LIBANO – Punto di situazione 06 Luglio

Attacco aereo israeliano su Siddikine, 3 luglio 2026

Periodo di riferimento: 30 – 06 luglio 2026

Data: 06 giugno 2026

EXECUTIVE SUMMARY
  • Contesto di sicurezza: nella settimana in esame, nonostante la sottoscrizione dell’Accordo Quadro trilaterale del 26 giugno tra Stati Uniti, Israele e Libano, le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno proseguito le attività cinetiche nel Libano meridionale. Si è trattato, principalmente, di attacchi aerei, bombardamenti di artiglieria, demolizioni controllate di infrastrutture e attività di ricognizione, concentrate nei distretti di Bint Jbeil, Nabatiyeh, Marjayoun e Tiro. In parallelo, le Forze Armate Libanesi (LAF) hanno intensificato le attività di bonifica di ordigni inesplosi e le misure di sicurezza interna, mentre procede il rientro progressivo degli sfollati, pur in presenza di persistenti criticità umanitarie legate alla distruzione di abitazioni e infrastrutture.
  • Avanzamento negoziale: le delegazioni libanese e israeliana hanno proseguito i colloqui a Washington per l’attuazione dell’Accordo Quadro, con particolare attenzione all’Allegato di Sicurezza, che prevede l’istituzione di aree pilota, la creazione del Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano e il progressivo ritiro israeliano, subordinato al disarmo verificato di Hezbollah. Il Comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, Ammiraglio Charles Bradford Cooper, ha visitato Beirut per rafforzare il coordinamento bilaterale con le Autorità libanesi e con il vertice militare del Paese.
  • Stabilità interna e quadro umanitario: le LAF e le Forze di Sicurezza Interna hanno condotto perquisizioni e arresti per reati comuni e traffico di stupefacenti, il rafforzamento del dispositivo di sicurezza anche al di fuori del teatro meridionale. Il rientro degli sfollati ha superato i 646.000 individui, mentre circa 500.000 persone risultano ancora sfollate. Il bilancio complessivo delle operazioni israeliane è salito a 4.319 morti e 12.203 feriti, confermando la persistenza di un quadro umanitario fortemente compromesso.
  • Postura delle parti: il Presidente Joseph Aoun e il Primo Ministro Nawaf Salam hanno sottolineato il ruolo centrale delle Forze Armate Libanesi per il ripristino della sovranità statuale nel sud del Paese. Il Presidente del Parlamento Nabih Berri ha nuovamente criticato l’accordo con Stati Uniti e Israele, definendolo difficilmente applicabile e non pienamente coerente con il quadro arabo e internazionale. Hezbollah ha qualificato le attività israeliane come violazioni della tregua, mentre Israele ha subordinato il proprio ritiro al disarmo completo e verificato del Partito di Dio. Gli Stati Uniti continuano a facilitare il coordinamento negoziale e militare attraverso il proprio Comando Centrale.
  • Implicazioni operative e strategiche: l’Accordo Quadro offre una cornice strutturata per la cessazione delle ostilità e il ripristino dell’autorità statuale, ma la persistenza di attività cinetiche israeliane e le divisioni interne rischiano di comprometterne l’attuazione. Le LAF sono chiamate a dimostrare capacità operative nelle aree pilota, mentre cresce l’attenzione internazionale verso la ricostruzione e il futuro della Forza ad Interim delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL). Le prossime settimane saranno decisive per verificare la tenuta del processo, la capacità dello Stato libanese di affermare la propria autorità e la disponibilità delle parti a contenere il rischio di una nuova escalation.
1. Inquadramento generale.

Nel periodo 30 giugno – 6 luglio 2026, il teatro libanese ha attraversato una fase di transizione fragile, caratterizzata da progressi sul piano diplomatico e dalla persistenza di attività operative israeliane nel Libano meridionale. L’Accordo Quadro trilaterale del 26 giugno rimane il principale riferimento politico e operativo per la cessazione delle ostilità e per il ripristino della sovranità statuale libanese nelle aree interessate dal conflitto.

L’Allegato di Sicurezza definisce un processo articolato in aree pilota, basato su più fasi: eliminazione degli elementi armati non statali, verifica da parte di un soggetto terzo, dispiegamento delle Forze Armate Libanesi e avvio della ricostruzione. Tale meccanismo dovrebbe consentire il trasferimento progressivo delle responsabilità di sicurezza dalle IDF alle LAF, ma resta esposto a criticità rilevanti, legate sia alla permanenza delle attività israeliane all’interno della Linea di Difesa Avanzata, sia alla disponibilità di Hezbollah ad accettare un disarmo effettivamente verificabile.

Sul terreno, le Forze di Difesa israeliane hanno mantenuto un livello ridotto ma costante di attività cinetiche, concentrate su demolizioni controllate, ricognizioni, bombardamenti e neutralizzazioni mirate. Parallelamente, le LAF hanno intensificato le attività di bonifica di ordigni inesplosi e le misure di sicurezza interna, confermando il progressivo ampliamento delle proprie responsabilità operative sia nel sud del Paese sia nei principali centri urbani.

