Periodo di riferimento: 20 – 27 luglio 2026
Data: 27 luglio 2026
EXECUTIVE SUMMARY
- Avvio delle aree pilota: nella settimana in esame, l’Accordo Quadro trilaterale del 26 giugno ha avuto una prima applicazione concreta sul terreno, con l’avvio formale delle operazioni finalizzate all’istituzione delle prime aree pilota. Le località di Froun (distretto di Bint Jbeil) e Srifa (distretto di Tiro), situate all’esterno della zona cuscinetto israeliana, sono state interessate dal rafforzamento del dispositivo delle Forze Armate Libanesi (LAF) senza necessità di un ritiro preventivo delle Forze di Difesa israeliane (IDF). Il villaggio di Zawtar Al-Gharbiyah (distretto di Nabatiyeh), situato all’interno della zona cuscinetto, ha invece visto il ritiro delle IDF e il successivo dispiegamento delle LAF a partire dal 21 luglio, sotto la supervisione del Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano.
- Visita del Presidente Joseph Aoun a Washington: il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha incontrato il 20 luglio il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio e, il 21 luglio, l’omologo Donald J. Trump. Si tratta della prima visita ufficiale di un Capo di Stato libanese alla Casa Bianca dal 2009. I colloqui hanno riguardato il rafforzamento dell’autorità dello Stato libanese, il sostegno alle LAF, la ricostruzione, gli investimenti e il ritiro israeliano. Aoun ha presentato un piano esecutivo finalizzato a concentrare il controllo degli armamenti nelle mani dello Stato e a porre fine alla struttura militare autonoma di Hezbollah, collegando esplicitamente tale processo al ritiro israeliano. Trump ha incaricato la propria Amministrazione di autorizzare collegamenti aerei diretti tra Stati Uniti e Libano.
- Sviluppi operativi nel sud del Libano: nonostante l’avvio delle aree pilota, le IDF hanno condotto limitate attività cinetiche nei distretti di Nabatiyeh, Bint Jbeil, Marjayoun e Tiro, interessati da bombardamenti di artiglieria, demolizioni controllate, attacchi mediante droni e movimenti di fanteria e mezzi corazzati. Le LAF hanno denunciato tali attività come violazioni delle intese vigenti, segnalando in particolare la demolizione sistematica di abitazioni, la distruzione dell’impianto idrico dell’Autorità nazionale del fiume Litani a Markaba, l’incendio di ulivi secolari e superfici agricole, nonché colpi d’arma da fuoco in prossimità delle proprie postazioni. Il 22 luglio si è verificato un incidente di sicurezza nell’area di Zawtar, con versioni divergenti fornite dalle due parti.
- Rientro della popolazione e bonifica: i residenti di Zawtar Al-Gharbiyah hanno iniziato a rientrare in forma limitata e scortata a partire dal 24 luglio, esclusivamente per verificare le condizioni delle abitazioni. L’accesso permanente rimane interdetto a causa dell’elevato livello di distruzione e della presenza di residuati bellici. Squadre della Protezione Civilehanno recuperato quattro salme dalle macerie. Le LAF hanno proseguito le attività di bonifica, pattugliamento e messa in sicurezza nelle località interessate dal meccanismo delle aree pilota.
- Implicazioni operative e strategiche: l’avvio delle aree pilota rappresenta il primo risultato concreto dell’Accordo Quadro e dei colloqui di Roma, ma il meccanismo resta fragile e fortemente dipendente dal coordinamento tra IDF, LAF e mediatori statunitensi. La visita del Presidente Aoun a Washington ha consolidato il sostegno politico statunitense e ha introdotto elementi operativi rilevanti, tra cui il piano per il monopolio statale sulle armi e la possibile riapertura dei collegamenti aerei diretti. La persistenza delle attività israeliane al di fuori delle aree pilota e le denunce delle LAF confermano tuttavia che il processo di stabilizzazione rimane incompleto, vulnerabile a incidenti e condizionato dalla questione del disarmo del Partito di Dio.
