimento di almeno cinque militari libanesi, configurando uno degli episodi più sensibili della settimana per il possibile impatto sul coordinamento operativo tra Israele, LAF e mediatori internazionali.
Nel distretto di Marjayoun, le attività israeliane hanno interessato Markaba, Aadshit Al-Qusayr, Tallousseh, Deir Siryan, Deir Seryan, Deir Syriane, Taybeh, Qantara, Kantara, Mays El-Jabal, Bani Hayyan e la valle di Al-Hujair. Le IDF hanno effettuato demolizioni, bombardamenti, esplosioni localizzate, pattugliamenti e incendi di abitazioni. A Kantara, truppe di Tel Aviv hanno appiccato il fuoco a diverse unità abitative private. Nel quartiere di Qandouli, nella periferia occidentale di Mays El-Jabal, sono state segnalate esplosioni riconducibili a demolizioni o bombardamenti. Nel distretto di Hasbaya, l’artiglieria israeliana ha colpito le periferie di Chebaa e Kfarchouba. Tali aree mantengono rilevanza per la prossimità alle zone contese e per la sensibilità strategica della fascia orientale del confine meridionale. La pressione israeliana in questo settore conferma la volontà di mantenere capacità di interdizione anche oltre i principali cluster operativi di Nabatiyeh, Tiro, Bint Jbeil e Marjayoun. A Beirut e nella Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah, sono stati segnalati ripetuti sorvoli di droni israeliani a bassa quota.
Allo stesso tempo, le LAF hanno proseguito attività di bonifica, controllo e preparazione operativa nell’ambito dell’attuazione delle aree pilota. In tale contesto, reparti dell’Esercito hanno fatto detonare ordigni inesplosi a Zawtar Al-Gharbiyah, mentre dal 1° agosto le LAF hanno inoltre avviato attività addestrative quotidiane nei distretti di Kisrawan, Jbeil e Baalbek, mediante armi leggere e di medio calibro. Il Generale Haykal ha visitato il 1° Reggimento di Guardia di Frontiera a Chadra, nel distretto di Akkar, la 2^ Brigata di Fanteria presso la caserma Hanna Ghastine, la 10^ Brigata di Fanteria a Kfarshakhna, la 6^ Brigata di Fanteria a Baalbek, la 9^ Brigata di Fanteria a Labweh, il 2° Reggimento di Frontiera Terrestre a Ras, l’11^ Brigata di Fanteria a Naqqash, il 3° Reggimento di Intervento a Manara, il 4° Reggimento di Intervento a Beirut, il Comando del Settore del Litani Meridionale a Tiro, la 5^ Brigata di Fanteria all’ingresso meridionale di Tiro e il 5° Reggimento di Intervento a Kfardounine.
Sul piano della sicurezza interna, le Forze di Sicurezza Interna (ISF) hanno arrestato due cittadini libanesi ricercati a Bchamoun, nel distretto di Aley, mentre viaggiavano a bordo di una motocicletta priva di targa. La perquisizione ha consentito il sequestro di quattro pistole, cinque caricatori, 73 munizioni, equipaggiamento militare e cinque compresse di Paxera. L’episodio conferma la prosecuzione delle attività di controllo interno in parallelo al dispositivo militare nel sud.
Infine, le Forze di sicurezza libanesi hanno arrestato l’ex Governatore della Banca centrale, Riad Salameh, presso l’ospedale di Bhannes, nel Governatorato del Monte Libano, in esecuzione di un mandato emesso dalla Procura generale presso la Corte di Cassazione. Il provvedimento è riconducibile alla mancata comparizione di Salameh nell’ambito di un procedimento avviato dalla Banca centrale su presunte irregolarità nella gestione dei movimenti finanziari di Bank Audi durante la crisi iniziata nel 2019. Dopo il rigetto della certificazione medica presentata dall’ex Governatore e il mancato rintraccio presso alcune sue abitazioni, la Procura ne aveva disposto la ricerca e l’arresto immediato.