La dimensione umanitaria resta particolarmente critica. Il rientro degli sfollati procede in parallelo alla distruzione di abitazioni, infrastrutture civili e servizi essenziali, mentre una parte significativa della popolazione rimane impossibilitata a fare ritorno nelle aree di origine. In tale quadro, il Presidente Joseph Aoun ha coordinato la posizione istituzionale con il Comandante delle Forze Armate Libanesi, Generale Rodolphe Haykal; il Primo Ministro Nawaf Salam ha insistito sulla necessità di un ritiro completo delle IDF; il Presidente del Parlamento Nabih Berri ha espresso forti riserve sull’applicabilità dell’intesa.

   

2. Sviluppi militari e di sicurezza.

Le Forze di Difesa israeliane hanno mantenuto un livello ridotto ma costante di attività cinetiche nel Libano meridionale, concentrandosi su demolizioni, ricognizioni, bombardamenti e neutralizzazioni mirate. Le attività hanno interessato principalmente i distretti di Bint Jbeil, Nabatiyeh, Marjayoun e Tiro, confermando la centralità del quadrante meridionale nella fase di attuazione dell’Accordo Quadro.

Nel distretto di Bint Jbeil, sono stati segnalati bombardamenti e demolizioni nelle località di Beit Yahoun, Kounine, At Tiri, Haddatha e Braachit, con attività di ricognizione e colpi di mitragliatrice.  Nel distretto di Nabatiyeh, le attività hanno interessato Mayfadoun, Kfar Tebnit, Yohmour Al-Shaqif, Ali Al-Taher e Zawtar Al-Gharbiyeh. In particolare, un drone ha colpito un’area adiacente all’ospedale di Nabatiyeh Al-Fawqa. Nel distretto di Marjayoun, sono state monitorate operazioni a Khiyam, Deir Siryane, Tallousseh, Taybeh, Markaba ed Ebel El-Saky, con demolizioni controllate e attività di ricognizione. Nel distretto di Tiro, le IDF hanno effettuato attività offensive a Mansouri e Siddikine, nonché ricognitive lungo il corso del fiume Zahrani. Tali episodi confermano la volontà israeliana di mantenere pressione sulle aree ritenute funzionali alla mobilità e al ripristino delle capacità operative del Partito di Dio. Nella periferia meridionale di Beirut, la Dahiyeh, sono stati segnalati sorvoli di droni, elemento che mantiene elevata la pressione psicologica e securitaria anche nella Capitale. 

 

Incursione aerea israeliana su Nabatiyeh Al-Fawqa, 5 luglio 2026

Le Forze Armate Libanesi hanno condotto attività di bonifica di ordigni inesplosi a Mayfadoun, Braachit, Kfardounine, Chaqra, Ebba, Harouf, Bourj El-Chemali e Debbine, disinnescando bombe aeree inesplose e proiettili di artiglieria. Tali attività confermano il ruolo centrale delle LAF nella messa in sicurezza delle aree interessate dalle operazioni e nella creazione delle condizioni minime per il rientro della popolazione civile.

Sono stati inoltre segnalati episodi di sparatorie isolate, arresti per reati comuni e operazioni contro il traffico di stupefacenti. Tale dinamica indica che, accanto alla gestione del fronte meridionale, le Autorità libanesi sono chiamate a contenere fenomeni di instabilità interna e criminalità diffusa, in un contesto di forte pressione economica, sociale e umanitaria.

 

 

3. Dimensione negoziale e regionale.

Le delegazioni libanese e israeliana hanno proseguito i lavori a Washington per l’attuazione dell’Accordo Quadro. Il fulcro del negoziato resta l’Allegato di Sicurezza, che prevede l’istituzione di aree pilota in settori ritenuti prioritari, tra cui il settore meridionale del fiume Litani, le aree di Zawtar Al-Gharbiyeh e Zawtar Al-Charkiyeh, nonché il settore Ghandouriyeh-Froun.

Il meccanismo previsto dall’Allegato si fonda su una sequenza articolata: eliminazione degli elementi armati non statali, verifica da parte di un soggetto terzo, dispiegamento delle Forze Armate Libanesi e avvio della ricostruzione. Tale processo intende creare condizioni minime di sicurezza per il progressivo ritiro israeliano, ma resta subordinato al disarmo verificato di Hezbollah e alla capacità delle LAF di esercitare un controllo effettivo sulle aree designate.

È stato inoltre istituito il Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano, organismo permanente incaricato di facilitare il raccordo tra le parti e di sostenere l’attuazione dell’Accordo Quadro sul piano operativo. In tale contesto, il Comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, Ammiraglio Charles Bradford Cooper, ha visitato Beirut, incontrando il Comandante delle LAF, Generale Rodolphe Haykal, e il Presidente Joseph Aoun. La visita conferma la volontà statunitense di rafforzare il coordinamento bilaterale con il Libano e di sostenere il ruolo delle LAF nella fase di transizione.

