LIBANO – Punto di situazione 20 Luglio

Incontro tra il Presidente libanese Joseph Aoun e l’omologo statunitense Donald J. Trump a Washington, 21 luglio 2026

Periodo di riferimento: 14 – 20 luglio 2026

Data: 20 luglio 2026

EXECUTIVE SUMMARY
  • Contesto di sicurezza e negoziale: nella settimana in esame, le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno proseguito le attività cinetiche nel Libano meridionale, effettuando bombardamenti di artiglieria, demolizioni controllate e attacchi mediante droni nei distretti di Bint Jbeil, Nabatiyeh, Marjayoun e Tiro. Parallelamente, si è registrato un significativo avanzamento sul piano diplomatico grazie alla sesta tornata di colloqui diretti tra Libano e Israele, svoltasi a Roma il 14 e 15 luglio sotto facilitazione statunitense. Il quadro complessivo resta quindi caratterizzato da una marcata asimmetria tra progressi negoziali e prosecuzione delle attività operative sul terreno.
  • Risultati dei colloqui di Roma: la tornata, la prima successiva alla sottoscrizione dell’Accordo Quadro trilaterale del 26 giugno, si è concentrata sulla definizione delle modalità operative e delle tempistiche di attuazione del meccanismo delle aree pilota. La delegazione libanese ha chiesto l’avvio immediato del ritiro delle IDF dalle prime due aree pilota e la fissazione di un calendario vincolante. La delegazione israeliana ha invece posto l’accento sulla necessità di un meccanismo di verifica del disarmo di Hezbollah, proponendo la costituzione di un comitato composto da rappresentanti israeliani, del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) e di una terza parte, con esclusione della Forza ad Interim delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL). Le località attualmente oggetto di discussione includono Zawtar Al-Gharbiyah, Zawtar Al-Sharqiyah, Al-Ghandouriyah, Burj Qalawiyah, Srifa e Froun. Una nuova tornata di interlocuzioni tra le parti dovrebbe tenersi a Roma già nel prossimo mese di agosto.
  • Visita del Presidente Joseph Aoun negli Stati Uniti: il 18 luglio, il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun è arrivato a Washington su invito dell’omologo statunitense Donald J. Trump. Il giorno successivo, Aoun ha incontrato il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, con il quale ha discusso del rafforzamento dell’autorità dello Stato libanese e del sostegno alle Forze Armate Libanesi (LAF), nonché della ricostruzione del Sud e del ritiro israeliano. Al termine della visita è previsto un vertice con il Presidente Donald J. Trump.
  • Sviluppi operativi nel sud del Libano: le IDF hanno mantenuto un dispositivo terrestre che, in alcuni settori, raggiunge una profondità prossima ai 10 chilometri dalla Blue Line. Le LAF hanno intensificato i pattugliamenti e istituito posti di controllo nelle località candidate a diventare aree pilota, oltre a condurre operazioni di bonifica di ordigni inesplosi e attività di sicurezza interna. Un militare libanese è rimasto ucciso e altri due sono stati feriti a Mansouri a seguito dell’esplosione di un residuato bellico. Il bilancio complessivo delle operazioni israeliane dal 2 marzo al 20 luglio ammonta a 328 morti e 12.229 feriti.
  • Impatto umanitario e dimensione regionale: prosegue il rientro degli sfollati, in un quadro ancora segnato dalla distruzione di abitazioni, infrastrutture e servizi essenziali. Sono giunti i primi convogli di aiuti dagli Emirati Arabi Uniti, a conferma della crescente attenzione regionale alla fase di ricostruzione. In Siria, le Forze di Sicurezza hanno sventato un tentativo di introdurre, attraverso il valico di Al-Walid (Iraq), un carico di armamenti destinato a Hezbollah, comprendente missili a lungo raggio, sistemi anticarro guidati, circa 100 droni FPV a fibra ottica e sistemi anticarro di fabbricazione iraniana Almas. Tale episodio conferma la persistenza di canali logistici regionali riconducibili al Partito di Dio e la rilevanza del coordinamento con Damasco.
  • Implicazioni operative e strategiche: i colloqui di Roma e la visita del Presidente Aoun a Washington rappresentano i due assi prioritari della settimana e costituiscono il principale tentativo di dare attuazione concreta all’Accordo Quadro. La definizione di un calendario vincolante per le aree pilota e di un meccanismo di verifica condiviso resta tuttavia il principale punto di frizione tra le parti. La persistenza delle attività cinetiche israeliane e il mantenimento di un dispositivo terrestre nel Paese, nonché le divisioni politiche interne libanesi e la continuità dei canali logistici regionali verso Hezbollah, rendono necessaria una rapida concretizzazione dei risultati negoziali.
1. Inquadramento generale.

