Periodo di riferimento: 17 agosto – 24 agosto 2026
Data: 24 agosto 2026
EXECUTIVE SUMMARY
- Contesto operativo nel Libano meridionale: nella settimana in esame, è stato osservato un incremento del volume e della continuità delle attività operative delle Forze di Difesa israeliane (IDF) nel sud del Paese. Le operazioni – che hanno incluso attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, sganci di ordigni da droni, demolizioni controllate, incendi di abitazioni e movimenti di mezzi corazzati – hanno interessato in modo ricorrente le alture di Ali Al-Taher e le località di Kfarremane, Zawtar Al-Charkiyeh, Al-Mansouri e Majdal Zoun, nonché i villaggi di Mays Al-Jabal, Houla, Al-Qantara e Al-Khiyam.
- UNIFIL, LAF e futuro dispositivo internazionale: la Forza ad Interim delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha segnalato un netto aumento dell’attività militare israeliana nelle ultime due settimane, con una media di 137 colpi d’artiglieria al giorno tra il 5 e il 16 agosto, salita a 208 colpi il 15 agosto e 185 colpi il 16 agosto. Nel medesimo quadro, UNIFIL ha trasferito alla 7^ Brigata delle Forze Armate Libanesi (LAF) una postazione nell’area di Khardali, lungo un asse strategico tra Nabatiyeh, Marjayoun e le località meridionali. Il trasferimento rafforza la presenza diretta delle LAF in un settore rilevante dell’area di operazioni della Missione e si inserisce nelle interlocuzioni sul futuro dispositivo internazionale successivo all’attuale mandato di UNIFIL.
- Iniziative diplomatiche e sostegno internazionale: il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha svolto una missione in Vaticano e in Italia, incontrando, tra gli altri, Papa Leone XIV, il Segretario di Stato della Santa Sede, Cardinale Pietro Parolin, il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Le interlocuzioni hanno riguardato l’attuazione dell’Accordo Quadro del 26 giugno, il ritiro delle IDF, la ricostruzione e il futuro di UNIFIL. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha invitato Aoun a partecipare il 17 settembre a Parigi alla riunione preparatoria della Conferenza internazionale a sostegno delle LAF e delle Forze di Sicurezza Interna.
- Postura dello Stato libanese e sostegno alle LAF: il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha svolto una visita a Tiro e presso il Comando del Settore a sud del Litani, nella caserma Benoît Barakat, ribadendo che il pieno ripristino della sovranità dello Stato richiede il rafforzamento delle istituzioni, il consolidamento delle LAF, la ricostruzione delle aree colpite e il ritorno sicuro degli sfollati. Il Comandante delle LAF, Generale Rodolphe Haykal, ha continuato a ricevere delegazioni militari e diplomatiche straniere, tra cui il Capo del Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano, Generale Joseph Clearfield.
- Pressione finanziaria su Hezbollah: gli Stati Uniti hanno adottato nuove sanzioni contro 10 soggetti ritenuti parte di una rete incaricata di trasferire contanti a Hezbollah attraverso corrieri attivi tra Libano, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Iran. Washington ha inoltre proceduto a una nuova designazione del movimento ai sensi dell’Executive Order 13224, attribuendogli una relazione di subordinazione operativa e politica rispetto alla Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC-QF).
1. Inquadramento generale.
Nel periodo 17-24 agosto 2026, il Libano meridionale ha visto una nuova intensificazione delle attività operative delle Forze di Difesa israeliane (IDF), con particolare concentrazione nei distretti di Nabatiyeh, Tiro, Marjayoun e Bint Jbeil. Gli attacchi aerei, i bombardamenti d’artiglieria, le demolizioni controllate, gli incendi di abitazioni e i movimenti di fanteria e mezzi corazzati hanno mantenuto elevata la pressione sulle località di confine e sulle aree ritenute funzionali alla mobilità o alla presenza operativa di Hezbollah.

