Incontro con UNIFIL e Ministro della Difesa libanese: la missione Onu cambierà ma dovrà restare “blu”

In foto da sinistra verso destra: Pierre Salloum (Imprenditore); Min. della Difesa libanese Michel Menassa; Col. Attilio Cortone; Bernard Selwan Khoury (Direttore di COSMO).

In un recente articolo pubblicato sul Corriere della Sera, il Direttore del Centro Studi Strategici COSMO, Bernard Selwan Khoury, ha raccolto a Beirut analisi sul futuro della stabilità nel Paese a seguito dei colloqui con il ministro della Difesa libanese Michel Menassa e con il generale di divisione Diodato Abagnara, a capo della missione UNIFIL.

Dagli incontri è emersa la necessità che la presenza internazionale in Libano aggiorni la propria operatività, senza però rinunciare alla fondamentale cornice formale delle Nazioni Unite. Sul fronte interno, la priorità individuata da Khoury e dal generale Abagnara per il rafforzamento delle forze armate libanesi (LAF) risiede nell’adeguamento salariale dei soldati, condizione indispensabile per garantire loro un tenore di vita dignitoso, evitare il doppio lavoro e assicurarne l’efficienza operativa nel delicato scacchiere del sud del Paese.

Di seguito il testo.

La presenza internazionale in Libano dovrà aggiornare il proprio modo di operare, ma senza rinunciare alla presenza delle Nazioni Unite. E il primo passo per il rafforzamento delle forze armate libanesi dovrebbe consistere nell’adeguare gli stipendi dei soldati, per consentire loro un tenore di vita dignitoso ed evitare il ricorso a un secondo lavoro. È il quadro raccolto dal Centro Studi Strategici Cosmo nei colloqui che il direttore Bernard Selwan Khoury ha avuto a Beirut con il ministro della Difesa libanese Michel Menassa e con il generale di divisione Diodato Abagnara, a capo della missione Unifil.

Gli incontri si sono svolti a margine della consegna degli aiuti umanitari italiani alla popolazione libanese, organizzata da una delegazione parlamentare italiana e coordinata sul campo dall’Esercito e dall’Aeronautica Militare, con la logistica curata in raccordo con Unifil dal colonnello Attilio Cortone. Con il ministro Menassa il colloquio si è concentrato sulla cooperazione tra Roma e Beirut. Menassa ha fatto il punto sullo stato delle relazioni e ha espresso apprezzamento per l’impegno italiano a sostegno del Paese: un impegno che si inserisce nello sforzo internazionale a favore delle forze armate libanesi (Laf), guidato dagli Stati Uniti, e nel quale l’Italia gioca da anni un ruolo di primo piano tra Unifil e attività bilaterali di supporto tecnico.

Il passaggio più rilevante arriva però dal dialogo con il generale Abagnara. Sul futuro della presenza internazionale, l’alto ufficiale ha indicato la priorità nel garantire continuità attraverso la contestuale presenza delle Nazioni Unite: la cornice Onu, è il suo ragionamento, assicura una legittimazione più ampia, un raggio di manovra incisivo e un canale diplomatico ai massimi livelli, aprendo al tempo stesso a coalizioni internazionali che potranno coesistere con la missione. Una posizione che, ha osservato, trova riscontro crescente anche a Washington, dove si riconosce sempre più il valore della missione Onu come strumento di monitoraggio e stabilizzazione dell’area: rispetto all’ipotesi di una missione solo europea, la copresenza delle Nazioni Unite offre una legittimazione più larga, che include già i Paesi dell’Unione.

Sollecitato da Khoury sul rafforzamento delle Laf, pilastro della sicurezza nazionale, il generale ha poi indicato la priorità nella questione retributiva: con paghe troppo basse, una parte dei militari è costretta a cercare lavoro anche fuori dalla caserma per mantenere un tenore di vita dignitoso. Un adeguamento salariale, secondo Khoury, migliorerebbe per i soldati libanesi anche l’efficienza operativa, in un momento in cui le Laf sono chiamate a dispiegarsi nel sud del Libano in un contesto operativo molto delicato. Un’analisi che, anche per Unifil, fa dell’adeguamento economico la precondizione di ogni percorso credibile di potenziamento.

In foto da sinistra verso destra: Mirna Karam (responsabile ONG “Pulse of Tomorrow”); Gen. D. Diodato Abagnara (UNIFIL); Bernard Selwan Khoury (Direttore di COSMO).