Nel periodo 14-20 luglio 2026, il teatro libanese è rimasto segnato dalla prosecuzione delle attività cinetiche israeliane nel sud del Paese, a fronte di una contestuale accelerazione del percorso diplomatico. La sesta tornata di negoziati diretti tra Libano e Israele, svoltasi a Roma sotto facilitazione statunitense, e la visita ufficiale del Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun a Washington rappresentano i due assi prioritari della settimana.

Entrambi i processi mirano a dare attuazione concreta all’Accordo Quadro trilaterale del 26 giugno, con particolare riferimento al meccanismo delle aree pilota, al ritiro progressivo delle Forze di Difesa israeliane e al ripristino dell’autorità dello Stato libanese sul territorio meridionale. La fase attuale resta tuttavia segnata da divergenze significative sulle tempistiche del ritiro israeliano, sulle modalità di verifica del disarmo di Hezbollah e sul ruolo degli attori internazionali incaricati di supervisionare l’attuazione dell’intesa.

Sul terreno, le IDF hanno mantenuto un dispositivo terrestre che, in alcuni settori, raggiunge una profondità prossima ai 10 chilometri dalla Blue Line, proseguendo bombardamenti di artiglieria, demolizioni controllate, attacchi mediante droni, impiego di granate stordenti e movimenti di mezzi corazzati. Le Forze Armate Libanesi hanno rafforzato la propria presenza nelle zone candidate a diventare aree pilota e hanno intensificato le attività di pattugliamento, sicurezza interna e bonifica di ordigni inesplosi.

Parallelamente, permangono tensioni politiche interne legate alla questione del disarmo del Partito di Dio e alle critiche avanzate da esponenti del movimento sciita nei confronti dell’accordo. La posizione di Hezbollah, sostenuta anche da componenti politiche a esso vicine, continua a rappresentare uno dei principali fattori di incertezza sull’attuazione del meccanismo negoziale, soprattutto in assenza di un calendario condiviso e di un sistema di verifica accettato da tutte le parti.

 
2. Sviluppi militari e di sicurezza.

Le Forze di Difesa israeliane hanno proseguito le attività cinetiche nel Libano meridionale. Le operazioni hanno riguardato principalmente bombardamenti di artiglieria, demolizioni controllate di abitazioni e infrastrutture, attacchi mediante droni, sganci di granate stordenti e movimenti di mezzi corazzati.

Nel distretto di Bint Jbeil, le attività si sono concentrate su Beit Yahoun, Kounine, Haddatha, Braachit, At Tiri, Hariss, Maroun El Ras, Rchaf, Touline e Burj Qalawiyah, con demolizioni di edifici residenziali, avanzamenti di fanteria e bombardamenti di artiglieria.

Nel distretto di Nabatiyeh, sono stati registrati attacchi e attività a Nabatiyeh Al-Fawqa, Kfartebnit, Mayfadoun, Zawtar Al-Gharbiyeh, Zawtar Al-Charkiyeh, Arnoun e Kfarremane, oltre a incendi di abitazioni e attacchi mediante droni. Le aree di Zawtar Al-Gharbiyeh e Zawtar Al-Charkiyeh restano particolarmente sensibili in vista dell’eventuale attuazione del meccanismo delle aree pilota.

Nel distretto di Marjayoun, le operazioni hanno interessato Qantara, Deir Seryan, Markaba, Houla, Mays Al-Jabal e il Wadi Al-Saluqi, con demolizioni controllate, movimenti di mezzi corazzati e ricognizioni armate.