Bombardamento israeliano su Sarbin, 22 agosto 2026
Il settore di Ali Al-Taher (distretto di Nabatiyeh) si è confermato uno dei principali punti di attrito. Le attività israeliane sul crinale, estese alle aree di Al-Dabbashe, Doha Kfar Rumman, Kfarremane, Nabatiyeh Al-Fawqa, Mayfadoun e Zawtar Al-Charkiyehconfermano la volontà di Tel Aviv di mantenere pressione su un’area considerata rilevante per la possibile presenza di infrastrutture sotterranee, passaggi, accessi e punti di ventilazione in uso al Partito di Dio. Tale pressione assume anche una dimensione negoziale, poiché la definizione dello status del crinale resta potenzialmente collegata alle interlocuzioni tra Beirut e Tel Aviv sotto mediazione statunitense.
In parallelo, la settimana ha visto un rafforzamento delle iniziative diplomatiche e istituzionali libanesi. Il Presidente della Repubblica Joseph Aoun ha utilizzato la missione in Vaticano e in Italia per sollecitare sostegno internazionale all’attuazione dell’Accordo Quadro del 26 giugno, al ritiro delle IDF, alla ricostruzione e al futuro del dispositivo internazionale nel sud del Paese. La disponibilità italiana a ospitare ulteriori sessioni di colloqui e l’invito francese alla riunione preparatoria della Conferenza internazionale a sostegno delle LAF e delle Forze di Sicurezza Interna confermano la centralità europea nella fase successiva all’attuale mandato di UNIFIL.
Le Forze Armate Libanesi restano il perno operativo della strategia statale. Il trasferimento da parte di UNIFIL di una postazione a Khardali (distretto di Nabatiyeh) alla 7^ Brigata delle LAF, gli incontri del Generale Rodolphe Haykal con delegazioni statunitensi, europee, russe e danesi, nonché la visita del Primo Ministro Nawaf Salam a Tiro e presso il Comando del Settore a sud del Litani, indicano il tentativo di rafforzare progressivamente la presenza statale nel sud. Tuttavia, la prosecuzione delle attività israeliane continua a limitare la piena assunzione di responsabilità territoriali da parte dell’Esercito libanese.
La dimensione interna e regionale rimane strettamente collegata al dossier meridionale. Da un lato, Hezbollah ha mantenuto una forte mobilitazione simbolica, come mostrato dalla cerimonia in memoria dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei presso il santuario di Abbas Al-Musawi ad Al-Nabi Sheet (distretto di Baalbek). Dall’altro, le nuove sanzioni statunitensi contro una rete di trasferimento di contanti al movimento sciita indicano la volontà di Washington di colpire i canali finanziari esterni del Partito di Dio, in particolare quelli connessi alla IRGC-QF. Il quadro economico resta fragile: la Banca Mondiale ha previsto una contrazione del PIL reale libanese del 6,4% nel 2026 e un’inflazione al 17,5%, collegando il peggioramento all’escalation del conflitto, ai danni infrastrutturali, agli sfollamenti e alla contrazione del turismo e dei consumi interni.
2. Sviluppi militari e di sicurezza.
Le Forze di Difesa israeliane hanno mantenuto un ritmo elevato di attività operative nel sud del Libano, con una distribuzione su quattro assi principali: il crinale di Ali Al-Taher (distretto di Nabatiyeh), il settore di Al-Mansouri e Majdal Zoun (distretto di Tiro), l’asse Mays Al-Jabal-Houla-Al-Qantara (distretto di Marjayoun) e le località di Haddatha, Braachit, Kounine, Beit Yahoun e Sarbin (distretto di Bint Jbeil).
