Periodo di riferimento: 15 settembre – 21 settembre 2026
Data: 21 settembre 2026
EXECUTIVE SUMMARY
- Pressione militare israeliana nel Libano meridionale. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno mantenuto un elevato ritmo di attività nei distretti di Nabatiyeh, Tiro, Marjayoun e Bint Jbeil, mediante attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria, demolizioni, incendi di unità abitative e terreni agricoli e movimenti di unità terrestri. Le operazioni hanno continuato a interessare soprattutto Nabatiyeh Al-Fawqa, Kfar Tebnit, Zawtar Al-Sharqiyah, Ali Al-Taher, Al-Mansouri, Majdal Zoun, Wadi Zibqin, Al-Qantara, Wadi Al-Salouki, Haddatha e Beit Yahoun, mentre ulteriori attività sono state registrate nel settore dell’Arqoub.
- Deir Mimass e interazione tra IDF e LAF. Il settore di Deir Mimass (distretto di Marjayoun) ha assunto particolare rilevanza dopo l’avvicinamento, il 18 settembre, di unità israeliane a un punto di osservazione temporaneo delle Forze Armate Libanesi (LAF), con il successivo impiego di granate stordenti e il rafforzamento del dispositivo libanese. Le interlocuzioni attivate attraverso il Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano (MCG4L) hanno consentito il disimpegno delle parti. Il 20 settembre, un nuovo dispositivo israeliano composto da carri armati Merkava e veicoli militari ha raggiunto la località, limitando temporaneamente gli spostamenti della popolazione e controllando alcune abitazioni.
- Canale negoziale e aree pilota. Il 15 settembre, gli Ambasciatori libanese e israeliano negli Stati Uniti hanno svolto a Washington un nuovo confronto diretto, mediato dall’Amministrazione statunitense, sull’attuazione dell’Accordo Quadro e sul futuro delle aree pilota. Le interlocuzioni avrebbero riguardato anche la possibilità di estendere il meccanismo a ulteriori località del Libano meridionale, preservando la continuità del canale negoziale in vista dell’ottava tornata formale prevista a Roma nel mese di ottobre.
- Rafforzamento delle LAF e futuro post-UNIFIL. La riunione preparatoria di Parigi del 17 settembre, alla presenza del Presidente libanese Joseph Aoun, del Presidente francese Emmanuel Macron e del Re di Giordania Abdullah II, ha confermato la centralità del rafforzamento delle LAF e delle Forze di Sicurezza Interne nella futura architettura di sicurezza. Beirut ha espresso sostegno all’iniziativa franco-italiana per una componente internazionale civile-militare successiva a UNIFIL, mentre gli Stati Uniti hanno consegnato all’Esercito libanese 70 container contenenti diverse tipologie di munizionamento.
- Hezbollah e quadro politico interno. Il Parlamento ha rinnovato la fiducia al Governo del Primo Ministro Nawaf Salam con 68 voti favorevoli, 12 contrari e 2 astensioni. I Deputati di Hezbollah hanno lasciato l’Aula prima della votazione, mentre il Movimento Amal ha sostenuto l’Esecutivo. Il Segretario Generale di Hezbollah Naim Qassem ha successivamente riaffermato la centralità della “Resistenza” e la prosecuzione del confronto con Israele, confermando la permanenza di divergenze sul monopolio statale delle armi e sul disarmo del movimento.
- Sicurezza interna e reti legate agli ex apparati siriani. Le Autorità libanesi hanno arrestato cinque soggetti, tre cittadini siriani e due libanesi, nell’ambito di un’indagine su una rete accusata di aver introdotto clandestinamente in Libano oltre 40 ex-Ufficiali e appartenenti agli apparati del precedente regime siriano, successivamente sottoposti ad addestramento militare prima del rientro nella fascia costiera della Siria. Le attività avrebbero incluso l’impiego e il trasferimento di armi, esplosivi e droni.