Nel distretto di Tiro, le attività hanno riguardato Majdal Zoun, Mansouri, Buyout Al-Sayyad, Al-Mansouri e la rotabile costiera verso Naqoura, con demolizioni estese, attacchi mediante droni e sganci di ordigni.

Le Forze Armate Libanesi hanno individuato e neutralizzato ordigni inesplosi, tra cui un ordigno a grappolo a Barish, e hanno intensificato i pattugliamenti e l’istituzione di posti di controllo nelle località di Froun, Ghandouriyeh, Burj Qalawiyah,Qalaouiye, Kfardounine, Qaqaiyat Al-Jisr e Srifa, zone candidate al meccanismo delle aree pilota. Un militare delle LAF è rimasto ucciso e altri due sono stati feriti a Mansouri a seguito dell’esplosione di un residuato bellico.

Fumo si alza dalla rotabile che conduce a Touline, nella vallata di Wadi Saluki, a seguito di attività di brillamento controllato condotte dalle LAF, 19 luglio 2026.

Sul piano della sicurezza interna, le LAF e le Forze di Sicurezza Interna hanno condotto operazioni di perquisizione e arresti in diverse aree del Paese, tra cui Tripoli, Batroun, Baalbek, Aley e la periferia meridionale di Beirut, sequestrando armi, munizioni e sostanze stupefacenti. È stato inoltre arrestato un cittadino siriano identificato come responsabile della struttura di sicurezza delle Province Meridionale e Centrale dello Stato Islamico in Siria.

 

3. Dimensione negoziale e regionale.

La sesta tornata di colloqui diretti tra Libano e Israele si è svolta il 14 e 15 luglio presso l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, sotto facilitazione statunitense. Si tratta della prima tornata successiva alla sottoscrizione dell’Accordo Quadro trilaterale del 26 giugno. Il dossier centrale ha riguardato l’avvio del ritiro delle IDF dalle prime due aree pilota e il contestuale subentro delle LAF.

 

Sede dell’Ambasciata statunitense a Roma, sede dei colloqui.

La delegazione libanese, sulla base delle indicazioni del Presidente della Repubblica Joseph Aoun e del Primo Ministro Nawaf Salam, ha chiesto l’avvio immediato del ritiro israeliano come passaggio preliminare e la definizione di un calendario vincolante. La delegazione israeliana ha invece insistito sulla necessità di un meccanismo di verifica del disarmo di Hezbollah, proponendo che le attività di supervisione successive al completamento del disarmo siano affidate a un comitato composto da rappresentanti israeliani, del Comando Centrale degli Stati Uniti e di una terza parte, con esclusione della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano. Le località attualmente oggetto di discussione per le aree pilota comprendono Zawtar Al-Gharbiyah, Zawtar Al-Sharqiyah, Al-Ghandouriyah, Burj Qalawiyah, Srifa e Froun. I colloqui si sono conclusi con circa tre ore di anticipo rispetto al programma. Una nuova tornata dovrebbe tenersi a Roma già durante il prossimo mese di agosto.

Il 18 luglio, il Presidente Joseph Aoun e la consorte Nehmat Aoun hanno lasciato Beirut per Washington su invito del Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump. Il 19 luglio, Aoun ha incontrato il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio. I colloqui si sono concentrati sulle modalità per rafforzare l’autorità dello Stato libanese, sul sostegno alle LAF e alle istituzioni, nonché sulla possibilità di promuovere investimenti statunitensi nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni e dei trasporti. Sono state discusse anche le prospettive di ricostruzione e il ritiro israeliano. Sono previsti incontri con i direttori dei principali centri di ricerca statunitensi e il vertice con il Presidente Donald J. Trump.

Il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio stringe la mano al Presidente libanese Joseph Aoun a Washington, 19 luglio 2026

Sul piano regionale e internazionale, il Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha proposto la costituzione di una missione dell’Unione Europea in sostituzione di UNIFIL, il cui mandato scadrà il 31 dicembre 2026. Al confine siro-iracheno, le Forze di Sicurezza siriane hanno sventato un tentativo di introdurre attraverso il valico di Al-Walid un carico di armamenti verosimilmente destinato a Hezbollah, comprendente missili a lungo raggio, sistemi anticarro guidati, circa 100 droni FPV a fibra ottica e sistemi anticarro di fabbricazione iraniana Almas. Tale episodio conferma la persistenza di canali logistici regionali riconducibili al movimento sciita e la rilevanza del coordinamento tra Beirut e le nuove Autorità di Damasco.