Nel distretto di Nabatiyeh, le IDF hanno concentrato gli attacchi sulle alture di Ali Al-Taher e nelle aree contigue di Al-Dabbashe, Doha Kfar Rumman, Kfarremane, Nabatiyeh Al-Fawqa, Kfar Tebnit, Mayfadoun, Zawtar Al-Charkiyeh, Arnoun e Yahmar Al-Shaqif. Le operazioni hanno compreso attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, sganci di ordigni da droni, demolizioni e incendi.

Fumo si innalza dalla località di Zawtar Al-Charkiyeh a seguito di detonazioni controllate condotte dalle Forze di Difesa israeliane, 23 agosto 2026
Nel distretto di Tiro, l’area di Al-Mansouri ha subito bombardamenti d’artiglieria, attacchi aerei, sganci di ordigni da droni e attività di movimento terra. La località è stata inoltre più volte interessata da esplosioni riconducibili a demolizioni o detonazioni controllate, dal movimento di truppe israeliane, le quali hanno anche proceduto alla distruzione di un serbatoio destinato all’approvvigionamento idrico dell’abitato. Attività analoghe hanno riguardato Majdal Zoun, Mazraat Buyout Al-Sayyad, Al-Mashaa, Zibqin, Dhayra e Chihine.
Nel distretto di Marjayoun, l’Aviazione israeliana ha colpito Al-Qantara, località prossima alla vallata di Wadi Al-Hujair, corridoio naturale che collega il corso del Litani alle aree vicine alla Blue Line. L’artiglieria e le unità di terra israeliane hanno operato anche a Bani Hayyan, Al-Khiyam, Mays Al-Jabal, Houla, Deir Siryane, Tallousseh, Markaba, Taybeh, Dubeih, Wadi Al-Jamal, Wadi Al-Saluqi, Wadi Raj e Al-Jallahiya. A Bani Hayyan, un proiettile avrebbe colpito le immediate vicinanze della sede municipale, mentre veicoli militari israeliani sono nuovamente avanzati nell’abitato. A Mays Al-Jabal, reparti delle IDF sono avanzati verso la periferia occidentale e lungo la direttrice di Wadi Al-Jamal, mentre un bulldozer e un carro armato Merkava hanno operato lungo la rotabile verso Chaqra (distretto di Bint Jbeil), rimuovendo blocchi di cemento, sradicando alberi e demolendo almeno un’abitazione.
Nel distretto di Bint Jbeil, l’artiglieria israeliana ha colpito Aytaroun, Haddatha, Braachit, Sarbin, Tibnin, Chaqra, Yater, Aita Al-Jabal, Beit Yahoun e il settore compreso tra Kounine e At Tiri. Ad Haddatha, droni e unità di terra israeliane hanno impiegato granate stordenti e mitragliatrici; almeno un’abitazione è stata distrutta mediante esplosivi. A Braachit, l’Aviazione israeliana ha condotto un attacco mirato contro un’abitazione situata alla periferia della località. A Beit Yahoun, le IDF hanno appiccato incendi ad alcune abitazioni. Un drone israeliano ha inoltre sganciato un ordigno in prossimità di un pastore nell’area di Al-Ghadir, nei pressi di Sarbin, senza provocare feriti.
Nella periferia meridionale di Beirut, la Dahiyeh, è stato osservato il sorvolo di droni israeliani, elemento che mantiene elevata la pressione simbolica e securitaria su un’area considerata roccaforte del Partito di Dio.
Il volume delle attività israeliane trova riscontro nelle rilevazioni di UNIFIL. La Missione ha indicato un netto aumento dell’attività militare israeliana nelle ultime due settimane, con una media di 137 colpi d’artiglieria quotidiani tra il 5 e il 16 agosto. Il volume di fuoco è salito a 208 colpi il 15 agosto e a 185 colpi il 16 agosto, confermando la crescita della pressione militare nel sud del Libano.