Incontro tra una delegazione del CENTCOM guidata da Cooper con Aoun, 29 giugno 2026

Il Presidente del Parlamento Nabih Berri ha continuato a definire l’accordo difficilmente applicabile e ha mantenuto contatti con Teheran. Tale postura segnala la volontà di preservare il rapporto politico con la Repubblica Islamica e di condizionare l’attuazione dell’intesa alla tutela degli equilibri interni legati al ruolo del Partito di Dio. L’Unione Europea ha confermato il proprio sostegno al Libano, con oltre 3 miliardi di euro stanziati dal 2019, di cui 220 milioni dal 2023 destinati al settore della sicurezza.

 

 

4. Postura delle parti.
  • Hezbollah: il movimento sciita ha condannato le attività delle Forze di Difesa israeliane, qualificandole come violazioni della cessazione delle ostilità. Il Partito di Dio ha inoltre indetto una manifestazione per l’8 luglio in piazza Ashura, nel quartiere di Haret Hreik, nella Dahiyeh, in concomitanza con le cerimonie funebri in Iran dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei. Tale iniziativa segnala la volontà del movimento di mantenere alta la mobilitazione politica e simbolica, riaffermando il legame con la Repubblica Islamica.
  • Stato libanese: il Presidente Joseph Aoun e il Primo Ministro Nawaf Salam hanno ribadito il ruolo centrale delle Forze Armate Libanesi e la necessità del ritiro completo israeliano. Il Presidente del Parlamento Nabih Berri ha nuovamente criticato l’intesa, definendola incompatibile con il quadro arabo e internazionale e difficilmente applicabile nelle condizioni attuali.
  • Israele: Tel Aviv ha subordinato il proprio ritiro al disarmo completo e verificato di Hezbollah. Tale posizione conferma che le Autorità israeliane considerano la permanenza nella fascia di sicurezza e la prosecuzione di attività mirate come strumenti necessari per impedire il ripristino delle capacità operative del movimento sciita.
  • Stati Uniti: Washington ha continuato a facilitare i negoziati e il coordinamento operativo attraverso il Comando Centrale, confermando il ruolo di garante politico e militare dell’attuazione dell’Accordo Quadro. La visita dell’Ammiraglio Charles Bradford Cooper a Beirut rafforza tale impostazione e segnala l’intenzione statunitense di sostenere le LAF come asse centrale della transizione.
  • Iran: Teheran ha confermato il sostegno al Libano attraverso contatti parlamentari e ministeriali. La Repubblica Islamica continua a mantenere un ruolo di riferimento politico per Hezbollah e per gli ambienti libanesi contrari a un’attuazione dell’Accordo Quadro percepita come funzionale al disarmo del movimento sciita.
5. Implicazioni operative e strategiche.
  • Fragilità dell’Accordo Quadro: l’intesa offre una cornice strutturata per la cessazione delle ostilità e il ripristino dell’autorità statuale, ma la persistenza di attività cinetiche israeliane e le divergenze su tempistiche e condizioni del ritiro rendono l’attuazione vulnerabile a incidenti. La permanenza delle IDF all’interno della Linea di Difesa Avanzata continua a rappresentare il principale fattore di attrito sul terreno.
  • Ruolo delle Forze Armate Libanesi: le attività di bonifica e il rafforzamento del dispositivo di sicurezza costituiscono un test concreto per la capacità delle LAF di esercitare autorità sul territorio. La credibilità dell’Accordo Quadro dipenderà in larga misura dalla capacità delle Forze Armate Libanesi di garantire sicurezza, controllo territoriale e gestione del rientro degli sfollati nelle aree pilota.
  • Impatto umanitario: oltre 000 sfollati hanno fatto rientro nelle aree di origine, ma circa 500.000 persone risultano ancora sfollate. Il bilancio complessivo delle operazioni israeliane, aggiornato al 4 luglio, è pari a 4.319 morti e 12.203 feriti dal 2 marzo. Tale quadro continua ad aggravare la pressione sui servizi essenziali, sulla ricostruzione e sulla tenuta sociale delle aree meridionali.
  • Supporto internazionale: le proposte avanzate da Unione Europea, Grecia, Egitto e altri partner confermano la disponibilità internazionale a sostenere il rafforzamento della sicurezza e la ricostruzione. Tale supporto, tuttavia, resta condizionato alla capacità dello Stato libanese di dimostrare controllo effettivo nelle aree pilota e di evitare una nuova fase di destabilizzazione interna.
  • Finestra critica di attuazione: le prossime settimane di attuazione delle aree pilota saranno decisive per la tenuta dell’accordo. Sarà necessaria una mobilitazione rapida del dispositivo statale e internazionale per evitare nuove divisioni interne, contenere il rischio di una ripresa più ampia delle ostilità e prevenire ulteriori pressioni migratorie verso l’Europa e la regione.