 
4. Postura delle parti.
  • Stato libanese: il Presidente della Repubblica Joseph Aoun ha ribadito il sostegno all’Accordo Quadro, definendolo la migliore opzione possibile per la stabilità del Libano meridionale.
  • Israele: il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz, in un colloquio con il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth, ha ribadito la determinazione a mantenere le IDF nelle zone di sicurezza istituite nel Libano meridionale, ritenendole indispensabili per la protezione del territorio israeliano.
  • Hezbollah: il deputato Ali Fayad, esponente del blocco parlamentare Lealtà alla Resistenza, ha accusato le Autorità libanesi di fornire copertura politica alle attività militari israeliane e di affrontare il negoziato da una posizione di debolezza. Tale postura conferma la persistente opposizione del movimento sciita a un percorso negoziale percepito come funzionale al disarmo e alla limitazione della propria capacità operativa.
  • Stati Uniti e attori internazionali: Washington ha continuato a svolgere un ruolo centrale nella facilitazione dei colloqui e nel coordinamento con le Autorità libanesi. La visita del Presidente Aoun negli Stati Uniti, il confronto con il Segretario di Stato Marco Rubio e il previsto incontro con Donald J. Trump indicano la volontà statunitense di mantenere una funzione di garanzia politica e operativa nella fase di attuazione dell’accordo.
5. Implicazioni operative e strategiche.
  • Centralità del doppio asse negoziale: i colloqui di Roma e la visita del Presidente Joseph Aoun a Washingtonrappresentano i due assi prioritari della settimana e costituiscono il principale tentativo di dare sostanza operativa all’Accordo Quadro del 26 giugno. La definizione di un calendario vincolante per le aree pilota e di un meccanismo di verifica condiviso rimane il punto di maggiore frizione.
  • Persistenza della pressione israeliana sul terreno: la prosecuzione delle attività cinetiche israeliane e il mantenimento di un dispositivo terrestre che si estende in profondità nel territorio libanese continuano a ostacolare il rientro della popolazione civile e a limitare la capacità delle Forze Armate Libanesi di esercitare reale controllo territoriale.
  • Ruolo delle Forze Armate Libanesi: le LAF stanno progressivamente rafforzando la propria presenza nelle zone candidate a diventare aree pilota, ma l’effettivo subentro rimane subordinato al ritiro israeliano e alla risoluzione delle divergenze su verifica e disarmo. La credibilità dell’intero meccanismo dipenderà dalla capacità delle Forze Armate Libanesi di garantire sicurezza, bonifica e controllo territoriale.
  • Futuro dispositivo internazionale: la proposta tedesca di una missione dell’Unione Europea in sostituzione di UNIFIL indica una crescente attenzione internazionale al futuro dispositivo di sicurezza nel Libano meridionale dopo il 31 dicembre 2026. Tale prospettiva potrebbe rafforzare il sostegno esterno alle LAF, ma resta subordinata all’evoluzione del quadro politico e operativo sul terreno.
  • Continuità dei canali logistici regionali: l’intercettazione in Siria di un carico di armamenti destinato a Hezbollah conferma la persistenza di canali logistici regionali e la rilevanza del coordinamento tra Beirut e Damasco. Tale dinamica conferma che il dossier libanese resta inserito in un quadro regionale più ampio, nel quale la Repubblica Islamica e le reti a essa collegate continuano a rappresentare un fattore di condizionamento.
  • Impatto umanitario e rischio di erosione della stabilità: il bilancio aggiornato a 328 morti e 12.229 feriti, unitamente alle criticità umanitarie residue e alle divisioni politiche interne, rende necessaria una rapida concretizzazione dei risultati negoziali. Un ritardo nell’attuazione delle aree pilota o una nuova escalation operativa rischierebbero di compromettere ulteriormente la stabilità del sud del Libano e di generare nuove pressioni migratorie verso l’Europa e la regione.