3. Dimensione negoziale e regionale.
Il Comandante delle Forze Armate Libanesi, Generale Rodolphe Haykal, ha ricevuto a Yarzeh una delegazione statunitense guidata dal Generale Joseph Clearfield, Capo del Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano (Military Coordination Group for Lebanon – MCG4L). Le parti hanno esaminato gli sviluppi nel sud del Paese, l’applicazione delle misure di sicurezza connesse all’Accordo Quadro del 26 giugno e le criticità che le LAF continuano a incontrare nello svolgimento delle proprie missioni. Nell’occasione, Haykal e Clearfield avrebbero concordato di proseguire le discussioni sul meccanismo di verifica relativo al disarmo dei gruppi armati non statali, allo smantellamento delle infrastrutture militari e al ripristino dell’autorità delle Forze Armate Libanesi.
Il 17 agosto, una delegazione parlamentare guidata dal deputato indipendente Melhem Khalaf ha presentato al Presidente Joseph Aoun e al Primo Ministro Nawaf Salam una petizione sottoscritta da 86 deputati, oltre i due terzi dell’Assemblea, a sostegno della proroga del mandato di UNIFIL o, qualora tale opzione non risultasse praticabile, del mantenimento di una presenza internazionale nel sud del Paese. L’iniziativa mira a evitare un vuoto nel dispositivo internazionale lungo la linea di demarcazione meridionale. Aoun ha indicato come opzione prioritaria la proroga della Missione e, in subordine, l’individuazione di un diverso dispositivo internazionale in coordinamento con le LAF e all’interno di un adeguato quadro giuridico. Salam ha ribadito l’orientamento di Beirut a mantenere una forza internazionale con compiti di monitoraggio, informazione, coordinamento e collegamento tra le parti.
La missione del Presidente Aoun in Vaticano e in Italia ha rafforzato la dimensione europea del dossier. Il 20 agosto, Aoun ha incontrato in Vaticano Papa Leone XIV, il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, e il Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, Monsignor Paul Richard Gallagher. La Santa Sede ha confermato sostegno al percorso negoziale, pur manifestando preoccupazione per gli ostacoli all’attuazione dell’Accordo Quadro. Il Presidente libanese ha chiesto un maggiore sostegno diplomatico alla posizione di Beirut, con particolare riferimento alla cessazione delle attività israeliane, al ritiro delle IDF, alla ricostruzione e al rientro degli sfollati.
Nel corso della stessa missione, Aoun ha incontrato in Italia il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Le interlocuzioni hanno riguardato la situazione in Libano, l’andamento dei negoziati con Israele e gli scenari connessi al graduale ritiro di UNIFIL. Meloni ha ribadito il sostegno dell’Italia alla sovranità e all’integrità territoriale libanese e al percorso negoziale con Israele, confermando la disponibilità di Roma a ospitare ulteriori sessioni di colloqui.

Il Presidente libanese Joseph Aoun e il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giorgia Meloni al termine di un incontro a Taranto, 21 agosto 2026
In tale contesto, il Presidente Joseph Aoun ha ricevuto dall’Incaricato d’Affari francese in Libano, Bruno da Silva, un invito del Presidente Emmanuel Macron a partecipare il 17 settembre a Parigi alla riunione preparatoria della Conferenza internazionale a sostegno delle LAF e delle Forze di Sicurezza Interna. L’iniziativa dovrebbe coinvolgere delegazioni militari ed esperti di diversi Paesi, con l’obiettivo di rafforzare le capacità delle strutture statali libanesi.
Il Primo Ministro Nawaf Salam, accompagnato dal Segretario Generale del Consiglio Supremo di Difesa, Maggiore Generale Mohammed Al-Mustafa, ha svolto una visita a Tiro (distretto di Tiro) e presso il Comando del Settore a sud del Litani, nella caserma Benoît Barakat. Salam è stato ricevuto dal Ministro della Difesa Nazionale, Generale Michel Menassa, dal Capo di Stato Maggiore delle LAF, Generale Hassan Audi, e dal Comandante del Settore a sud del Litani, Generale di Brigata Nicolas Tabet. Il Primo Ministro ha ribadito che il sud del Libano deve ricadere sotto l’autorità esclusiva dello Stato e che le decisioni in materia di guerra e pace devono restare nelle mani delle istituzioni costituzionali.