1. Inquadramento generale.
Nel periodo 20-27 luglio 2026, l’Accordo Quadro trilaterale del 26 giugno ha avuto una prima applicazione concreta sul terreno, con l’avvio delle operazioni relative all’istituzione delle aree pilota. Tale passaggio, che ha segnato l’inizio della fase attuativa dell’intesa dopo settimane dominate dal negoziato politico e diplomatico, costituisce il primo risultato concreto dei colloqui di Romadel 14-15 luglio. La visita ufficiale del Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun a Washington ha rafforzato il sostegno politico statunitense al processo di stabilizzazione, al consolidamento dell’autorità dello Stato e al rafforzamento delle Forze Armate Libanesi.
Il meccanismo delle aree pilota si è articolato secondo due modalità distinte. Le località di Froun (distretto di Bint Jbeil) e Srifa(distretto di Tiro), situate all’esterno della zona cuscinetto israeliana, sono state interessate dal rafforzamento del dispositivo delle LAF senza necessità di un ritiro preventivo delle IDF. Diversa è stata la dinamica a Zawtar Al-Gharbiyah (distretto di Nabatiyeh), località collocata all’interno della zona cuscinetto, dove il dispiegamento libanese è stato preceduto dal ritiro delle Forze di Difesa israeliane a partire dal 21 luglio, sotto la supervisione del Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano.
Nonostante tale avanzamento, il contesto sul terreno resta fragile. Le IDF hanno condotto nuove attività cinetiche, seppur limitate, al di fuori delle aree pilota. Le LAF hanno denunciato tali azioni come violazioni delle intese vigenti, nonché come ostacolo al rientro della popolazione civile e al ripristino della stabilità.
Il rientro dei residenti a Zawtar Al-Gharbiyah è iniziato in forma limitata e scortata a partire dal 24 luglio, ma l’accesso permanente rimane precluso a causa della distruzione diffusa, della presenza di residuati bellici e della necessità di ulteriori attività di bonifica. In tale quadro, le Forze Armate Libanesi sono chiamate a dimostrare capacità di controllo territoriale, sicurezza della popolazione e gestione della fase di transizione, mentre resta irrisolta la questione del rapporto tra ritiro israeliano, monopolio statale sulle armi e futuro della struttura militare autonoma del Partito di Dio.
2. Sviluppi militari e di sicurezza.
Le Forze di Difesa israeliane hanno mantenuto un livello ridotto ma continuo di attività cinetiche nel Libano meridionale, nonostante l’avvio delle prime aree pilota. Le operazioni hanno riguardato principalmente bombardamenti di artiglieria, attacchi mediante droni, demolizioni controllate, movimenti di fanteria e spianamento del terreno, con concentrazione nei distretti di Nabatiyeh, Bint Jbeil, Marjayoun e Tiro.
Nel distretto di Nabatiyeh, le attività hanno interessato Kfar Tebnit, Nabatiyeh Al-Fawqa, Ali Al-Taher, Zawtar Al-Gharbiyah e le aree circostanti. La località di Zawtar Al-Gharbiyah ha assunto particolare rilevanza in quanto prima area pilota interna alla zona cuscinetto interessata da un ritiro israeliano seguito dal dispiegamento delle LAF.

Attacco israeliano con drone a Nabatiyeh Al-Fawqa, 23 luglio 2026
Nel distretto di Bint Jbeil, le attività si sono concentrate su Beit Yahoun, Kounine, Haddatha, Braachit, At Tiri, Sarbin e Bint Jbeil, con demolizioni di infrastrutture viarie, incendi e movimenti di mezzi corazzati.
Nel distretto di Marjayoun, sono stati segnalati bombardamenti e movimenti nelle località di Mays Al-Jabal, Markaba, Khiyam, Houla, Tallousseh e Kantara, oltre ad attività di spianamento del terreno. Le LAF hanno denunciato, in particolare, la distruzione dell’impianto idrico dell’Autorità nazionale del fiume Litani a Markaba, nonché incendi di ulivi secolari e superfici agricole, elementi che aggravano ulteriormente il quadro umanitario e ambientale nelle aree di confine.
Nel distretto di Tiro, le attività hanno riguardato Majdal Zoun, Mansouri e Mazraat Buyout El-Sayyad, con attacchi mediante droni, demolizioni e pattugliamenti. La prosecuzione delle attività su Majdal Zoun conferma la priorità attribuita da Israele alla neutralizzazione delle infrastrutture sotterranee riconducibili a Hezbollah nell’area.