1. Inquadramento generale.
Nel periodo compreso tra il 15 e il 21 settembre 2026, il quadro libanese è rimasto caratterizzato dalla persistente pressione militare israeliana nel sud, dal tentativo delle Autorità di consolidare la presenza delle Forze Armate Libanesi nelle aree non occupate e dalla prosecuzione delle interlocuzioni diplomatiche finalizzate all’attuazione dell’Accordo Quadro e alla definizione della futura architettura internazionale successiva a UNIFIL.
Nel Libano meridionale, le attività israeliane hanno mantenuto una significativa continuità geografica rispetto alla settimana precedente. I distretti di Nabatiyeh, Tiro, Marjayoun e Bint Jbeil sono rimasti i principali settori operativi, con un impiego combinato di Aviazione, artiglieria, demolizioni, fuoco di armi automatiche e unità terrestri. Le operazioni hanno continuato a interessare località già sottoposte a forte pressione, tra cui Kfar Tebnit, Zawtar Al-Sharqiyah, Nabatiyeh Al-Fawqa, Al-Mansouri, Majdal Zoun, Al-Qantara, Haddatha e Beit Yahoun.
Il settore di Deir Mimass, nel distretto di Marjayoun, ha rappresentato la principale novità operativa della settimana. La contrapposizione del 18 settembre tra un dispositivo israeliano e una posizione temporanea delle LAF ha evidenziato il rischio di interazioni dirette tra i due schieramenti nelle aree in cui l’Esercito libanese sta progressivamente ampliando la propria presenza. L’intervento del MCG4L ha consentito di evitare un’ulteriore escalation, senza tuttavia impedire una nuova incursione israeliana verso la località il 20 settembre.
Sul piano diplomatico, gli incontri di Washington e Parigi hanno confermato la prosecuzione del percorso negoziale anche in presenza dell’elevata pressione militare sul terreno. La possibilità di estendere il meccanismo delle aree pilota, il sostegno internazionale alle LAF e il confronto sulla futura presenza internazionale nel sud costituiscono i principali dossier in vista della nuova tornata di colloqui israelo-libanesi prevista a Roma nel mese di ottobre.
Sul piano interno, il rinnovo della fiducia al Governo Salam ha preservato la continuità dell’Esecutivo, senza ridurre le divergenze politiche sul monopolio statale delle armi e sul ruolo di Hezbollah. Il movimento sciita continua a contestare il disarmo in assenza del completo ritiro israeliano, mentre la Presidenza e il Governo mantengono una linea orientata all’estensione dell’Autorità esclusiva dello Stato sull’intero territorio.
2. Sviluppi militari e di sicurezza.
Nel distretto di Nabatiyeh, le IDF hanno condotto ripetuti attacchi aerei e bombardamenti d’artiglieria contro Nabatiyeh Al-Fawqa, Kfar Tebnit, Zawtar Al-Sharqiyah, Mayfadoun, Ali Al-Taher, Al-Dabsha e Yohmor Al-Shaqif. Le Forze israeliane hanno inoltre effettuato attività di demolizione e detonazione a Kfar Tebnit e Zawtar Al-Sharqiyah, mentre movimenti di convogli sono stati osservati lungo la direttrice tra quest’ultima località e Deir Seryan. A Kfar Tebnit, le IDF hanno demolito l’edificio della scuola pubblica “Martire Mahmoud Faqih”, mentre ulteriori attività hanno interessato la direttrice del Litani sottostante la Fortezza di Beaufort.
Nel distretto di Tiro, Al-Mansouri ha continuato a rappresentare il principale settore delle attività israeliane. La località è stata interessata da attacchi aerei, bombardamenti d’artiglieria e ripetute operazioni di demolizione, accompagnate dalla rimozione di alberi e dalla distruzione di terreni agricoli. Ulteriori attività hanno riguardato Majdal Zoun, Tayr Harfa, Buyout Al-Sayyad e Wadi Zibqin. Nelle aree di Majdal Zoun e Buyout Al-Sayyad, incendi riconducibili alle attività israeliane hanno interessato uliveti e agrumeti, mentre diverse unità abitative sono state date alle fiamme.