Ulteriori segnali di sostegno internazionale sono giunti da Canada, Emirati Arabi Uniti, India e Stati Uniti. Aoun ha ricevuto il Ministro di Stato canadese per lo Sviluppo Internazionale, Randeep Sarai, che ha confermato la disponibilità di Ottawa a sostenere il rientro dei residenti nelle località meridionali e le esigenze abitative nelle aree maggiormente distrutte. Una delegazione emiratina composta da circa 70 esponenti del settore imprenditoriale dovrebbe recarsi in Libano il 26 e 27 agosto per avviare nuove forme di cooperazione con il settore privato e presentare proposte per servizi presso aeroporto, porti e valichi di frontiera.
Sul piano economico, la Banca Mondiale ha previsto una contrazione del PIL reale libanese del 6,4% nel 2026, dopo la crescita del 4,2% osservata nel 2025. Il peggioramento è ricondotto all’escalation del conflitto, ai danni alle infrastrutture e alle unità abitative, agli sfollamenti, alle interruzioni delle catene di approvvigionamento e alla riduzione del turismo e dei consumi interni. Le stime indicano inoltre un’inflazione al 17,5%, sostenuta dall’aumento dei costi di trasporto, dalla volatilità dei prezzi dei carburanti e dalle criticità nelle forniture. In tale quadro, il Parlamento ha approvato emendamenti alla normativa sulla risoluzione delle crisi bancarie, finalizzati alla ristrutturazione degli istituti finanziari in difficoltà.
4. Postura delle parti.
- Stato libanese: Aoun e Salam hanno ribadito la necessità di estendere l’autorità dello Stato sull’intero territorio nazionale, ricondurre alle istituzioni statali le decisioni in materia di guerra e pace, ottenere il ritiro completo delle IDF e garantire il rientro degli sfollati nelle località di origine. La posizione di Beirut collega il rafforzamento delle LAF alla ricostruzione, alla riattivazione dei servizi pubblici e alla definizione di un dispositivo internazionale che continui a sostenere il controllo del sud dopo l’attuale mandato di UNIFIL.
- Forze Armate Libanesi: il Generale Rodolphe Haykal ha confermato la prosecuzione delle attività previste dall’Accordo Quadro nei limiti delle capacità disponibili delle LAF, evidenziando al contempo l’impatto delle persistenti operazioni israeliane e delle violazioni delle intese esistenti. Gli incontri con delegazioni statunitensi, europee, russe, danesi e con rappresentanti religiosi e della stampa indicano la volontà del Comando di consolidare sostegno istituzionale, internazionale e sociale al ruolo dell’Esercito nel sud del Paese.
- Israele: le Autorità israeliane hanno mantenuto un elevato livello di attività militare nel sud del Libano, in particolare nei settori di Ali Al-Taher, Al-Mansouri, Majdal Zoun, Mays Al-Jabal e Al-Khiyam, nonché Haddatha e Braachit.
- Hezbollah e Repubblica Islamica: il movimento sciita ha mantenuto la propria mobilitazione simbolica e politica attraverso la commemorazione del quarantesimo giorno dalla sepoltura dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei presso il santuario di Abbas Al-Musawi ad Al-Nabi Sheet. Il Consigliere Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran in Libano, Mohammad Reza Mortazavi, ha inserito Khamenei in una linea di continuità con Abbas Al-Musawi, Hassan Nasrallah e Hashem Safieddine, indicando Mojtaba Khamenei e il Segretario Generale di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, tra gli attuali esponenti chiamati a proseguire tale percorso. La cerimonia conferma la persistenza del legame identitario e politico tra il Partito di Dio e Teheran.