Nel quadro dell’istituzione delle aree pilota, il 21 luglio le Forze Armate Libanesi hanno avviato il dispiegamento a Zawtar Al-Gharbiyah a seguito del ritiro delle IDF, sotto la supervisione del Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano. Il 22 luglio si è verificato un incidente di sicurezza: secondo le IDF, mezzi libanesi sarebbero penetrati per circa 150 metri nella zona di sicurezza in prossimità di Zawtar Al-Sharqiyah. Secondo le LAF, invece, le unità israeliane si sarebbero avvicinate alla periferia della località e avrebbero aperto il fuoco, ostacolando la missione. Nonostante le tensioni generate da tale episodio, i residenti di Zawtar Al-Gharbiyah hanno iniziato a rientrare in forma limitata e scortata a partire dal 24 luglio, esclusivamente per verificare le condizioni delle abitazioni.

L’accesso permanente rimane interdetto a causa della distruzione e della presenza di residuati bellici.
Squadre della Protezione Civile hanno recuperato quattro salme dalle macerie, confermando la gravità delle condizioni nelle aree oggetto di rientro.
Il Comandante dell’Esercito libanese, Generale Rudolph Haykal, ispeziona Zawtar Al-Gharbiyah insieme alle unità dispiegate nell’abitato, 23 luglio 2026
3. Dimensione negoziale e regionale.
L’avvio delle aree pilota il 20 e 21 luglio costituisce il primo risultato concreto dei colloqui di Roma del 14-15 luglio. Froun e Srifa, situate all’esterno della zona cuscinetto, non hanno richiesto un ritiro preventivo israeliano. Zawtar Al-Gharbiyah, collocata all’interno della zona cuscinetto, ha invece richiesto il ritiro delle IDF prima del dispiegamento delle LAF. Una nuova tornata di colloqui è prevista a Roma il 4 agosto, sotto mediazione statunitense.
Il Presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha incontrato il 20 luglio il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio e, il 21 luglio, il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump. Aoun ha illustrato le conseguenze del conflitto e ha presentato un piano esecutivo volto a concentrare il controllo degli armamenti nelle mani dello Stato e a porre fine alla struttura militare autonoma di Hezbollah, collegando tale processo al ritiro israeliano. Il Presidente Trump ha incaricato la propria Amministrazione di autorizzare i collegamenti aerei diretti tra Stati Uniti e Libano. L’Ambasciatore degli Stati Uniti in Libano Michel Issa ha definito positivo l’esito dell’incontro con Rubio.
Il Comandante delle Forze Armate Libanesi, Generale Rodolphe Haykal, ha ricevuto il Comandante della Forza Operativa Congiunta per Operazioni Speciali – Centrale, Generale di Brigata John Bishop, e il Comandante delle Forze Congiunte malesi, Generale Tengku Muhammad Fauzi Bin Tengku Ibrahim. Ha inoltre incontrato l’Ambasciatrice dell’Unione Europea in Libano, Sandra De Waele. Tali incontri confermano la centralità delle LAF nel dispositivo di transizione e l’interesse internazionale al rafforzamento delle capacità militari libanesi.
Il Primo Ministro Nawaf Salam ha effettuato una visita ufficiale a Baghdad, dove ha incontrato il Primo Ministro iracheno Ali Al-Zaidi. I colloqui hanno riguardato il rafforzamento della cooperazione nei settori dell’energia, delle comunicazioni e dei trasporti, nonché l’ampliamento dell’accordo per la fornitura di combustibile iracheno alle centrali elettriche libanesi. Tale sviluppo si inserisce nel più ampio tentativo di sostenere la stabilizzazione economica del Libano attraverso canali regionali complementari al sostegno statunitense ed europeo.

Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam è ricevuto a Baghdad dal Primo Ministro iracheno Ali Al-Zaidi, 26 luglio 2026
4. Postura delle parti.
- Stato libanese: il Presidente della Repubblica Joseph Aoun e il Primo Ministro Nawaf Salam hanno reiterato l’importanza dell’attuazione dell’Accordo Quadro nella sua interezza e del sostegno internazionale alle LAF. Aoun ha presentato a Washington un piano per concentrare il controllo degli armamenti nelle mani dello Stato e porre fine alla struttura militare autonoma di Hezbollah, collegando esplicitamente tale processo al ritiro israeliano.