3. Dimensione negoziale e regionale.
La dimensione negoziale resta incentrata sull’attuazione dell’Accordo quadro del 26 giugno, sul meccanismo delle aree pilota, sul ruolo delle LAF e sul coordinamento con Stati Uniti, Francia e Nazioni Unite. Nel periodo in esame non risultano nuove aree pilota formalizzate oltre quelle già oggetto del meccanismo attuativo. Zawtar Al-Gharbiyah risulta interessata dal dispiegamento delle LAF, dalle attività di ricognizione dei danni e dalle operazioni preliminari di messa in sicurezza, mentre il Governo ha avviato il coordinamento per la ricostruzione nelle prime aree pilota.
Il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha svolto un incontro con il Presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, dedicato al quadro locale e regionale, con particolare riferimento alla situazione nel sud del Libano e alla prosecuzione delle attività israeliane, incluse le demolizioni di unità abitative. Nell’occasione, il Presidente Aoun ha illustrato al Presidente Berri gli esiti della visita negli Stati Uniti e dei colloqui svolti con i Vertici dell’Amministrazione statunitense, tra cui il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump e il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio.
Berri ha inoltre svolto un colloquio telefonico con il Presidente francese Emmanuel Macron, incentrato sugli sviluppi in Libano e nel contesto regionale, nonché sulle conseguenze politiche e operative della prosecuzione delle attività israeliane nel sud del Paese. Le interlocuzioni hanno riguardato in particolare le demolizioni nei centri abitati libanesi ancora sotto controllo delle truppe israeliane e le implicazioni per stabilità e ricostruzione. Il Presidente Macron ha ribadito il sostegno della Francia alla sovranità e alla stabilità del Libano, confermando l’impegno di Parigi a favore delle LAF e dei programmi di ricostruzione.
Parallelamente, il Comandante delle LAF Generale Rodolphe Haykal ha ricevuto presso il Comando di Yarzeh l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Libano Michael Issa. Le parti hanno esaminato i più recenti sviluppi in Libano e il quadro securitario regionale. L’Ambasciatore statunitense ha ribadito il sostegno di Washington alle LAF, sottolineandone il ruolo nel mantenimento della stabilità del Paese. Le interlocuzioni hanno inoltre riguardato il contributo dell’Esercito libanese al meccanismo di attuazione dell’Accordo quadro e lo stato di avanzamento delle discussioni avviate nell’ambito dei negoziati di Roma.
Incontro tra il Comandante delle LAF Generale Rodolphe Haykal e l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Libano Michael Issa, 31 luglio 2026
Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha presieduto una riunione di coordinamento dedicata all’avvio dei progetti di ricostruzione nelle prime aree pilota, alla presenza dei Ministri della Difesa, degli Affari Sociali e dei Lavori Pubblici e dei Trasporti, dei vertici del Consiglio per lo Sviluppo e la Ricostruzione, dell’Alta Commissione per gli Aiuti, del Consiglio del Sud, della Sala Operativa Centrale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di un rappresentante delle LAF. Salam ha disposto il rafforzamento del coordinamento tra Ministeri, enti governativi e Autorità civili e militari, lo svolgimento di riunioni periodiche di monitoraggio, l’accelerazione della rimozione delle macerie, la riapertura della viabilità, il ripristino dei servizi essenziali e la realizzazione di moduli abitativi temporanei. Il Primo Ministro ha inoltre disposto l’avvio immediato dei lavori di ricostruzione del ponte che collega Qaqaiyat Al-Jisr e Froun, infrastruttura ritenuta essenziale per il ripristino dei collegamenti tra i centri abitati del Libano meridionale.