- Stati Uniti: Washington ha agito su due piani paralleli. Sul piano diplomatico e operativo, ha mantenuto il proprio ruolo nel Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano e nel sostegno alle LAF. Sul piano finanziario, l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro ha adottato nuove sanzioni nei confronti di 10 soggetti ritenuti parte di una rete, gestita dall’imprenditore turco Yunus Alper Yilmaz, incaricata di trasferire denaro contante a Hezbollah. Secondo Washington, il sistema avrebbe utilizzato uffici di cambio, società fittizie, conti bancari e corrieri su voli commerciali per trasferire al movimento somme fino a centinaia di milioni di dollari.
- Attori internazionali: Italia, Francia, Santa Sede, Canada, Emirati Arabi Uniti e India hanno rafforzato il proprio coinvolgimento nei dossier libanesi. Le iniziative riguardano il futuro di UNIFIL, il sostegno alle LAF, la ricostruzione, il rientro degli sfollati, la cooperazione economica e il rafforzamento dei servizi infrastrutturali. Tale convergenza offre a Beirut margini diplomatici più ampi, ma resta condizionata dalla continuità delle attività militari israeliane e dall’incertezza sul futuro dispositivo di sicurezza nel sud.
5. Implicazioni operative e strategiche.
- Aumento della pressione militare israeliana: la sequenza di attacchi aerei, bombardamenti, demolizioni e movimenti terrestri indica che Tel Aviv intende conservare margini di intervento nel Libano meridionale, soprattutto nei settori ritenuti funzionali alla presenza armata o alle infrastrutture del Partito di Dio. La centralità delle alture di Ali Al-Taher suggerisce che il controllo o la neutralizzazione delle infrastrutture presenti possa diventare un punto rilevante anche nelle future interlocuzioni negoziali.
- Centralità del futuro dispositivo internazionale: la petizione sottoscritta da 86 deputati, il sostegno di Aoun e Salam al mantenimento di una presenza internazionale, le interlocuzioni con Italia, Francia e Santa Sede e il trasferimento della postazione di Khardali alla 7^ Brigata LAF indicano che Beirut punta a evitare un vuoto di sicurezza dopo la conclusione dell’attuale mandato di UNIFIL. La definizione di una nuova architettura richiederà tuttavia un equilibrio tra ruolo delle LAF, mandato internazionale e richieste israeliane di garanzie operative.
- Ruolo delle LAF nella stabilizzazione: il rafforzamento dell’Esercito libanese resta il principale strumento individuato da Beirut e dai partner esterni per estendere l’autorità statale nel sud. Le visite di Salam a Tiro, gli incontri del Generale Haykal e la Conferenza preparatoria prevista a Parigi confermano tale impostazione. La capacità delle LAF di operare resta però limitata dalla pressione militare israeliana, dalle risorse disponibili e dalla necessità di coordinarsi con un futuro dispositivo internazionale.
- Pressione sui canali finanziari di Hezbollah: le nuove sanzioni statunitensi indicano la volontà di colpire non solo la componente militare del movimento, ma anche le reti finanziarie e logistiche che ne sostengono la resilienza. Il richiamo statunitense al legame tra Hezbollah e IRGC-QF rafforza la lettura del dossier libanese come parte di una competizione più ampia con la Repubblica Islamica e le reti regionali a essa collegate.
- Fragilità economica e impatto sulla ricostruzione: la previsione di una contrazione del PIL reale del 6,4% nel 2026 e di un’inflazione al 17,5% segnala il deterioramento del quadro economico in una fase in cui il Paese necessita di risorse per ricostruzione, assistenza agli sfollati, ripristino dei servizi e rafforzamento delle LAF. Senza progressi sul ritiro israeliano e sulla sicurezza nel sud, l’accesso ai finanziamenti e la fiducia degli investitori resteranno limitati.