- Israele: le IDF hanno ribadito che il programma delle aree pilota costituisce un banco di prova per la capacità delle LAF di estendere il controllo territoriale. Le Autorità di Tel Aviv hanno inoltre sottolineato che eventuali violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah saranno gestite attraverso il Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano.
- Forze Armate Libanesi: le LAF hanno denunciato pubblicamente la prosecuzione delle attività israeliane come violazione delle intese e come ostacolo al rientro della popolazione e al ripristino della stabilità. Tale postura segnala la volontà dell’Esercito libanese di difendere il proprio ruolo nel processo di attuazione e di attribuire alle attività israeliane la principale responsabilità per il ritardo nella normalizzazione delle aree meridionali.
- Hezbollah: il movimento sciita continua a considerare il percorso negoziale come potenzialmente funzionale alla riduzione della propria capacità militare autonoma. La prospettiva di un piano statale per concentrare il controllo degli armamenti nelle mani delle istituzioni rafforza la centralità del tema del disarmo nel confronto tra Stato libanese, Partito di Dio e attori esterni.
- Stati Uniti: Washington ha consolidato il proprio ruolo di garante politico e operativo del processo, sostenendo la visita del Presidente Aoun, il coordinamento con le LAF e la prossima tornata di colloqui prevista a Roma il 4 agosto. L’autorizzazione dei collegamenti aerei diretti tra Stati Uniti e Libano rappresenta un segnale politico e simbolico di rafforzamento dei rapporti bilaterali.
5. Implicazioni operative e strategiche.
- Passaggio alla fase attuativa dell’Accordo Quadro: l’avvio delle aree pilota rappresenta un passaggio significativo dalla fase negoziale a quella attuativa. La distinzione tra aree situate all’esterno e all’interno della zona cuscinetto evidenzia tuttavia la complessità del meccanismo e la sua dipendenza dal ritiro israeliano, dal coordinamento operativo e dalla capacità delle LAF di assumere il controllo effettivo del territorio.
- Fragilità del coordinamento sul terreno: l’incidente di sicurezza del 22 luglio a Zawtar evidenzia la vulnerabilità del coordinamento tra IDF e LAF e la necessità di procedure più chiare. Il funzionamento efficace del Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano sarà decisivo per evitare incidenti simili e garantire la progressiva estensione delle aree pilota.
- Centralità della visita di Aoun a Washington: la visita del Presidente Joseph Aoun negli Stati Uniti ha consolidato il sostegno politico statunitense e ha introdotto elementi concreti, tra cui l’autorizzazione ai voli diretti e il possibile sostegno finanziario e logistico alle LAF. Il piano presentato da Aoun per il monopolio statale sulle armi collega esplicitamente il disarmo di Hezbollah al ritiro israeliano, ponendo le basi per un negoziato interno particolarmente delicato.
- Persistenza delle attività israeliane: la prosecuzione delle attività operative israeliane al di fuori delle aree pilota e le denunce delle LAF indicano che il processo di stabilizzazione rimane incompleto e vulnerabile a incidenti. La permanenza di attività cinetiche nei distretti meridionali rischia di rallentare il rientro della popolazione civile e di indebolire la percezione di efficacia del meccanismo.
- Prossima tornata negoziale a Roma: la nuova tornata prevista a Roma il 4 agosto sarà decisiva per definire modalità e tempistiche del ritiro israeliano dalle ulteriori aree e per consolidare i risultati raggiunti. Il nodo principale resta la definizione di un sistema di verifica accettato da tutte le parti e coerente con il ruolo delle LAF.
- Impatto umanitario e ricostruzione: il rientro limitato e non permanente dei residenti a Zawtar Al-Gharbiyah, unito all’entità della distruzione, alla presenza di residuati bellici e al recupero di salme dalle macerie, evidenzia le difficoltà umanitarie e di ricostruzione che accompagnano il processo. Senza un’accelerazione della bonifica, della ricostruzione e del coordinamento operativo, il ritorno della popolazione nelle aree pilota resterà parziale e fragile.