Sul piano umanitario e istituzionale, una delegazione delle Nazioni Unite guidata dal Coordinatore Residente e Umanitario delle Nazioni Unite per il Libano Imran Riza ha svolto una visita nelle località di Chaqra e Barachit, nel distretto di Bint Jbeil. La delegazione è stata accolta dal Presidente dell’Unione dei Comuni del Distretto di Bint Jbeil Ali Shaito, dai Sindaci delle due località e da rappresentanti delle Autorità locali. Gli incontri con le comunità locali e i consigli municipali hanno consentito di valutare la situazione umanitaria successiva al rientro della popolazione sfollata e l’entità dei danni alle infrastrutture e agli edifici.
4. Postura delle parti.
- Stato libanese: il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha ribadito, in occasione della Giornata delle Forze Armate libanesi, la necessità di garantire il monopolio statale degli armamenti, indicando l’Esercito come garante dell’unità, della sovranità e dell’indipendenza del Libano. Il Presidente ha sottolineato che le responsabilità delle LAF aumenteranno con il progressivo ritiro israeliano, individuando come obiettivi della prossima fase il pieno dispiegamento lungo l’intero confine meridionale e l’estensione esclusiva dell’Autorità statale. Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha espresso una posizione analoga, evidenziando che il pieno ripristino della sovranità, la stabilità del Paese e la sicurezza della popolazione dipendono dal dispiegamento dell’Esercito sull’intero territorio nazionale e dall’estensione dell’Autorità dello Stato da Naqoura ad Al-Arida.
- Forze Armate libanesi: il Comandante delle LAF Generale Rodolphe Haykal ha adottato una postura orientata al rafforzamento della prontezza operativa e della presenza statale. Le visite ai reparti di frontiera, alle Brigate di Fanteria e ai Reggimenti di Intervento confermano l’intenzione di mantenere elevati livelli di addestramento, verificare le infrastrutture militari e preparare il dispositivo a compiti crescenti nel sud del Paese. L’interazione con l’Ambasciatore statunitense Michael Issa evidenzia inoltre il ruolo delle LAF quale perno operativo del meccanismo di attuazione dell’Accordo quadro.
- Israele: il Capo di Stato Maggiore delle IDF Tenente Generale Eyal Zamir ha confermato la postura israeliana nel sud del Libano, fondata sul mantenimento di posizioni avanzate ritenute funzionali alla protezione delle comunità del nord di Israele e sulla prosecuzione delle attività di bonifica delle infrastrutture riconducibili a Hezbollah. Le IDF manterranno il controllo dei settori occupati fino al raggiungimento di condizioni di sicurezza ritenute sostenibili nel lungo periodo, riservandosi la possibilità di estendere le operazioni verso ulteriori aree qualora emergano nuove minacce dirette.
- Hezbollah: il Partito di Dio ha adottato una postura di accusa diretta verso Israele e di pressione verso le Autorità libanesi. In una dichiarazione diffusa nel periodo in esame, Hezbollah ha sostenuto che Tel Aviv stia portando avanti una distruzione sistematica del Libano meridionale attraverso demolizioni, incendi, spianamento di strade e terreni e attacchi contro infrastrutture civili, con l’obiettivo di impedire il ritorno della popolazione nei villaggi di origine. Il movimento ha attribuito alle Autorità libanesi responsabilità per il protrarsi di tali azioni, accusandole di inerzia e complicità dopo la sottoscrizione dell’Accordo quadro. Hezbollah ha esortato Beirut ad agire sul piano politico e diplomatico, a garantire la protezione degli abitanti del sud e a non ostacolare il diritto alla difesa.
- Stati Uniti: Washington ha confermato il sostegno alle LAF quale strumento centrale per la stabilizzazione del Libano e per l’attuazione dell’Accordo quadro. Le interlocuzioni tra l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Libano Michael Issa e il Generale Haykal indicano la volontà statunitense di continuare a sostenere il ruolo operativo dell’Esercito libanese, il coordinamento sul sud e il percorso emerso dai negoziati di Roma.