Attività di demolizione israeliane nell’area di Al-Mansouri, 19 settembre 2026
Nel distretto di Marjayoun, le operazioni hanno interessato principalmente Al-Qantara, Wadi Al-Salouki, Wadi Al-Hujair, Bani Hayyan, Tallousseh, Markaba, Al-Khiyam, Mays Al-Jabal e Deir Mimass. A Mays Al-Jabal, un incendio sviluppatosi presso il Governmental Hospital, già interessato dalla presenza israeliana, avrebbe distrutto completamente la struttura, recentemente sottoposta ad attività di ripristino e nuovamente equipaggiata. Il Ministero della Salute libanese ha successivamente chiesto l’intervento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Comitato Internazionale della Croce Rossa in relazione alle attività contro le infrastrutture sanitarie del sud.
Il settore di Deir Mimass è stato interessato dalla dinamica più sensibile della settimana. Le LAF avevano istituito il 10 settembre, in coordinamento con il MCG4L, un punto di osservazione temporaneo destinato a garantire la sicurezza dei residenti impegnati nella verifica dei terreni agricoli. Il 18 settembre, un’unità israeliana si è avvicinata alla posizione libanese e ha lanciato granate stordenti nelle immediate vicinanze, inducendo le LAF a rafforzare il dispositivo. Le interlocuzioni sviluppate attraverso il MCG4L hanno successivamente determinato il disimpegno della forza israeliana e il rientro dei militari libanesi presso la propria postazione principale.
Il 20 settembre, un dispositivo israeliano composto da tre carri armati Merkava e cinque veicoli militari ha nuovamente raggiunto Deir Mimass, chiudendo temporaneamente l’accesso alla località, controllando alcune abitazioni e danneggiando pali della rete telefonica. La prosecuzione delle attività nel settore conferma la rilevanza dell’area nel confronto tra il dispositivo israeliano e la progressiva espansione della presenza delle LAF.
Nel distretto di Bint Jbeil, le attività israeliane hanno interessato Haddatha, Haris, Serbine, Beit Yahoun, Braachit, Beit Lif, Kounine, Aita Al-Jabal, Aita Al-Shaab, Ainata, Aitaroun e Tiri, mediante bombardamenti d’artiglieria, attacchi aerei, fuoco di armi automatiche e demolizioni. A Braachit, il fuoco israeliano ha causato il decesso di un individuo identificato come Adib Obeid.

Attacco aereo contro obiettivi situati nella porzione di territorio compresa tra Haddatha e Haris, 19 settembre 2026
Gli elementi informativi acquisiti nel periodo indicano inoltre una distruzione estesa della città di Bint Jbeil, dove tra il 2023 e il 2026 sarebbe stato demolito oltre l’80% dell’area urbana, per circa 5.000 unità abitative distribuite in 2.000 edifici. Le attività avrebbero interessato in particolare i quartieri di Ain Al-Saghira, Jami’, Al-Baraka, Awaini, Qalaa, Tell Masoud, Shalaboun, Saf Al-Hawa, Ain Al-Kabira, Maslakh, Al-Dawra, Aqabat Salha e Aqabat Maroun. Le sottostazioni elettriche municipali di Saf Al-Hawa e Al-Baraka risulterebbero distrutte, mentre due serbatoi idrici da 900 e 2.000 metri cubi risulterebbero rispettivamente distrutto e danneggiato.
Nel distretto di Hasbaya, le attività israeliane hanno interessato il settore dell’Arqoub. Ad Halta, una forza israeliana sarebbe penetrata nel settore occidentale dell’abitato, isolando il quartiere di Al-Sahr, perquisendo diverse abitazioni e interrogando residenti. Un soggetto, identificato come Fadi Ahmed Abdel-Aal, sarebbe stato fermato e trasferito in località non nota. Le unità israeliane avrebbero inoltre demolito due abitazioni, effettuato attività di spianamento e rimosso apparati per la connettività internet e pannelli fotovoltaici. Le operazioni seguono il fermo temporaneo, avvenuto il 12 settembre, del Sindaco di Kfarchouba Qassem Al-Qadri, interrogato da militari israeliani in merito alla presenza di infrastrutture attribuite a Hezbollah.
Sulla base delle informazioni raccolte in ambito Difesa israeliana, reparti della 55^ Brigata avrebbero inoltre individuato, nel settore orientale della zona di sicurezza, una postazione attribuita a Hezbollah contenente un lanciarazzi armato con 32 razzi e l’accesso a un tunnel. Reparti della 810^ Brigata avrebbero invece rinvenuto, sul versante libanese del Monte Dov, un ulteriore lanciarazzi e diversi razzi. Il materiale sarebbe stato abbandonato dal movimento prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco.
Sul piano della sicurezza interna, le Autorità libanesi hanno individuato una rete accusata di aver introdotto clandestinamente nel Paese oltre 40 ex-Ufficiali e appartenenti agli apparati del precedente regime siriano, trasferendoli successivamente verso Beirut e la Bekaa per attività di addestramento all’impiego di armi, fucili di precisione, esplosivi e droni. La rete avrebbe inoltre trasferito clandestinamente in Siria armamenti e materiale militare destinati a operazioni contro le nuove Forze di Sicurezza siriane nella fascia costiera.
Le attività investigative hanno portato all’arresto di cinque soggetti, tra cui l’ex-Colonnello dell’Aviazione del precedente regime siriano Manaf Ali Safi e un appartenente alla Sicurezza dello Stato libanese. Tra gli ulteriori soggetti coinvolti figurerebbe Yasser Alaa Al-Din, noto come “Hajj Alaa”, ritenuto collegato a Hezbollah e attualmente ricercato, mentre la direzione complessiva della rete sarebbe riconducibile al Maggiore Generale Mohammed Jaber, già Comandante delle cosiddette Forze del Deserto e residente a Mosca. Il Commissario del Governo presso il Tribunale Militare Claude Ghanem ha formulato contestazioni nei confronti di 14 cittadini libanesi e siriani.
Il quadro interno ha registrato ulteriori tensioni sociali. A Beirut, associazioni di correntisti e risparmiatori hanno manifestato per la restituzione dei depositi bancari congelati, con scontri tra manifestanti e Forze di sicurezza presso una filiale della Bank of Beirut. Nel sistema penitenziario, due decessi nell’arco di 24 ore hanno portato a cinque il numero dei detenuti deceduti nell’ultimo mese, mentre oltre 400 detenuti del Blocco B del carcere di Roumieh hanno proseguito lo sciopero avviato dopo la sospensione temporanea degli effetti della legge n. 70/2026 sull’amnistia generale e sulla riduzione eccezionale delle pene.
3. Dimensione negoziale e regionale.
Il 15 settembre, gli Ambasciatori libanese e israeliano negli Stati Uniti hanno svolto presso il Dipartimento di Stato a Washington un incontro della durata di circa un’ora e mezza, con la mediazione del Vice Assistente Segretario di Stato ad interim per gli Affari del Vicino Oriente Jay Mens. Le interlocuzioni si sono concentrate sull’attuazione dell’Accordo Quadro del 26 giugno e sul futuro delle aree pilota, individuate come meccanismo sperimentale per il progressivo ritiro delle Forze israeliane e il contestuale trasferimento alle LAF del controllo dei settori evacuati.
Le parti avrebbero inoltre esaminato la possibilità di estendere il meccanismo ad ulteriori località del Libano meridionale. Il confronto ha consentito di preservare il canale negoziale diretto dopo il rinvio della successiva tornata formale, inizialmente prevista nel mese di settembre e ora attesa a Roma nel mese di ottobre.
Il 17 settembre, il Presidente Joseph Aoun ha partecipato a Parigi alla riunione preparatoria della conferenza internazionale a sostegno delle LAF e delle Forze di Sicurezza Interne, dopo aver svolto interlocuzioni bilaterali con il Presidente francese Emmanuel Macron e il Re di Giordania Abdullah II. Aoun, Macron e Abdullah II hanno inoltre svolto un incontro trilaterale presso Les Invalides, dedicato al sostegno alle Forze libanesi, al coordinamento nel quadro dell’iniziativa di Aqaba e all’evoluzione della situazione regionale. La Presidenza libanese ha altresì proposto lo sviluppo di una strategia comune di sicurezza regionale fondata sulla cooperazione politica, economica, energetica e di sicurezza.