- Francia: Parigi ha confermato il sostegno alla sovranità e alla stabilità del Libano. Il colloquio tra il Presidente francese Emmanuel Macron e il Presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha evidenziato l’attenzione francese per le demolizioni israeliane, la ricostruzione e il sostegno alle LAF. La Francia continua quindi a posizionarsi come attore europeo rilevante nel sostegno politico e operativo alla stabilizzazione.
- Nazioni Unite e UNIFIL: la visita del Coordinatore Residente e Umanitario delle Nazioni Unite per il Libano Imran Riza a Chaqra e Barachit conferma l’attenzione ONU per il rientro degli sfollati e la valutazione dei danni. Le attività della UNIFIL di individuazione e neutralizzazione di materiali esplosivi e resti di droni confermano il ruolo della Missione nel contenimento dei rischi residui nel sud, pur in un contesto segnato dalla presenza di infrastrutture militari e attività israeliane nelle aree di operazione.
5. Implicazioni operative e strategiche.
- Tenuta fragile dell’Accordo quadro: la prosecuzione delle attività cinetiche israeliane, l’attacco contro un veicolo scortato dalle LAF a Kafra e il ferimento di un Ufficiale israeliano in uno scontro ravvicinato confermano che la fase successiva all’intesa resta esposta a incidenti capaci di rallentare o compromettere l’attuazione del meccanismo.
- Aree pilota come primo test statale: Zawtar Al-Gharbiyah rappresenta un banco di prova per la capacità delle LAF, del Consiglio del Sud, della Protezione Civile e delle Autorità municipali di garantire sicurezza, ricognizione dei danni, bonifica, rientro della popolazione e avvio della ricostruzione. La fase resta tuttavia preliminare e richiede coordinamento continuo, risorse tecniche e protezione del personale civile.
- Persistenza della minaccia infrastrutturale di Hezbollah: le demolizioni al Castello di Beaufort, a Haddatha e nei settori di Majdal Zoun confermano l’estensione della rete sotterranea riconducibile al Partito di Dio e la priorità attribuita da Israele alla sua neutralizzazione. La presenza di elementi di Hezbollah nel sistema di tunnel sotto Ali Al-Taher mantiene elevato il rischio di nuovi ingaggi localizzati.
- Rafforzamento delle LAF: le visite del Generale Haykal, l’avvio delle attività addestrative e il coordinamento con Washington indicano una fase di rafforzamento della postura militare statale. La credibilità del percorso di stabilizzazione dipenderà dalla capacità dell’Esercito di assumere progressivamente il controllo delle aree meridionali, garantire bonifica, presidio e sicurezza della popolazione.
- Pressione umanitaria e ricostruzione: il rientro degli sfollati resta condizionato da distruzione di unità abitative, presenza di ordigni inesplosi, danni infrastrutturali e necessità di ripristino dei servizi essenziali. La decisione del Governo di accelerare la rimozione delle macerie, la viabilità, i moduli abitativi temporanei e il ponte Qaqaiyat Al-Jisr-Froun costituisce un passaggio necessario, ma non sufficiente senza un adeguato sostegno finanziario e tecnico.
- Polarizzazione interna sul monopolio statale degli armamenti: le dichiarazioni del Presidente Aoun e del Primo Ministro Salam confermano l’obiettivo istituzionale di concentrare gli armamenti sotto l’Autorità dello Stato. La reazione di Hezbollah, che richiama il diritto alla difesa e accusa le Autorità di inerzia, indica però che il dossier resta uno dei principali fattori di frizione interna.
- Ruolo internazionale decisivo: Stati Uniti, Francia, Nazioni Unite e UNIFIL restano attori essenziali per sostenere l’attuazione dell’Accordo quadro, il rafforzamento delle LAF, la ricostruzione e la gestione del rientro. La finestra operativa delle prossime settimane sarà determinante per verificare se le prime aree pilota potranno evolvere in un modello replicabile o se la persistenza delle attività israeliane e delle infrastrutture di Hezbollah continuerà a bloccare il processo.