Incontro tra Aoun, Macron e Abdullah II a Parigi, 17 settembre 2026
Nel corso delle interlocuzioni con Macron, Aoun ha espresso sostegno all’iniziativa franco-italiana per la costituzione di una componente internazionale civile-militare nella fase successiva a UNIFIL, collegando la futura architettura internazionale alla necessità di evitare un vuoto di sicurezza nel Libano meridionale. Il Presidente ha inoltre ribadito che Beirut intende perseguire, una volta completato il ritiro israeliano, un accordo di sicurezza con Israele finalizzato a porre termine allo stato di ostilità e a consentire il dispiegamento delle LAF lungo la linea di demarcazione.
Aoun ha mantenuto una linea analoga sul dossier del disarmo di Hezbollah, ribadendo che la decisione di ricondurre gli armamenti sotto l’autorità dello Stato non è oggetto di negoziazione, pur escludendo il ricorso a uno scontro interno per conseguirne l’attuazione. Il Presidente ha contestualmente sollecitato Stati Uniti, Unione Europea e Paesi arabi a rafforzare il sostegno militare, logistico e finanziario alle LAF.
Il sostegno statunitense ha registrato un ulteriore sviluppo il 20 settembre, con la consegna al porto di Beirut di 70 container contenenti diverse tipologie di munizionamento nell’ambito dei programmi di assistenza militare statunitense. La consegna è stata confermata dal Comando dell’Esercito libanese.

Consegna di munizionamento statunitense presso il porto di Beirut, 20 settembre 2026
Il Primo Ministro Nawaf Salam è partito il 19 settembre per gli Stati Uniti, dove guiderà la delegazione libanese ai lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La successiva tappa a Washington prevede interlocuzioni con il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, la Direttrice Generale del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva e il Presidente del Gruppo Banca Mondiale Ajay Banga, con un’agenda incentrata sulla situazione nel sud, sul futuro della presenza internazionale e sul percorso di riforme economico-finanziarie.
4. Postura delle parti.
- Stato libanese: la Presidenza e il Governo mantengono una linea orientata al consolidamento dell’Autorità esclusiva dello Stato, alla prosecuzione del negoziato con Israele e al rafforzamento delle LAF. Il Presidente Joseph Aoun ha collegato il futuro accordo di sicurezza con Tel Aviv al completo ritiro israeliano e ha ribadito la volontà di procedere al disarmo di Hezbollah senza determinare uno scontro interno. La partecipazione alla riunione di Parigi e il sostegno a una componente internazionale post-UNIFIL confermano la ricerca di una cornice esterna capace di accompagnare l’estensione dell’autorità statale nel sud.
- Forze Armate Libanesi: le LAF stanno progressivamente ampliando la presenza nelle aree meridionali e assumendo compiti di sicurezza a supporto della popolazione. L’episodio di Deir Mimass evidenzia tuttavia la possibilità che l’espansione del dispositivo libanese determini nuove interazioni con unità israeliane presenti nelle medesime aree. Il ricorso al MCG4L ha consentito di gestire la contrapposizione senza escalation, mentre la consegna del munizionamento statunitense conferma la crescente centralità del sostegno internazionale alle capacità dell’Esercito.
- Israele: le IDF mantengono una postura militare estesa nel Libano meridionale, associando attacchi aerei e bombardamenti a demolizioni, incendi, attività di spianamento e incursioni terrestri. La prosecuzione delle attività a Deir Mimass, nel settore dell’Arqoub, ad Al-Mansouri, Kfar Tebnit e lungo le direttrici di Al-Qantara e Wadi Al-Salouki conferma la volontà di preservare libertà di movimento e capacità d’intervento nelle aree considerate rilevanti per la propria architettura di sicurezza.
- Hezbollah: il Segretario Generale Naim Qassem ha riaffermato la centralità della “Resistenza” come strumento di confronto con Israele, riconoscendo la disparità militare ma ribadendo la volontà del movimento di proseguire la propria linea anche a fronte di costi elevati. Sul piano istituzionale, i Deputati di Hezbollah hanno lasciato l’Aula prima del voto di fiducia al Governo Salam, mentre il Movimento Amal ha sostenuto l’Esecutivo. La posizione del movimento continua quindi a divergere da quella delle Istituzioni sul disarmo e sul monopolio statale delle armi.
- Stati Uniti e attori internazionali: Washington continua a sostenere simultaneamente il canale negoziale israelo-libanese e il rafforzamento delle LAF. Il confronto tra gli Ambasciatori delle due parti, la consegna di munizionamento statunitense e le previste interlocuzioni del Primo Ministro Salam negli Stati Uniti confermano la centralità statunitense nel processo. Francia, Giordania e Italia risultano invece maggiormente coinvolte nella definizione della futura architettura di sicurezza e nel sostegno internazionale alle Forze libanesi.
5. Implicazioni operative e strategiche.
- Deir Mimass come nuovo punto di frizione tra IDF e LAF. La contrapposizione del 18 settembre e la successiva incursione israeliana del 20 settembre indicano che l’estensione della presenza delle LAF può determinare sovrapposizioni operative con il dispositivo israeliano. Il ruolo assunto dal MCG4L nella gestione dell’incidente conferma la centralità del meccanismo per contenere il rischio di escalation durante la progressiva assunzione di responsabilità territoriali da parte delle Forze libanesi.
- Persistenza di una pressione territoriale diffusa. La continuità delle attività a Nabatiyeh, Al-Mansouri, Majdal Zoun, Al-Qantara, Haddatha e nel settore dell’Arqoub indica che le operazioni israeliane non risultano circoscritte a un unico asse. Le demolizioni di unità abitative e infrastrutture, gli incendi dei terreni agricoli e il danneggiamento delle reti essenziali continuano a complicare il ritorno stabile della popolazione e l’estensione del controllo statale.
- Aree pilota ancora centrali nel percorso negoziale. Il confronto di Washington conferma che il meccanismo rimane uno dei principali strumenti operativi dell’Accordo Quadro. Una sua eventuale estensione ad ulteriori località potrebbe consentire nuovi trasferimenti territoriali alle LAF, ma la prosecuzione delle attività israeliane mantiene aperta la questione delle condizioni necessarie per un’effettiva assunzione del controllo da parte dell’Esercito libanese.
- Rafforzamento delle LAF da obiettivo diplomatico a processo operativo. La riunione di Parigi e la consegna dei 70 container di munizionamento statunitense indicano una progressiva traduzione del sostegno internazionale in capacità concrete. Il processo resta tuttavia condizionato dall’ampiezza delle distruzioni, dalla presenza israeliana e dalla necessità di garantire una presenza stabile delle LAF nelle aree progressivamente trasferite.
- Definizione progressiva della fase post-UNIFIL. Il sostegno libanese alla proposta franco-italiana di una componente civile-militare internazionale indica che il confronto sulla successione a UNIFIL sta entrando in una fase maggiormente operativa. La definizione della struttura, del mandato e delle modalità di coordinamento con le LAF sarà direttamente collegata alla capacità di evitare vuoti di sicurezza nel Libano meridionale.
- Persistenza del nodo Hezbollah. Il rinnovo della fiducia al Governo Salam preserva la continuità istituzionale della linea orientata al monopolio statale delle armi, mentre la posizione espressa da Naim Qassem conferma l’assenza di una convergenza con Hezbollah sul futuro del proprio arsenale. La differente condotta parlamentare di Hezbollah e Amal evidenzia inoltre una distinta gestione politica del rapporto con l’Esecutivo all’interno della rappresentanza sciita.
- Rischio di proiezione sul Libano delle dinamiche siriane. L’individuazione di una rete accusata di aver trasferito e addestrato in territorio libanese ex-appartenenti agli apparati del precedente regime siriano indica la possibilità che il Paese venga utilizzato come spazio logistico e di supporto per attività destinate alla Siria. Il coinvolgimento di cittadini libanesi, di un appartenente alla Sicurezza dello Stato e di soggetti ritenuti collegati a Hezbollah accresce la rilevanza securitaria del dossier.

